Vladimir Bukovskij “on the record”

Vladimir Bukovskij "on the record"

Avevamo posto a Vlamir Bukovskij alcune domande in merito all’intervista che aveva "rilasciato" a La Repubblica il 9 dicembre scorso.

Questa la sua risposta:

A: gabriele.paradisi
Oggetto: Fw: from "la Repubblica"

I suppose, the copy of this letter makes everything clear. Best wishes, V

 

Sent: Friday, February 09, 2007 10:07 AM

Subject: Re: from "la Repubblica"

 

Dear Mr. Bonini,

Sorry for such a long delay cause by travelling and other urgent matters.

After reading the translation of my interview to la Reppublica, I must protest most strongly against what you attributed to me. There is a number of things in this text which I definitely did not say, and many other points on which my words are taken out of the context and therefore got quite a different meaning. Overall, both the facts of the matter and my own views are seriously misrepresented in this text.

Most importantly:

1. It appears from your text that Mario Scaramella tried to pressure me into giving him a false evidence against Prodi. This was not the case. Nobody did pressure me, and indeed nobody can. Mr. Scaramella did ask me several times if there was something about Prodi’s Soviet connections in my vast collection of documents, and I answered there was not. That is all.

2. However, as I stressed in our conversation, the abscence of relevant documents in my collection does not necesserily mean Prodi’s innocence.

3. Most insultingly, your text implies that, in my view, Alexander Litvinenko was successfully pressured by Mr. Scaramella into slandering Prodi. This is absolutely wrong. I trusted Mr. Litvinenko completely, and I am sure he did not lie in what he said. Litvinenko possessed a lot of information which I did not, because he and I used very different sources. Moreover, with my general knowledge of KGB activities in the West during the Cold War, I did not find Litvinenko’s allegation surprising at all. For all I know, he could be right.

4. The description of the meeting where Litvinenko spoke out on this matter is extremely inaccurate. First, Scaramella was not present there (though Litvinenko could inform him on a different occasion). Second, I certainly never said that another participant was "if I’m correct, an English European Deputy whose name I don’t recall". That was my good friend Gerard Batten, an MEP for London, and he is the most important actor in this story. Shortly before that I introduced Batten and Litvinenko to each other, and the purpose of the meeting was for Litvinenko to inform Batten on Prodi’s Soviet connections. Indeed, since then Mr. Batten made several speeches in the European Parliament, telling abouit Litvinenko’s allegations and calling for an inquiery into the matter.

5. The general tone of our conversation is presented in your text as if I was quite warm towards you, and full of contempt towards Scaramella. Neither is true. In fact, I intentionally spoke to you in a very dry manner, because I know la Reppublica’s reputation and have no warm feelings towards this paper.

 

Sincerely yours,

Vladimir Bukovsky

 


 

Traduzione: 

Caro signor Bonini,
mi scuso per il lungo ritardo, causato da viaggi e da altre urgenti questioni.
Dopo aver letto la traduzione della mia intervista a La Repubblica, devo protestare con molta forza contro ciò che mi avete attribuito. C’è un numero di cose in questo testo che non ho certamente mai detto, e molti altri punti sui quali le mie parole sono state prese fuori contesto e quindi assumono un significato assai diverso. Nell’insieme, sia i fatti della questione che le mie opinioni sono stati seriamente travisati in questo testo.
Ciò che è estremamente importante:
1. Traspare dal suo testo che Mario Scaramella provò a fare pressioni su di me perché gli dessi false prove contro Prodi. Non è successo questo. Nessuno ha provato a fare pressione su di me, e in effetti nessuno può farlo. Mr. Scaramella mi ha chiesto più volte se ci fosse qualcosa sui collegamenti sovietici di Prodi nella mia vasta raccolta di documenti, e risposi di no. Tutto qui.
2. Comunque, come ho sottolineato nella nostra conversazione, l’assenza di documenti rilevanti nella mia raccolta non significa necessariamente che Prodi sia innocente.
3. In modo estremamente insultante, il suo testo insinua che, dal mio punto di vista, Alexander Litvinenko fu messo sotto pressione con successo da Mr. Scaramella per diffamare Prodi. Ciò è assolutamente sbagliato. Avevo completa fiducia in Mr. Litvinenko e sono certo che non ha mentito in quello che ha detto. Litvinenko possedeva moltissime informazioni che non avevo, perché lui e io usavano fonti diversissime. Inoltre, con la mia generale conoscenza delle attività del Kgb in Occidente durante la guerra fredda, non ho trovato l’accusa di Litvinenko per nulla sorprendente. Per quello che ne so, potrebbe aver ragione.
4. La descrizione dell’incontro in cui Litvinenko si fece sentire su questa questione è estremamente inaccurata. In primo luogo, Scaramella non era presente (benché Litvinenko possa averlo informato in un’altra occasione). In secondo luogo, non ho certamente mai detto che un altro partecipante fosse “se sono corretto, un europarlamentare inglese il cui nome non ricordo”. Si trattava del mio buon amico Gerald Batten, un europarlamentare di Londra, ed è l’attore più importante in questa storia. Prima di ciò presentai Litvinenko a Batten, e il fine dell’incontro era per Litvinenko quello di denunciare a Batten i collegamenti sovietici di Prodi. In effetti, da allora Mr. Batten ha tenuto diversi discorsi nel Parlamento Europeo, esponendo le accuse di Litvinenko e reclamando un’indagine sulla faccenda.
5. Il tono generale della nostra conversazione è presentato nel suo testo come se fossi stato assai amichevole nei suoi confronti, e pieno di disprezzo nei confronti di Scaramella. Né l’una né l’altra cosa sono vere. In realtà, le ho intenzionalmente parlato in maniera molto secca, perché conosco la reputazione di La Repubblica e non nutro sentimenti amichevoli nei confronti di questo quotidiano.

Sinceramente suo
Vladimir Bukovsky



227 Responses to “Vladimir Bukovskij “on the record””

  1. utente anonimo scrive:

    giu7,

    il messaggio precedente sul Tallio era mio.

    Non so Litv che nomi avrebbe fatto, ma a mio avviso Scaramella non sarebbe uscito dai sospetti nel caso della sua ipotesi.

    Vorrei inoltre che fosse chiaro che l’errore madornale degli avvelenatori non è stato tanto nel far individuare il Polonio in Litv, quanto nel lasciare tracce di contaminazione ovunque.

    I131

  2. utente anonimo scrive:

    Signora Iolanda, è commovente lo spirito didattico col quale si premura di indottrinarci, nei minimi dettagli, circa le caratteristiche fisiche del Polonio 210.

    Mi creda, ho molto apprezzato la sua lezione e, a seguire, anche la dichiarazione, spontanea, che “Comunque non è mia nemmeno l’idea della bustina di carta in tasca, tipo zucchero… l’avevo sentita dalla Sciarelli”.

    Che dirle, sono anni che sostengo, deriso da tutti, la candidatura della Sciarelli al premio Nobel per la Fisica. Posso contare, d’ora in poi, anche sul suo incondizionato e ammirato, nei confronti della Sciarelli ovviamente, appoggio?

    Sarebbe bello, dopo Rubbia, riportare in italia un premio Nobel così prestigioso.

    Blackjack.

    PS: il mio amico, che mi ha appena richiamato, mi conferma che il posto come trasportatore di Polonio 210 (lavoro a basso rischio, vista la qualità della carta), è ancora vacante.

  3. utente anonimo scrive:

    Signor Rimbaud, non me ne voglia, ma come scrivevo alla Signora Iolanda, le mie energie saranno, d’ora in poi, esclusivamente dedicate alla causa: Sciarelli Nobel per la Fisica.

    Per quanto riguarda il resto e mi ripeto, non me ne voglia, ma il mio amico, quello della ditta di trasporti di materiali pericolosi e radioattivi, mi ha confermato che un cavallo non gli serve. Mi dispiace; davvero.

    Per chiudere, non mi pone alcun problema interloquire con Lei; di stronzi presuntuosi in vita mia ne ho incontrati tanti e tanti ne incontrerò ancora.

    Uno più, uno meno non fa alcuna differenza.

    Blackjack

  4. utente anonimo scrive:

    Un’ultimo banale appunto prima di abbandonare una così allegra compagnia.

    Per un attimo, ma solo per un attimo, mi è partita un’associazione stranissima: Rimbaud, il cavallo di Iolanda la figlia del Corsaro Nero. Non credo si chiamasse Rimbaud e che dissertasse di Polonio 210 assieme alla Sciarelli.

    Qualcuno ricorda il nome?

    Blackjack.

    PS: mitico Salgari.

  5. utente anonimo scrive:

    Persino l’apostrofo ipocrifo m’è scappato nel commento precedente. Ah, me tapino; sarò mica infetto?

    Passatemi un foglio di carta A4: subito!

    Blackjack

    PS: qualcuno chiami la Sciarelli per un consulto: voglio il nome dell’esperto!!!!

  6. santacruz2 scrive:

    Ehi pannolone,

    sei ormai fuori tempo massimo per la Sciarelli… fossi in te però, un mazzo di rose a Hana… non si sa mai! ;-)

  7. utente anonimo scrive:

    Blackjack potrebbe rivelarci i prodotti di cui fa uso?Almeno il nome del pusher?Il picnic è finito raccolga il cucchiano , il laccio, getti le cartacce negli appositi contenitori e si faccia venire a prendere

  8. utente anonimo scrive:

    Signor Santacruz, vedo che con i pannoloni ha una certa confidenza. Se vuole, e non la disturba, accetterei volentieri un suggerimento su dove e come acquistarli.

    Per ora non mi servono, ma a fronte della sua notevole esperienza non mi farei problemi nel prendere due appunti.

    Non ho il piacere di conoscere la Signorina Hana, ma dovesse capitare di incontrarla, il suo potrebbe essere un suggerimento prezioso. Quasi quanto quello sui pannoloni.

    Uomo di mondo eh Santacruz? Birbantello…

    Blackjack

  9. hanastar scrive:

    Santacruz 1 e Santacruz2(il clone orrendo del primo) per parlare con lei…dovrei essere greve e scurrile…ed anche un tantino cafona…preferisco risponderle come disse Rilke: importante è la rosa.

    Detesto gli uomini che usando il tono canzonatorio che usa lei, fanno finire tutto a “tarallucci e vino” e pur essendo una persona ironica non mi faccio strumentalizzare da lei, mi creda lei,uno o due che sia ,non ha glamour, non riesco a ridere delle sue battute, non mi menzioni nella sua idiozia, di fronte agli idioti neanche Dio sa che cosa fare.

    Chiedo scusa a tutti gli altri gentili blogger per il mio tono…non lo farò piu.

    Hana

  10. santacruz2 scrive:

    Cara Hana,

    non si dia maggior importanza di quanto glie ne concedono gli altri…

    Dopotutto siamo in un blog, uno dei tanti della blogosfera, dove anche gli idioti danno il loro piccolo e/o grande contributo e verso i quali, mi creda, anche Dio ha uno sguardo di dolcezza!!!

  11. utente anonimo scrive:

    Signor Anonimo, lo sono pure io anonimo in verità che Blackjack non vuol dire nulla, ma faccia uno sforzo, segua il suo istinto animale, afferri il coraggio, si faccia forza e… si trovi almeno un nomignolo.

    Ne farei un uso minimo, giusto lo stretto necessario per annoverarla, a pieno titolo e almeno con un nick, nella galleria degli stronzi.

    Blackjack.

    PS: una piccola nota tecnica, Signor Anonimo. Quando Lei scrive, da anonimo, un commento, sta dimenticando un piccolissimo particolare: non è anonimo. E non lo è per il semplice motivo che è legato indissolubilmente (poetico il termine) al suo piccolo e insignificante indirizzo IP.

    Anche in questo siamo anonimi ‘diversi’; non dovrei dirlo, ma io non ho, purtroppo, un indirizzo IP che mi lega. Il commento precedente era dalla Germania, questo dagli Stati Uniti, il prossimo chissà, forse dal Giappone o dalla Cina.

    Ah, l’indissolubile leggerezza della tecnologia.

  12. utente anonimo scrive:

    santacaz….un mito tra gli eunuchi

  13. hanastar scrive:

    Le credo…e chiedo scusa a tutti del mio tono…essere umili conta quanto la dolcezza…

    Hana

  14. santacruz2 scrive:

    Ehi 212… grazie per la stima e salutami gli amici!

  15. utente anonimo scrive:

    Una nota tecnica:RICOVERATI.

  16. utente anonimo scrive:

    SMART

    Il Sismi non dette risposta ad Mi6 quando Mi6 decise che era il momento per gli italiani di intervistare anche loro Mitrokhin, come hanno atto tutti i servizi dei Paesi alleati.

    Né prima, né dopo. Mitrokhin, come ho appurato documentalmente, voleva offrire la rivelazione di tutti i nicknames con nomi reali.

    Non fu mai avanzata una richiesta concreta di ascoltare Mitrokhin da parte del Sismi, che anzi formulò l’ipotesi inaccettabile di una “testimonianza” in sede giudiziaria, sapendo bene che Mi6 non era disponibile.

    Dunque: per tre volte (quelle tre volte) Mitrokhin fu offerto per una intervista (che non è una testimonianza: informazioni di intelligence fra agenti di intelligence) e per tre volte Sismi neanche ripose, cosa che mandò in bestia il direttore di Mi6 il quale venne a Roma a chiedere spiegazioni infuriato, episodio che hanno cercato di nascondere e che io ho scoperto grazie alla lealtà di un colonnello lealista ed onesto che ha pagato caro la sua lealtà.

    Ciò mostra e dimostra che:

    a) il Sismi sotto la gestione di Prodi evitò come la peste una intervista chiarimento con Mitrokhin, che nascose il fatto che per tre volte gli inglesi offrirono e per tre volte ebbero un silenzio-rifiuto (il generale Siracusa, sapendo che io sapevo, improvvisamente “ricordò” questa circostanza e mi scrisse una lettera per spiegare la sua “dimenticanza”);

    b il materiale Impedian fu messo nel Sismi su un binario morto, chiuso nelle casseforti, indisponibile per qualsiasi approfondimento di intelligence, le schede più sensibili (politici e giornalisti) chiuse a chiave direttamente nella cassaforte dei più alti dirigenti. Tutto questo mandò semplicemente in bestia gli inglesi.

    2 – E’ falso che il raid su Gradoli paese fosse ignoto alle cronache: fu una notizia del telegiornale. Tutti videro quello che successe a Gradoli e in più gli abitanti di Gradoli, alcune migliaia, lo seppero e come. Io c’ero, io l’ho visto e non ho bisogno che qualcun altro scriva un libro per spiegare a me quello che successe: ero un giornalista di Repubblica in prima linea e mi occupai sia di Gradoli che del lago della Duchessa, quindi non diciamo cazzate.

    Dunque è semplicemente ovvio che coloro che gestivano il rapimento Moro (mi guardo bene dal chiamarli banalmente “brigatisti”) seppero e seppero subito e capirono subito l’antifona e tagliarono la corda.

    3 – la vicenda della seduta spiritica è per me del tutto irrilevante: quel che successe quella domenica in quella casa non ha alcuna importanza.

    Il fatto importante è un altro: è che Romano Prodi e soltanto Romano Prodi (non Clò, non Baldassarri o gli altri: soltanto Romano Prodi) si recò nella sede della Democrazia Cristiana e fra una chiacchiera e l’altra, come per caso, buttò lì la storia di una seduta spiritica che aveva dato come esito Gradoli.

    Era ovvio che i presenti facessero un salto sulla sedia e chiamassero polizia e ministro degli Interni, cosa che Romano Prodi si guardò bene dal fare.

    Quindi la seduta spiritica è il dito, e quel che Prodi disse nella sede della DC è la luna.

    4 – Che cosa diavolo significa senza una relazione “finale”?

    Una Commissione non è una corsa ciclistica con la corsa finale.

    La Commissione si chiamava non a caso “Commissione sul dossier Mitrokhin e sull’intelligence italiana”.

    La parte “intelligence italiana” è quella che riguarda le magagne del Sismi sotto Prodi, ed è stata discussa e approvata dopo un mese e mezzo di dibattito.

    Certo che fu approvata “solamente dalla maggioranza”! che cosa si aspetta? che la minoranza voti la relazione della maggioranza?

    Ma ci fa o ci è? (lo so, lo so: ci fa). Lei usa tutti i più biechi trucchetti per sminuire l’importanza dei fatti.

    C’è la relazione, è stata approvata, è falso che la Mitrokhin si sia conclusa senza una relazione (COME ACCADDE INVECE ALLA COMMISSIONE STRAGI C HE FINI’ IN VACCA) e in più – IN PIU’ – offrì ANCHE una “Relazione del Presidente” che porta tutte le firme della maggioranza, ma che quel giorno e a quell’ora non fu possibile votare per mancanza del numero legale, a causa della campagna elettorale che fece sparire molti deputati e senatori.

    Pollari con Abu Omar non c’entra assolutamente nulla. Lo conosco come un fior di galantuomo e così lo conoscono tutti gli esponenti della sinistra che hanno lavorato con lui per la liberazione degli ostaggi.

  17. utente anonimo scrive:

    Ho dimenticato di firmare con nome e cognome: il commento 216 è ovviamente di

    Paolo Guzzanti

  18. utente anonimo scrive:

    santacazz….sei troppo avanti….ma attento alle terga……:-D

  19. utente anonimo scrive:

    Senatore Guzzanti,

    Lei continua a propagandare il falso per il vero, basandosi sulla scarsa conoscenza dei fatti da parte dei non addetti ai lavori.

    Le cose non andarono come le racconta Lei, ma un po’ diversamente.

    Il Sismi chiede di incontrare l’allora fonte Impedian sin dal 1995. L’MI6 risponde picche.

    La lettera del generale Siracusa a Guzzanti del febbraio 2003 dice che “vi è stato un incontro tra me e il direttore del servizio britannico MI6 in data 11 giugno 1996… il resoconto della suddetta visita riporta la disponibilità da parte del servizio MI6 ad un incontro tra funzionari del Sismi e la fonte Impedian, modificando così la risposta negativa data in precedenza alla richiesta del Sismi di poter contattare la fonte. La proposta britannica è stata portata alla mia attenzione il 9 agosto 1996 e da me approvata”.

    Così, il generale Siracusa viene di nuovo audito in commissione l’8 luglio successivo e spiega che, d’accordo con il generale Masina ritiene opportuno attendere l’arrivo di ulteriori report prima di incontrare la fonte Impedian, scelta dettata dalla necessità di disporre di un quadro esatto e definitivo di tutte le dichiarazioni rese, che una volta riscontrate con i dati presenti in archivio avrebbero potuto costituire la base di attività operative dirette.

    A questo fine il 18 maggio 1998 il colonnello Bonaventura e l’ammiraglio Grignolo incontrano i rappresentanti dell’MI6. Ma l’Mi6 rifiuta la possibilità di incontrare Mitrokhin. Questo è raccontato da Grignolo stesso nella seduta del 17 maggio 2003.

    Quindi: è falso affermare, come fa Lei, che il Sismi “sotto la gestione di Prodi evitò come la peste un’intervista chiarimento con Mitrokhin”. Il Sismi infatti vorrebbe interrogare Mitrokhin, ma l’MI6 rifiuta.

    2. Visto che Lei era un giornalista di Repubblica in prima linea e si occupò direttamente di Gradoli, mi può dire in quale pagina del quotidiano apparve la notizia dell’ispezione nel paese di Gradoli? Così potrò andare in emeroteca, fotocopiare la pagina e spedirla a Vladimiro Satta, che nel suo libro “Odissea nel caso Moro” ha rovistato tra i quotidiani Il Messaggero, La Repubblica, il Corriere della Sera del mese di aprile 1978 e niente ha trovato in proposito (o perlomeno questo ha scritto).

    Peraltro, vorrei ricordarLe che il “semplicemente ovvio” non è sufficiente quando di mezzo ci sono accuse molto pesanti come le Sue. Sennò, utilizzando lo stesso fallace e scorretto metro di ragionamento, uno potrebbe dire che è “semplicemente ovvio” che Scaramella fa dire a Litvinenko che Prodi è “our man” dopo che Lei così gli ha ordinato di fare, come risulta dall’intercettazione del gennaio 2006.

    3. E’ vero: Prodi si guardò bene dall’informare la polizia direttamente. Baldassarri, invece, si guardò bene dall’informare chicchesia. Giusto il comportamento di Baldassarri, sbagliato quello di Prodi. Nel momento in cui dovessi trovarmi a venire a conoscenza di una notizia sospetta e dovessi decidere se informare autorità competenti, terrò bene a mente il Suo suggerimento di grande senso civico e istituzionale.

    4. Può darsi che abbia sbagliato il termine sulla relazione finale della commissione Mitrokhin. Ho semplicemente scritto – e credo che di questo nessuno possa accusarmi di dire il falso – che, a differenza di altre commissioni d’inchiesta, la Mitrokhin non soltanto non ha prodotto una relazione unitaria, ma nemmeno ha concluso i lavori con una relazione di maggioranza. Il documento conclusivo presentato dal presidente, infatti, non fu approvato per mancanza di numero legale. Colpa della campagna elettorale? Può darsi. Resta il fatto che non fu approvato. Quindi, tanti soldi e tanto lavorio per nulla.

    5. Che Pollari c’entri o non c’entri con Abu Omar lo stabilirà la magistratura. Mi pare, comunque, che il suo coinvolgimento in questa vicenda e in altre (vedi pompe e betulle) giustifichino pienamente la sua sostituzione.

    Henry Smart

  20. utente anonimo scrive:

    No, come sempre sui fatti lei ha torto e io ho ragione.

    Io sono a letto e non ho la consueta agilità di consultazione, ma fra poco le darò i ragguagli documentali che ho chiesto ai miei assistenti.

    Posso anticipare qui, di sfuggita, la paraculata del 1995 cui lei fa riferimento, quando i paraculi della nota banda guidata dal noto personaggio, facendo finta di essere in buona fede sondarono gli inglesi non per una “interview” (colloquio informale e segreto fra fonti e gestori di intelligence) ma per una “testimonianza”, il che vuol dire – è qui la paraculata – chiedere se la fonte Mitrokhin fosse disponibile a venire in Italia e sottoporsi ad un interrogatorio davanti al magistrato, cosa che è ovviamente impossibile per una persona che vive sotto alta protezione segreta.

    Questo fatto mandò già in bestia gli inglesi i quali, essendo appunto inglesi, sono tutt’altro che fessi.

    Le altre simili apperenti richieste sono sempre state formulate in modi che erano scientemente presentati come inaccettabili e preclusivi.

    Il punto, l’unico punto che conta, è che quando il governo di Sua Maestà britannica stabilì, nella sua sovrana autonomia di gestore della fonte Impedian, che era venuto il torno degli italiani per gli approfondimenti e le fonti delle informazioni e rese nota QUELLA sua disponibilità, la paraculesca risposta della banda di paraculi teleguidati dal paraculo maggiore, fu di NON RISPONDERE.

    A me diranno, in audizione, che AVEVANO DECISO DI NON DAR SUBITO LUOGO ALL’INTERVISTA PERCHE’ ASPETTAVANO DI ESSERE SICURI CHE L’INSIEME DELLE SCHEDE FOSSE SATO TUTTO CONSEGNATO, il che sta a verbale, Siracusa, e contraddice in pieno quel che lei qui vorrebbe far credere E CIOè CHE I PARACULI FIN DALL’INIZIO SI PREMURARONO PER INCONTRARE NELLE FORME DI INTELLIGENCE MITROKHIN E CHE QUEI CATTIVACCI DEGLI INGLESI DISSERO DI NO.

    Purtroppo non ho il modo di scorrere alcuni suoi post che mi hanno mandato in bestia recentemente per quanto contenevano di falso nei fatti, e non ovviamente in materia di opinione dove ognuno è sovrano.

    Poiché non psso adesso fare la ricerca, le pongo la seguente domanda: è stato per caso scritto lei a scrivere poco tempo fa che Mario Scaramella è in galera con l’imputazione di traffico d’armi, vuolazione del segreto d’ufficio e calunnia nei confronti di Prodi, o comunque qualsiasi motivazione che non sia quella unica e vera, e cioè la calunnia aggravata nei confronti dell’ex capitano ucraino del KGB Oleksander Talik?

    Mentre aspetto la documentazione Mitrokhin lei intanto può risolvere il dubbio che le ho appena proposto.

    Cordialità

    Paolo Guzzanti

  21. utente anonimo scrive:

    PER SAGRA

    ECCO COME IL SISMI RIUSCI’ A NON ASCOLTARE MITROKHIN DAPPRIMA CHIEDENDOLO COME TESTIMONE GIUDIZIARIO E POI IGNORANDO LE TRE OFFERTE UFFICIALI DI Mi6

    La Commissione Mitrokhin ha accertato senza ombra di dubbio che:

    Tra l’8 e il 10 luglio 1996 il colonnello Masina è a Londra ad incontrare il Servizio britannico.

    Durante i colloqui Mi6 offre per la prima volta al Sismi di intervistare Mitrokhin.

    Il 20 agosto 1996 in un incontro che si svolge a Roma gli inglesi offrono per la seconda volta la Mitrokhin al Sismi Mitrokhin.

    Il 6 settembre 1996 in un ulteriore incontro a Roma Mi6 offre per la terza ed ultima volta ai colleghi italiani la possibilità di intervistare Mitrokhin.

    (Di questi tre incontri e relative offerte c’è riferimento scritto nei documenti pervenuti dal Sismi alla Commissione, in particolare nel documento n. 16).

    Il Sismi non dette mai alcuna risposta alle tre offerte ma decise che la soluzione migliore fosse incontrare la fonte in tempi successivi e di attendere prima “ulteriori invii di materiale”.

    E’ vero che prima del 1 agosto 1995 il Sismi aveva chiesto di poter sentire Mitrokhin COME TESTIMONE (dunque davanti alla magistratura e non in una intervista di intelligence) e che MI6 aveva risposto, sopreso e indgnato, che ovviamente la fonte non era disponibile a testimoniare davanti ad una magistratura straniera essendo stata garantita la sua non esposizione pubblica in alcuno dei numerosi Paesi con cui aveva collaborato fornendo tutti gli appofondimenti richiesti.

    Ma il “rifiuto” era riferito unicamente alla pretesa di far TESTIMONIARE Vasilij Mitrokhin davanti alla magistratura, non certo a collaborare con il Sismi italiano, come infatti la triplice offerta della primavera-estate 1996 dimostra ampiamente.

    Quindi è per me ampiamente dimostrato non soltanto che quando Sismi fu invitato ad intervistare bnon si prese neppure la briga di rispondere, assumendo anche un atteggiamento che fu considerato dalle autorità britanniche sciocco e offensivo; ma che per garantirsi meglio l’inaccessibilità della fonte di intelligence fece finta di non conoscere le regole del gioco e lo chiese come testimone.

    Fra gli altri illeciti, il Sismi violò la legge 801 che tassativamente ordina ai servizi di fornire alla magistratura ogni notizia di possibile reato. Sismi si è difeso dicendo che non poteva intasare la magistratura con notizie non confermate, e così agendo ha violato anche quanto disposto dalla Cassazione nel processo di Bologna, in cui stabilì una volta e per tutte che il Sismi non è autorizzato a valutare se le sue notizie di reato possano interessare o intasare la magistratura, perché l’obbligo è tassativo.

    Inoltre Sismi soltanto nel caso Mitrokhin e mai in altri casi degli ultimi 30 anni (da quando esiste la legge 801) dimenticò di informare due ministri della Difesa su tre: il generale Corcione, governo Dini, e il ministro Scognamiglio, governo D’Alema.

    Per me queste erano notizie gravissime di reato, ma la magistratura ordinaria ha benignamente archiviato vicende che ha definito “amministrative”.

    Tutto ciò è in atti. Il signor Sagra è servito.

    Paolo Guzzanti

  22. utente anonimo scrive:

    PER UN LAPSUS INSISTENTE DOVUTO CERTAMENTE AGLI ATTACCHI DELLA POLOMONITE ALLA RUBRICA TELEFONICA MENTALE, SEGUITO A CHIAMARE CON L’ONORATO NOME DEL SIGNOR SAGRA, IL SIGNORE CHE SI FIRMA HERNY SMART. MO SCUSO CON PROFONDO ROSSOERE CON SAGRA E GLI PROMETTO CHE NON ACCADRA’ MAI PIU’.

  23. utente anonimo scrive:

    Senatore Guzzanti,

    io non ho collaboratori che possano fare per me ricerche d’archivio, ma mi baso sulle dichiarazioni rese alla commissione Mitrokhin dai vari auditi. Lei, correttamente, riporta alcune dichiarazioni e documenti. Ma forse andrebbero riprese pure altre dichiarazioni.

    Il colonnello Prencipe, audito il 26 marzo 2003, spiega che nel luglio 1996 “si parlò di un’intervista. Ci offrirono proprio di poter incontrare la fonte Impedian per un’intervista diretta”. Quindi, il sottile distinguo tra “intervista” e “testimonianza davanti a un giudice” cade, non è più sostenibile. E Prencipe aggiunge, dietro domanda del presidente della commissione, che non vi furono (o quantomeno non le ricorda) “condizioni o limiti di tempo”. Aggiungendo: “Non mi è sembrato a posteriori che fosse un’offerta che volesse indicare una disponibilità immediata, cioè rebus sic stantibus, nel senso che stavamo lì”. E infatti Masina rispose: “rappresenteremo la questione alle superiori autorità – in questo caso sarebbe stato il direttore del servizio – e poi vedremo”. Nota di Prencipe: “Ritengo che il mio superiore abbia ritenuto in quel momento di dover dare quel tipo di risposta, probabilmente per consultarsi con il direttore del servizio, per avere maggiori indicazioni”. Come poi spiegò Masina in commissione “l’incontro con Impedian poteva venire fissato al termine delle attività condotte dal servizio britannico. Ciò perché era necessario disporre di un quadro esatto e definitivo di tutte le dichiarazioni rese… TALE METODOLOGIA DI COMPORTAMENTO ERA CONSIGLIATA DA ESPERIENZE MATURATE IN PRECEDENTI CASI DI CONTROSPIONAGGIO, al fine di non coinvolgere persone del tutto estranee”. La richiesta in questa direzione fu così reiterata nel maggio 1998 e gli inglesi non furono disponibili a un incontro Sismi – Mitrokhin.

    Da parte sua, il generale Siracusa spiegò alla commissione che “non credo che la domanda che è stata fatta all’inizio, ma non ne sono sicuro perché non l’ho fatta io, sia andata nel senso di dire vogliamo che questo signore venga a testimoniare in Italia. Perché siamo in una fase di intelligence e quindi è stato detto: noi vogliamo vedere, intervistare, sentire ed avere la disponibilità… la risposta che è stata data dagli inglesi fu mirata in effetti a questa domanda”.

    Quindi: ci fu da parte del Sismi il giochino che sostiene Guzzanti? Forse sì, forse no. Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?

    Interessante una notazione fatta nella relazione di minoranza della commissione nel 2004: “è da rilevare altresì che agli atti della commissione non risulta alcun documento che attesti che il Sismi ha richiesto all’MI6 di incontrare la fonte Impedian al fine di ottenere una sua TESTIMONIANZA davanti all’AUTORITA’ GIUDIZIARIA.

    Altre due considerazioni.

    1. Io ho scritto parecchie volte che Scaramella è in custodia cautelare NON per calunnia aggravata, violazione del segreto d’ufficio e traffico d’armi, MA per pericolo di fuga, pericolo di reiterazione del reato, pericolo di inquinamento probatorio. Ho sempre aggiunto che non entro nel merito di questa sentenza, perché non ho elementi per dire che Scaramella può o non può fuggire, reiterare il reato, inquinare le prove (non avendo io mai letto le carte, come più e più volte scritto su questo blog).

    2. Come Lei ben sa io ho deciso che non posterò più sul Suo blog. Poiché non posso risponderLe, mi dà un po’ fastidio che Lei si diverta a parlar male di me in quel contesto, ben sapendo che io non posso difendermi. Diciamo che lo trovo scorretto…

    Henry Smart

  24. cintolese scrive:

    Post 237

    Sig. Smart,

    per cortesia si rilegga il post di Guzzanti con tutta una serie di puntualizzazioni e cerchi di capire quello che le dice, quello che le dice se non sono prove poco ci manca.

    Quello che risalta è il comportamento di chi avrebbe dovuto indagare sul serio e non l’ha fatto.

    Caso Carlos , come è possibile sottovalutare la presenza a Bologna di un noto terrorista la notte prima dell’attentato ?

    Caso Impedian, come non vedere nel comportamento del Sismi un atteggiamento reticente nella conduzione dei rapporti con Mi6 , al quale viene chiesto di far testimoniare Mitrokhin in un tribunale, ma quando mai l’Mi6 avrebbe potuto accettare una cosa del genere, queste cose al Sismi si sanno benissimo. L’Mi6 si è comportato ne più ne meno come l’Fsb quando la Commissione ha chiesto di vedere i documenti dell’ex KGB. Come non vedere molto strano il comportamento dei nostri magistrati quando archiviano la denuncia di Guzzanti/Cordova.

    Come non vedere un comportamento teso ad impaurire tutti coloro che si sono in qualche modo dovuti occupare della questione.

    Come dichiarare suicidio l’impiccagione al termosifone del colonnello poco prima della sua audizione ?

    Si rende conto che ci stanno prendendo tutti per i fondelli? Qui non si vuol far luce su niente e noi ci stiamo accapigliando per le prove che qualcuno lavora non per scoprirle ma per nasconderle e permettere a lei di dire quello che dice.

    Qui in Italia c’è tutta una organizzazione intenta a depistare e nascondere, fuori dall’Italia ci pensa l’Fsb a sistemare persone e cose, come nella migliore tradizione del KGB.

    Questa è l’opinione che mi son fatta e spero solo che il sen Guzzanti abbia la forza fisica di portare avanti questa battaglia durissima di verità e pulizia della politica italiana. Ce n’è un gran bisogno !

    saluti

    Sig. smart , cos’ì per curiosità, ma lei non si sarà mica laureato all’Università delle Frattocchie?

  25. Iolanda3 scrive:

    Cintolese,

    sono la fidanzata elettronica di Smart e, a proposito delle domande che gli rivolge, è sicuro che i partiti della CDL si rendano conto del gravissimo pericolo nel quale, secondo lei, ci troviamo? A me sembra che Smart, ad esempio, ne discuta (pubblicamente) più di Berlusconi, o di Fini, per fare due nomi a caso…

  26. utente anonimo scrive:

    Cintolese,

    1. il pernottamento di Kram non è una scoperta di Guzzanti… è roba che si sa di vecchio e le varie indagini hanno stabilito – per una serie di motivi sui quali non starò a soffermarmi – che come indizio è veramente labile (in un precedente post avevo fatto l’esempio del furgoncino della Banda Bassotti, con tanto di mascherina sul parabrezza e scritta B.B. ai lati).

    2. non capisco cosa c’entra l’archiviazione dell’esposto Cordova / Guzzanti con la testimonianza di Mitrokhin.

    3. sul suicidio al termosifone, purtroppo, non ho elementi per farmi un’opinione in un senso o nell’altro: non sono un tuttologo.

    4. sì, io credo che Guzzanti e altri insieme a lui ci stiano prendendo per i fondelli.

    5. no, sono laureato in lettere all’università di Perugia.

    Henry Smart

  27. utente anonimo scrive:

    sono stanco di leggere chilometriche dissertazioni sul caso scaramella, sembra la pubblicita’ di una casa dolciaria. la verita’, la conosceremo fra 30 anni. vale la pena fare tante ipotesi, solo per riempire le pagine di un blog? dolci saluti.rufus

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