Oleg Gordievskij “on the record”

Oleg Gordievskij "on the record"

Siamo riusciti a contattare direttamente Oleg Gordievskij, l’ex agente del KGB al centro della vicenda Litvinenko-Scaramella.

 

Ad esso avevamo sottoposto alcune semplici domande col solo scopo di fare chiarezza su quanto è comparso sulla stampa italiana in queste ultime settimane.

Non avevamo cercato dunque notizie particolari (che probabilmente nemmeno ci avrebbe dato), ma semplicemente gli avevamo chiesto di confermare o di smentire quanto gli è stato attribuito. In particolare avevamo messo a confronto l’intervista concessa a Carlo Bonini e a Giuseppe D’Avanzo, pubblicata il 7 dicembre scorso su La Repubblica e l’articolo di Paolo Guzzanti del 21 dicembre pubblicato prima sul suo blog poi su Il Giornale. In queste due interviste le contraddizioni erano palesi e stridenti. Sembrava quasi che a parlare fossero state due persone diverse od una particolarmente dissociata. Non è possibile, noi crediamo, su tali basi giungere a qualsivoglia verità, né da una parte né dall’altra. Con questo nostro tentativo velleitairio ma indipendente, credevamo e crediamo di poter dare almeno un contributo di trasparenza e di chiarezza.

Per completezza riportiamo nei commenti le domande non evase inviate a Gordievskij. Egli però non ci ha risposto punto per punto. Dopo averci ammonito a non disturbarlo oltre (suggerimento che, provenendo da un ex ufficiale del KGB, facciamo volentieri immediatamente nostro) e a non ergerci a giudici, ci ha però fornito alcuni elementi che a nostro avviso sono molto importanti.

La sua risposta ci è giunta per email ed è attribuibile a lui medesimo. Dunque trattasi di testimonianza “on the record” a tutti gli effetti….

Ecco le sue dichiarazioni:

 

Dear Gabriele Paradisi,

 

The interview in Repubblica was 90% fabrication and manipulation.  It is the dirtiest newspaper in the world.  The truth in detail is known in London already.  Very soon it will be shown in the most important BBC programme Panorama. 

 

In the rest don’t regard yourself as a judge, and we are not in the court of law.  Don’t disturbe me anymore.

 

Yours etc., O. Gord.



69 Responses to “Oleg Gordievskij “on the record””

  1. utente anonimo scrive:

    altrettanto gentile pavolini222, che ci posso fare…. quando leggo di persone “che fecero, senza alcun merito, molta, troppa carriera” a me viene spontaneo pensare a Berlusconi…

    Iolanda

  2. utente anonimo scrive:

    nel quale queste realtà di sfondo avevano risonanza non fosse a Mosca o a Washington,

    Stronzate a titolo gratuito.Washington regolo’ gli accordi a Yalta con l’ex impero britannico e le potenze francesi. L’era imperialistica cui assistiamo ora è l’effetto di cio’ che fu deciso allora e che convergette nel Patto Atlantico. La spartizione delle Zone d’influenza e delle risorse accessibili. L’italia fi colonia americana, essi brogliarono referendum ed elezioni del 48. Influenzarono al politica italiana a tal punto che ne’ i finanziamenti urss ne’ le pianificazioni “cristiano sociali”di Moro e Paolo VI tentavano di attuare x andare inconro alle esigenze dell’italia (che allora era di sinistra) poterono fermare i piani americani di “politiche di contenimento” del comunismo che realmente celava l’idea di subordinare le molte economie dell’europa per farne le teste di ponte, anche militari, che siamo oggi.

    La dc, facendo uccidere Moro, ha mosso la man guidata dall’altra mano piu’ pesante : quella di Kissinger il napalmatore, l’assassino premiato col premio nobel per la pace.

    G, Napoli.

  3. enrix2 scrive:

    Sig. Richard,

    Lei ha cercato di dipingere, in un pur conciso ed assolutamente condivisibile affresco di 30 righe, la nuvola di fumo che avvolgeva il ns. paese sollevandosi dal paiolo di piazza del Gesù, ad una persona, una delle tante, la cui passione politica coincide esclusivamente, solo soltanto e solamente, con il suo livore verso S. Berlusconi ed alla quale, pertanto, del suo affresco sulla DC frega men che meno.

    Io stesso, che son radicale riformista, son stato preso per Berlusconiano.

    Ed anche il Sig. Paradisi, è diffidato, nel nuovo post: va bene respingere un falso giornalistico, purchè ciò non contribuisca a favorire in qualche nodo qualcuno che conosciamo bene, mi raccomando.

    Non dimentichiamo che quel falso era realizzato per colpire gli amici del cavaliere, e quindi magari ci stava pure bene.

    Comunque lasciamo lavorare la magistratura.

    Cioè, vediamo che succede a Scaramella rinchiuso con due tigri togate. Se non gli succede nulla, magari cospargiamolo di sangue fresco e poi aspettiamo ancora un po’.

    Se poi anche in quel frangente, lo Scaramella se la cava, allora vedremo.

    La parola d’ordine è: tenere sempre d’occhio la trave, non dimentichiamolo.

    E viva la giustizia e la democrazia.

  4. utente anonimo scrive:

    Teniamo d’occhio l’argomento del post, invece, della storia della Dc ne può discutere in altro luogo chi fosse interessato all’argomento. Da quanto si apprende nei giornali e anche in qualche servizio tv, Scaramella doveva essere in prigione da un pezzo, quindi meglio tardi che mai. Lasciamo lavorare la magistratura e poi valuteremo i risultati.

    Iolanda

  5. utente anonimo scrive:

    Brava Iolanda, ti quoto… a prescindere! :-) ))

    Santacruz

  6. pavolini222 scrive:

    Cosa aggiungere, innanzitutto devo ringraziare l’amico di Napoli, il quale, con un colorito linguaggio da vero intellettuale, mi ha informato che è esistita Yalta (a Posdam forse non c’è ancora arrivato), la NATO, il Patto di Varsavia, etc. e soprtattutto mi ha svelato quale fosse la posizione dell’Italia in quegli anni: lo ringrazio di cuore e mi sto chiedendo come abbia fatto, sino al suo “illuminante” intervento anzi alla sua “lezione di storia”, a non essermene accorto.

    Poi la gentile Iolanda che vede Berlusconi in ogni dove, peggio di quanto Tommaso di Torquemada abbia fatto in ordine al demonio e, come fece il simpatico inquisitore spagnolo, ha sete di sangue, di roghi e di torture, fidandosi ciecamente del potere disvelante della magistratura che, probabilmente, illuminata da qualche “eudemon”, è in sé sempre onesta, super partes, e perviene infallibilemente alla verità (lo abbiamo visto bene, sin dai tempi di P.zza Fontana, della strage di Bologna o del DC9 di Itavia, quanto siamo stati, dalla nostra magistratura, “illuminati” sul vero e sui reponsabili), non so se qualche papa, mullah o rabbino abbiano promulgato un nuovo dogma sull’infallibilità del magistrato italiano, dovrò chiedere; magari il grande storico partenopeo, che sa tutto, sarà così gentile, tra una trivialità e l’altra, di rendermene edotto.

    Sono d’accordo che questo blog non stia trattando della storia della DC, ma trovo difficile immaginare un quache cosa che abbia avuto a che fare con lo scenario politico del passato (ed anche con quello presente) che non sia stata influenzata da quel gioco di correnti.

    Eppoi “sua mediocrità” da dove viene? dove ha iniziato ad esprimere le sue deboli, inconsistenti idee da “cattocomunista” (uomo per tutte le stagioni) o da europeista della post-putrefazione?

    Quando è apparso lo chiamavano “il professore”… ho già espresso il mio giudizio sulla sua qualità di docente, ma voglio solo far notare come molti statisti e veri uomini politici fossero valenti docenti universitari (Gentile,Spadolini, lo stesso Moro per esempio) ma essi avevano altri meriti intellettuali e pervenivano a ben altri e superiori livelli: essi non ebbero mai bisogno di farsi chiamare, come fa il grassoccio bolognese, “professori”.

    E dire che io Moro me lo ricordo bene quando veniva alla Sapienza con quella 130 blu a dare lezioni a “Scienze Politiche” e mi ricordo come, per quanto impegnato, in questioni di altissimo livello, sia nazionali che internazionali, non smise mai, sino al suo rapimento, di confrontarsi con la gente e con i giovani che, in quelgli anni, non erano davvero tipi facili da trattare: questo gli conferirà per sempre, nella mia memoria, un chè di veramente onorevole ed onesto e mi fa tuttora provare un senso di profondo rispetto per l’uomo semplice che egli fu oltre all’ eccellente statista.

    Questo è off topic e mi fermo qui, ma sinceramente quello che vedo oggi, con la presenza al governo, di peronaggi così supponenti ed insignificanti, non può che farmi chiedere cosa sia veramente accaduto e perchè questo paese sia dovuto cadere così in basso. Non so se quelle del Senatore Guzzanti e di Scaramella possano essere risposte, ma sinceramente penso che qualche cosa di pesante ci sia stato.

    Richard

  7. utente anonimo scrive:

    Davvero interessante. Strano che Gordievsky, un ex agente del KGB passato alla Gran Bretagna da oltre sedici anni, parli un inglese da scuola media come quello della mail che generosamente ti ha inviato, blogger. Ma di te ci fidiamo, ci mancherebbe.

  8. enrix2 scrive:

    Caro blogger anonimo,

    hai ragione.

    Nell’intervista a Repubblica del 7 dicembre, lì si che Gordiewskij usa le parole giuste.

    Quando chi intervista è un vero professionista, prima di tutto interviene sul lessico dell’intervistato, magari con un rapido corso di lingue prima dell’intervista.

    Lo stile e la forma, dove li mettiamo? e che diamine!

  9. utente anonimo scrive:

    Uh, che divertente, Enrix. Ma si sa, le ex spie del KGB possono permettersi anche licenze poetiche come “disturbe”, chi siamo noi per giudicare questi fantasisti della lingua albionica?

  10. GabrielParadisi scrive:

    Caro anonimo del commento #57

    riporto sotto, integralmente, la email ricevuta da Gordievskij togliendo solo il suo indirizzo per ovvi motivi.

    Sono prontissimo ovviamente a fornire l’originale qualora ciò fosse richiesto e fosse necessario nelle sedi opportune.

    Per ora lei si deve fidare di me e della mia onestà. Se non l’ho convinta non so che farci.

    Inviato: giovedì 28 dicembre 2006 12.22

    A: gabriele.paradisi@cidengineering.com

    Oggetto: Re: Repubblica, Guzzanti

    Dear Gabriele Paradisi,

    The interview in Repubblica was 90% fabrication and manipulation. It is the dirtiest newspaper in the world. The truth in detail is known in London already. Very soon it will be shown in the most important BBC programme Panorama.

    In the rest don’t regard yourself as a judge, and we are not in the court of law. Don’t disturbe me anymore.

    Yours etc., O. Gord.

  11. GabrielParadisi scrive:

    Sicuramente, va detto, si è rivelato più simpatico e sbarazzino di Oleg, il vecchio Evgenij Limarev che da me “stanato” (avevo contattato i Limarev di mezzo mondo poichè ancora non si conosceva il suo blog), mi rispose:

    Inviato: giovedì 4 gennaio 2007 10.21

    A: gabriele.paradisi@cidengineering.com

    Oggetto: RE: Request

    Can not hinder you from this search :) ) . Welcome to explain why.

  12. enrix2 scrive:

    La cosa divertente, caro blogger anonimo, e che proprio ed esattamente il sottoscritto, fu il primo a sostenere, quel famoso 7 dicembre, che l’intervista di Repubblica a Gordiewskij doveva essere un falso. E lo feci, propriamente, sul blog di Guzzanti, attraverso l’analisi lessicale e terminologica delle “parole di Gordiewskij” così come trascritte da Bonini & D’Avanzo. Il divertente, come le stavo dicendo, è che ci fu immediatamente chi mi redarguì: analisi inutile, caro Enrix, ciò che conta non sono i termini o i costrutti, ma la sostanza….

  13. utente anonimo scrive:

    La cosa ancora più divertente è che la famosa intervista a Gordiewskij è una delle poche di cui sappiamo con certezza che non è né falsa né manipolata. Come sapete esiste una intervista liberamente visionabile (http://tinyurl.com/yocwte) nella quale il nostro Gordiewskij dice più o meno le stesse cose scritte su Repubblica. (Per i più pigri sugfgerisco di andare direttamente verso la fine della puntata). Ma dice anche di più: dice che su Prodi non ha mai sentito niente!! (il tutto è registrato, on-the-record, come si usa dire). Si vede che solo dopo, prima di incontrare Guzzanti, gli è venuto in mente che effettivamente Prodi era molto popolare nel KGB (pesce piccolo tra migliaia di pesci piccoli ecc. ecc.).

    Sigmund

  14. enrix2 scrive:

    Sigmund, nessuno qui vuole convincere te o chiunque altro che Prodi era od è un agente del KGB.

    Ognuno è libero di valutare i personaggi e le cose nella maniera in cui gli suggerisce la propria coscienza.

    L’intervista di Minoli per te è chiarificatrice?

    Per me no.

    L’intervista è effettuata con un metodo da “report televisivo”.

    Cioè le risposte sono “live”, ma le domande no.

    Minoli fa udire al pubblico la ripetizione sovrapposta delle domande in studio, ma si tratta di un “playback”. Le domande cioè non è detto che siano rivolte nei tempi e nella forma originali.

    Innanzitutto, l’intervista inizia con una provocazione, e cioè con la domanda:

    “Mario Scaramella dice che è stato proprio Lei a fare il nome di Prodi. E’ vero?”

    Gordiewskij naturalmente risponde incazzato che assolutamente non è vero.

    La domanda però, nella forma originale, potrebbe essere stata anche peggiore.

    Ad es:

    “In Italia in questi giorni, dopo la diffusione in pubblico dei risultati dei lavori della commissione Mitrokhin, si fa un gran parlare del suo risultato più clamoroso. E cioè che Prodi era un affiliato del KGB. Secondo alcuni esponenti della Commissione, la notizia arriverebbe esclusivamente da Lei.

    Anzi, pare che esistano documenti e prove che, a detta del consulente Mario Scaramella, lei gli avrebbe consegnato, e che sono attualmente all’esame della magiustratura.”

    Sarebbe un vecchio trucco. Quello di far credere all’intervistato di essere stato strumentalizzato in una maniera infame, o che comunque non si aspettava, cercando di suscitare la sua ira o comunque una reazione proporzionata.

    Tutta fantasia Sigmund? E allora passiamo oltre.

    Dunque Gordiewskij si incazza come un bufalo, e dice che non è stato lui a fare il nome di Prodi (il che è vero, lo sanno anche i muri che in commissione è arrivata la sola testimonianza di Litvinenko).

    2° domanda di Minoli:

    E allora chi ha fatto il nome di Prodi?

    “Alexander Litvinenko!”.

    Risponde Gordiewskij. E ne spiega le circostanze, ma senza fare ALCUN CENNO A PROVE O DOCUMENTI. Semplicemente spiega che Scaramella aveva avuto questa informazione da Litvinenko.

    Ed è a questo punto, che Minoli se ne esce tutto trullo:

    “ma lei, ce li ha questi documenti, queste prove, oppure no?”

    Allora Sigmund, di che documenti e prove sta parlando Minoli?

    Digli che l’intervista ce la faccia sentire integrale Sigmund, a Minoli, e poi ne riparliamo.

  15. utente anonimo scrive:

    Enrix,

    tu metti in discussione tutto tranne quello che dice Guzzanti. E chi è Guzzanti, la madonna incoronata?

    Io nutro dubbi su tutto e tutti (e anche su Totti), ma non su quello che sento. Quello che sento e puoi sentire anche tu è che per Gord. Scaramella è un caso mentale (si sente benissimo anche in inglese ‘actually he’s a mental case’), esattamente il giudizio riportato da Rep. Inoltre Gord. afferma testualmente: “Io di Prodi non ho mai sentito assolutamente niente nel KGB” (I didn’t hear anything). E anche questo è una frase perfettamente udibile in inglese.

    Le frasi sono lunghe, articolate e bene udibili, non è credibile che siano provocate da domande maliziose. Guzzanti, però, dice che a lui Gord. ha detto di ricordarsi benissimo della popolarità di Prodi nel KGB di 30 anni fa. Prima “I didn’t hear anything” poi… mi ricordo benissimo, se ne parlava un sacco, era famosissimo!

    Riassumendo, cosa abbiamo?

    - 1 intervista pubblicata sul più diffuso quotidiano nazionale.

    - 1 intervista alla RAI che sostanzialmente conferma la precedente.

    - 1 incontro (probabilmente registrato ma di cui non abbiamo documentazione) nel quale G. rende una versione diametralmente opposta, ricordandosi addirittura benissimo di Prodi incorrendo anche in un pasticcio logico fatto acutamente osservare da Sagra.

    Con spirito laico cosa ne possiamo dedurre?

    a) L’intervista a Repubblica (almeno questa) è sostanzialmente confermata. Se poi Gord. ha cambiato idea non si può accusare Rep. di aver pubblicato una intervista falsa.

    b) Se Guzzanti dice il vero abbiamo la prova che questi russi, sostanzialmente, ci prendono per i fondelli. Forse sono più interessati all’ “argent de poche” che alla Verità.

    Sigmund.

  16. enrix2 scrive:

    Non capisco cosa intendi per “spirito laico”, Sigmund.

    Stiamo sul raziocinio e sulla logica, che valgon solo quelli.

    Io ti ho fornito una RAGIONE per cui Gordiewskij potrebbe aver mentito PRIMA a Minoli, Tu me ne fornisci una per cui dovrebbe ORA aver mentito a Guzzanti, perchè oltretutto si tratta dell’ultima parola. E allora saremo pari.

    Sino ad allora, per logica e raziocinio, ho ragione io.

    Ti faccio un esempio.

    Supponiamo che tu frequenti una scuola, e che tu e il tuo compagno A vediate di soppiatto due professori che se la intendono in gran segreto. Non resistendo, A lo bisbiglia ad un altro compagno B. Dopo qualche giorno tu vieni contattato da due redattori del giornaletto scolastico, persone in cui non puoi che nutrire piena fiducia, che ti raccontano un fatto.

    Ti dicono che il tuo compagno B ha messo in giro la voce che tu hai affermato che i due professori se la intendono. La voce è arrivata ai professori, ed hanno interrogato il tuo amico. Lui ha detto che tu gli hai mostrato delle prove, delle foto della tresca.

    Tu non diresti forse ai due redattori, che il tuo amico è pazzo, Sigmund?

    pur sapendo che dice il vero?

    Perchè ad un certo punto Minoli chiede a Gordiewskij di ribadire di non avere assolutamente in suo possesso nè prove nè documenti, se sino a quel momento non si era parlato assolutamente di quello?

    Senti bene, Sigmund, quell’intervista.

    Quella domanda è il proseguio di un discorso.

    Un discorso che qualcuno ha fatto, ma noi non abbiamo sentito.

  17. utente anonimo scrive:

    Enrix,

    non ti seguo.

    Convieni con me che, ad oggi, non possiamo dire (come invece fai tu) che l’intervista a Gord. fatta da Repubblica è falsa (l’audio che IO ho sentito corrisponde a quanto scritto da Rep.)?

    Convieni con me che, fino a prova contraria abbiamo sentito dire da Gord. che lui non ha mai sentito nulla di Prodi nel KGB?

    Ripeto: poi potrà anche aver cambiato idea (e ricordarsi, al contrario di come addirittura Prodi fosse molto famoso), ma questi due punti sono assolutamente certi allo stato attuale di quanto IO ho sentito. Con spirito laico (agg., estens., di gruppo, movimento e sim., che dichiara programmaticamente la propria autonomia rispetto a qualsiasi dogmatismo ideologico) arrivo, per ora, a queste conclusioni. Poi, per atto di fede (attualmente) posso credere a quello che dice Guzzanti,

    ma in questo caso avrei solo la conferma che questi Russi non sono assolutamente affidabili (Limarev, Gord.. ecc. cambiano idea ad ogni stormir di fronda… o di incasso) e in questo caso possiamo buttare nel cesso tutto quanto si basa su loro testimoinianze vere o presunte, da Trofimov a Limarev e compagnia danzante. Questo mi dice, ad oggi, la logica, unica mia compagna.

    Sigmund

  18. [...] caso le parole attribuite a Gordievskij vennero seccamente smentite dall’interessato in una sua e-mail inviatami direttamente (e da me girata per conoscenza a Bonini e D’Avanzo). La Repubblica non ha [...]

  19. [...] caso le parole attribuite a Gordievskij vennero seccamente smentite dall’interessato in una sua e-mail inviatami direttamente (e da me girata per conoscenza a Bonini e D’Avanzo). La Repubblica non ha [...]

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