Gladio e i misteri dei documenti G-71. Veri o Falsi? Originali o patacche?

Gladio e i misteri dei documenti G-71. Veri o Falsi? Originali o patacche?

(di Gian Paolo Pelizzaro, Gabriele Paradisi, François de Quengo de Tonquédec)

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Veri? Falsi? Originali? Patacche? Come devono essere giudicati i documenti che – di volta in volta – vengono divulgati da Antonino Arconte, l’asserito agente G-71 arruolato – sempre a suo dire – nel SID nei primi anni Settanta, dopo aver frequentato un corso presso la Scuola Allievi Sottufficiali (SAS) di Viterbo? Sino ad oggi, pochi sono stati coloro che hanno cercato, con scrupolo, serietà e serenità, riscontri e verifiche non solo alle (varie e variopinte) affermazioni, ma soprattutto alle fonti documentali propalate da Arconte. Nell’ambito della diatriba che – in questi anni – ha tenuto banco e che ha diviso una parte del mondo dell’informazione (due le fazioni in lotta: i suoi supporter e i suoi acerrimi detrattori), ben pochi sono gli elementi di certezza acquisiti sino ad oggi. Non un elemento di fatto, non una sola circostanza, non una data è stata confermata in termini di assoluta certezza. E poiché le vicende sollevate da Arconte nelle sue varie esternazioni e prese di posizione costituiscono (suo malgrado) una delle più delicate e drammatiche pagine della storia italiana del dopoguerra, occorre – oggi più che mai – adottare cautela e rigore nella disamina dei fatti e circostanze richiamate dal sedicente agente G-71.

La gravità delle affermazioni e dei fatti denunciati da Arconte, soprattutto per quanto concerne le implicazioni di natura istituzionale e politica, è tale da imporre a chi scrive un’attenta valutazione dell’intera vicenda, partendo proprio dagli ultimi due documenti resi noti dal cosiddetto agente G-71, e cioè due lettere dattiloscritte su carta intestata del Direttore del SISMI, attribuite al compianto Fulvio Martini, e datate 11 gennaio e 19 febbraio 1991. Martini, ufficiale di Marina, ammiraglio di squadra navale, nato a Trieste nel 1923 e deceduto a Roma il 15 febbraio 2003, è stato direttore del SISMI dal 5 maggio 1984 al 26 febbraio 1991 (lasciò la direzione del Servizio undici giorni dopo la presunta comunicazione scritta a lui attribuita e divulgata da Arconte). Copie di tali missive sono state trasmesse nelle scorse settimane da Arconte, come da lui stesso affermato, alla Presidenza del Consiglio dei ministri, al ministero della Difesa e prodotte in atti alla Corte dei Conti nell’ambito di un procedimento promosso per il riconoscimento del suo stato di servizio militare ai fini previdenziali (vedasi lettera).

Sul caso Moro, tanto per fare un esempio, resta irrisolta tutta una serie di misteri (ad esempio vedasi articoli del settimanale 7 Giorni 7 , del 1° e 8 febbraio 2000) che anche di recente, in occasione del trentennale, sono stati ampiamente rievocati sui media e nella consistente serie di pubblicazioni apparse per la ricorrenza. È pur vero che taluni, piuttosto che “misteri”, preferiscono definirli “romanzi d’appendice” (Vladimiro Satta, Il caso Moro e i suoi falsi misteri, Rubbettino Editore, 2006, pag. 302 e seguenti). Ma è fuor di dubbio che molto, rispetto ai 55 giorni del sequestro dell’allora presidente della Democrazia Cristiana, rimanga ancora senza una valida e credibile risposta e senza alcuna spiegazione logica, rispetto alle varie versioni ufficiali sino ad oggi accreditate. Voler ridurre questa vicenda, forse una delle più drammatiche che hanno segnato la storia della cosiddetta Prima Repubblica (quella nata e sviluppatasi durante la Guerra Fredda), ad una lotta tra fazioni è quanto di più inutile e dannoso possa accadere. La ricerca va condotta con metodo serio, indipendente e con strumenti d’indagine all’altezza del tema trattato, nel più assoluto rispetto dei criteri fondamentali della storiografia moderna. La fretta nel bollare i vari capitoli della tragedia di via Fani, del sequestro e dell’omicidio di Aldo Moro (a seconda dell’orientamento o dell’appartenenza dei vari protagonisti, giornalisti, studiosi, esperti o addetti ai lavori come investigatori o magistrati) come un “mistero”, un “golpe“, una “cospirazione”, un “complotto” o un “romanzo d’appendice” svela la debolezza delle varie posizioni (dai negazionisti ai dietrologi).

Comunque, una delle vicende più controverse collegate all’affaire Moro è proprio quella che ha come protagonista Antonino Arconte.

Nato il 10 febbraio 1954 ad Oristano, Arconte afferma di essersi arruolato nel maggio 1970 e di aver atteso ad un corso presso la SAS (Scuola Allievi Sottufficiali di Viterbo) e, dopo diverse promozioni, sarebbe stato selezionato per non meglio specificati “reparti speciali” di controspionaggio del SID, l’allora servizio segreto militare diretto dal generale Vito Miceli. Prima domanda: se venne arruolato nel controspionaggio (all’epoca denominato Ufficio D dove la “d” sta per Difesa), perché Arconte sarebbe stato impiegato all’estero? Fin dai tempi del SIFAR, infatti, spionaggio e controspionaggio sono due attività fondamentali del servizio segreto militare, ma come tali vengono sviluppate su direttrici diverse e separate (lo spionaggio viene svolto all’estero, mentre il controspionaggio, ovvero il complesso delle attività difensive, di norma è effettuato in Patria contro le minacce rappresentate da eventuali servizi nemici o comunque ostili). Se le mansioni di Arconte erano all’estero, sarebbe più logico (rispetto a questa divisione dei compiti) presupporre un suo utilizzo non nel controspionaggio (ovvero nell’Ufficio D), ma nella ricerca all’estero (cioè nell’Ufficio R). Ma anche qui, nessun elemento di riscontro o di chiarezza è stato – sino ad oggi – reso noto dal diretto interessato. Ma andiamo avanti.

Il 1° gennaio 1971, Arconte sarebbe stato trasferito a Roma presso l’Ufficio X del ministero della Difesa, a cui avrebbero fatto capo i Nuclei G (Gladio?) dell’OG (Organizzazione Gladio?). Arconte, nome in codice G-71 (dove 71 indica l’anno di arruolamento), sostiene poi di aver fatto parte di una fantomatica struttura (di cui non è mai stata confermata l’esistenza, neanche nel corso della lunga istruttoria e del processo celebrato davanti alla Corte di Assise di Roma contro i vertici della Gladio e che ha visto come imputati l’ammiraglio Fulvio Martini e i generali Paolo Inzerilli e Gianantonio Invernizzi), collegata – sempre a detta di Arconte – ad un settore della rete di resistenza clandestina Stay Behind, denominato “Gladio delle Centurie”.

Ma veniamo alla vicenda che avrebbero visto Arconte protagonista durante il caso Moro (vedasi ANSA del 8 aprile 2008), addirittura (sempre a suo dire) ancor prima che l’ex presidente del Consiglio e ministro degli Esteri democristiano venisse rapito dalle Brigate rosse in via Mario Fani, a Roma. Il 6 marzo 1978 Arconte (alias G-71) afferma di essersi imbarcato a La Spezia per compiere una missione speciale: avrebbe dovuto raggiungere Beirut per consegnare all’agente G-219 (nome in codice dell’allora capitano Mario Ferraro) un plico sigillato. Tutta la storia accampata da Arconte si basa su un documento redatto su carta intestata del ministero della Difesa, datato 2 marzo 1978.

Ferraro è un funzionario del SISMI si stanza a Beirut, alle dirette dipendenze del capocentro G-216, ovvero il colonnello Stefano Giovannone (capo centro della stazione SISMI, garante in Libano del “patto” stipulato sul finire del 1973 da Aldo Moro – allora ministro degli Esteri – con le organizzazioni palestinesi – vedasi articolo sul blog e seguenti). Vero? Falso?

L’unico elemento di certezza è che il colonnello Ferraro sarà ritrovato cadavere, in circostanze ancora tutte da chiarire, il 6 luglio del 1995 nella sua abitazione romana: il cadavere dell’ufficiale della Prima Divisione del SISMI (all’epoca diretto dal generale Sergio Siracusa) venne rinvenuto impiccato al portasciugamani del suo bagno. Il caso venne chiuso come suicidio e l’inchiesta, condotta dalla Procura della Repubblica di Roma, archiviata. Pertanto, l’unico che avrebbe potuto confermare o smentire non solo la versione, ma soprattutto il documento divulgato da Arconte è morto. C’è da aggiungere che Arconte asserisce di aver avuto da Ferraro quel documento datato 2 marzo 1978, poche settimane prima del suicidio dell’alto ufficiale dell’intelligence militare.

Secondo Arconte, infatti, la morte di Ferrano sarebbe avvenuta poco più di un mese dopo la riconsegna, da parte dell’ufficiale del SISMI («perché aveva paura»), di quel presunto ordine di servizio del marzo 1978 che, contravvenendo alle disposizioni, non era mai stato distrutto. Ma anche qui, tutto è appeso alle affermazioni di Arconte, poiché il povero Ferraro non può né confermare né smentire. Ma se l’ordine di servizio proveniva dalla direzione del neonato SISMI, perché sarebbe stato redatto su carta intestata del ministero della Difesa? Mistero.

Come abbiamo detto, il documento che avrebbe ordinato ad Arconte di recarsi segretamente a Beirut (con un mercantile? e perché, se la missione era di priorità assoluta in una situazione di emergenza, non venne svolta in aereo), porta la data del 2 marzo 1978 e contiene la direttiva di attivazione nei confronti di (non meglio specificati) gruppi del terrorismo mediorientale al fine di reperire informazioni utili alla liberazione dell’onorevole Moro (ma, sul piano tecnico-operativo, come si poteva prendere contatti a fini informativi con qualsivoglia organizzazione o gruppo del terrorismo mediorientale per liberare qualcuno che non era stato ancora rapito? Che senso avrebbe avuto, soprattutto in termini di responsabilità politico-istituzionale, attivare un’intera rete informativa all’estero per liberare una persona che sarebbe stata rapita soltanto due settimane dopo, senza per contro informare il diretto interessato o il capo della sua scorta?). Mistero su mistero.

L’onorevole Aldo Moro viene sequestrato da un commando delle Brigate rosse la mattina del 16 marzo 1978, immediatamente dopo l’eliminazione dei suoi cinque uomini della scorta. Due settimane dopo il presunto documento esibito da Arconte. Questi i fatti esposti dall’agente G-71 a cui l’ammiraglio Falco Accame (*) (già presidente della Commissione Difesa della Camera dei deputati, ed attualmente presidente della Associazione dei familiari delle vittime delle Forze Armate-Anavafaf) ha contribuito, nell’ambito delle finalità della associazione da lui presieduta, alla loro diffusione anche in sede politico-istituzionale.

Sul documento in oggetto, menzionato per la prima volta il 21 aprile 2002 su Oggi 7 il magazine supplemento domenicale del quotidiano statunitense America Oggi e pubblicato dalla stessa testata, sarebbe stata eseguita una perizia che di fatto non determinò l’autenticità indiscutibile del documento, limitandosi ad analisi chimico-fisiche sulla carta, che peraltro suggerirono una datazione altamente approssimativa, e non si spinsero viceversa su un’accurata analisi “filologica” del documento stesso.

Di questo episodio se ne parlò ovviamente anche in Italia, almeno in un paio di articoli su Famiglia Cristiana e su Liberazione (12 marzo 2003). La conclusione del perito che riportiamo è di per sé eloquente: “«Il campione è compatibile con l’epoca dei documenti di raffronto», dichiara la dottoressa Maria Gabella. «Non è un documento recente, ha almeno tre anni e mezzo, il che non esclude che sia ancora più “antico”; non è un manufatto dozzinale; se è falso, è opera di esperti» (Famiglia Cristiana, 16 marzo 2003, pag. 44).

Su questa vicenda, che se vera costringerebbe a riscrivere la storia del sequestro e dell’uccisione di Aldo Moro, come si può ben comprendere, si sono concentrati pareri alquanto discordanti:

1. «Arconte conosce, forse, molte risposte a grandi interrogativi irrisolti della storia di questi ultimi vent’anni… [...] è, forse, depositario di molti segreti che disegnano un filo rosso che corre attraverso il mondo e collega terrorismo internazionale, fondamentalismi, guerre, un filo rosso che unisce e racconta anche molte morti misteriose». Maria Lina Veca, “I preavvisi e l’altra Gladio”, in La nebulosa del caso Moro, a cura di Maria Fida Moro (Selene Edizioni, 2004, pagg. 11-16).

2. «Una presa d’atto collettiva della ridicolaggine della storia raccontata da Arconte sul caso Moro sarebbe di lezione anche per il futuro prossimo… [...] Perciò, attenzione a non unirsi ad Arconte andando incontro così a nuove figuracce, stavolta addirittura planetarie!». Vladimiro Satta (Il caso Moro e i suoi falsi misteri, cit.)

È dunque tra queste posizioni estreme (dietrologico-complottiste e negazioniste) che si muove la figura complessa e controversa di Antonino Arconte, il quale ha anche pubblicato la storia della sua esperienza in un lavoro autoprodotto (**) a cui rimandiamo per riscontri diretti.

Ma veniamo ad oggi.

Antonino Arconte da molti anni sta cercando, a suo dire inutilmente, di farsi riconoscere dalle istituzioni (leggi ministero della Difesa) il suo status di militare “servitore dello Stato”, pretendendo una pensione e quanto previsto per coloro i quali hanno prestato servizio nelle Forze Armate. Va ricordato che il nome di Arconte non compare negli elenchi dei cosiddetti gladiatori (622 nomi resi noti a seguito della trasmissione della Relazione sull’Operazione Gladio alla Commissione Stragi da parte dell’allora presidente del Consiglio Giulio Andreotti, il 17 ottobre del 1990), ciò, a detta sua, per il fatto che egli sarebbe appartenuto a quel nucleo segreto speciale denominato appunto “Gladio delle Centurie”.

Il 12 maggio di quest’anno, Arconte ha reso pubbliche, inviandole al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (in carica dall’8 maggio), al ministro della Difesa Ignazio La Russa e ai presidenti delle Camere, le due lettere attribuite all’ammiraglio Fulvio Martini, scritte su carta intestata del Direttore del SISMI, e datate 11 gennaio e 19 febbraio 1991 delle quali abbiamo accennato all’inizio di questo articolo e che – a dire di Arconte – dimostrerebbero la sua appartenenza come CV (nei gradi della Marina Militare, capitano di vascello?) alle citate strutture segrete (Nucleo G, OG, Ufficio X).

Tali missive (mai rese note prima, neanche nelle varie versioni del libro + Cd-Rom di Arconte) dimostrerebbero inoltre un asserito interessamento, manifestato dalle istituzioni militari, al riconoscimento del suo stato di servizio. Copia di queste missive sono state diramate ad alcune agenzie di stampa. Data l’estrema rilevanza di questi documenti, Gian Paolo Pelizzaro, ha contattato Antonino Arconte, chiedendo una intervista al fine di un chiarimento sulle citate corrispondenze e, in particolare, su alcuni aspetti poco chiari connessi più in generale a questa vicenda.

Sono state inviate ad Arconte una serie di domande, per una intervista scritta (domande e risposte scritte), con la rassicurazione che il testo sarebbe stato pubblicato integralmente, senza alcuna forma di sintesi o di manipolazione. Ma il diretto interessato, dopo un fitto scambio di corrispondenza iniziato il 23 maggio 2008, una volta esaminato il questionario inerente alle due lettere attribuite all’ammiraglio Fulvio Martini, ha negato l’intervista, adducendo i seguenti motivi:

  • - il sito www.cielilimpidi.com sarebbe in qualche modo legato a Francesco Gironda, già responsabile della Gladio in Lombardia e poi portavoce della Stay Behind. Tale circostanza (il legame tra Cieli Limpidi e Gironda) è destituita di ogni fondamento. Francesco Gironda è direttore editoriale di Bietti Media che ha recentemente pubblicato l’ultimo lavoro di Gian Paolo Pelizzaro recensito nel nostro blog (vedasi articolo).
  • - Gironda, secondo Arconte, sarebbe «una delle persone che negli anni passati ha collaborato con Andreotti e Cossiga nel tentare di screditarmi, peraltro restandone screditato lui in America».
  • - Gironda sarebbe un «personaggio screditato» in Italia e all’estero e che, secondo Arconte, «averci a che fare anche solo per contatti terzi» lo «scredita».
  • - Arconte preferisce non rispondere alle domande poiché Pelizzaro – a suo dire – non avrebbe letto e studiato il suo libro L’ultima missione. Mentre (e questo è sicuro) ha esaminato e studiato le due lettere attribuite all’ammiraglio Fulvio Martini.
  • - Conclude Arconte: «Niente di personale, ma devo tutelare anche la mia immagine oltre che la mia credibilità e con certi personaggi non voglio essere collegato nemmeno per conto terzi».

Vista la gravità degli argomenti e dei fatti rassegnati da Antonino Arconte, che in particolare ascrive non solo al servizio d’informazione e sicurezza militare, ma addirittura al ministero della Difesa (e quindi al governo dell’epoca) la (presunta) conoscenza anticipata del futuro sequestro dell’on. Aldo Moro, con tutte le inquietanti implicazioni di natura politico istituzionale che ciò comporta, abbiamo sentito il dovere di rendere noto, questo vano tentativo finalizzato a far luce sulle terribili affermazioni e circostanze del sedicente gladiatore G-71.

Abbiamo cercato di farlo con l’unica persona oggi in grado di chiarire, non essendoci altro testimone vivente che possa confermare o smentire.

Infatti, tutti coloro che di volta in volta Arconte coinvolge nelle sue denunce (verrebbe da dire “ad orologeria”), come mittenti di lettere, note e corrispondenze varie, e che potrebbero confermare il suo racconto, sono immancabilmente morti. E ciò vale soprattutto per:

  • 1. L’ex presidente del Consiglio Bettino Craxi (Hammamet, 19 gennaio 2000).
  • 2. Il generale Vito Miceli (Roma, 1° dicembre 1990).
  • 3. Il colonnello Stefano Giovannone (Roma, 17 luglio 1985).
  • 4. Il tenente colonnello Mario Ferraro (Roma, 6 luglio 1995).

Come detto, le ultime due lettere rese pubbliche da Arconte ed attribuite all’amm. Martini non erano presenti nelle precedenti versioni del suo libro-cd rom L’ultima missione. Queste presunte missive del direttore pro tempore del SISMI non solo sono state trasmesse alla Presidenza del Consiglio e al ministro della Difesa, ma addirittura sono state depositate in atti presso la Corte dei Conti, la quale è stata chiamata dal ricorrente Arconte a decidere sul suo stato di servizio e quindi sulla sua eventuale liquidazione anche ai fini della pensione, per gli anni da lui rivendicati come appartenente a questa fantomatica struttura segreta o clandestina (Ufficio X di via XX Settembre a Roma, presso il ministero della Difesa) facente capo alle nostre Forze Armate.
Antonino Arconte aggiorna continuamente il suo libro-cd rom, con sempre nuove rivelazioni e con clamorosi «documenti» che, può capitare anche ciò, sono stati per oltre 17 anni «conservati in luogo umido e attaccato dalle muffe»; «documenti» che, come ogni reperto datato che si rispetti, «presentano una carta molto ingiallita».

Arconte, però, provvede con diligenza a farli autenticare (perché se le carte come lui asserisce sono autentiche?) con timbri e bolli presso vari studi notarili, i quali nei loro repertori ovviamente iscrivono l’atto, ma non procedono di certo ad un esame o ad una perizia del documento che viene loro esibito. Un notaio, come noto, non è un perito del Tribunale. L’accertamento sull’originalità del documento, sulla veridicità e sulla esatta provenienza non sono certo compiti del notaio, il quale si limita a certificare che la copia che sta vidimando è conforme all’originale che gli viene esibito.

Sarebbe di certo utile e istruttivo verificare se nella prima versione de L’ultima missione (1996) già compariva il nome di Fulvio Martini, poiché a quella data l’ammiraglio era ancora in vita e avrebbe potuto confermare o smentire.

Le due missive a lui attribuite (con tanto di firma) sono state redatte con una font (”rockwell”, come afferma lo stesso Arconte) che – da quanto è dato sapere – non è mai stata utilizzata dagli uffici del SISMI (in particolare, in quel periodo, inizi del 1991) per redigere le comunicazioni o le note a forma del direttore. Una indagine seria sull’uso di questo carattere, ad esempio, potrebbe fornire interessanti elementi sulle modalità di confezionamento delle due lettere, cosa che auspichiamo venga al più presto svolta dall’autorità giudiziaria competente. Così come sarebbe auspicabile, da parte delle autorità competenti, accertare se gli inchiostri utilizzati (sia di stampa che di penna) per redigere le lettere risalgono al 1991 o sono stati impressi sulla carta di recente.

Anche il presunto documento del 2 marzo 1978 presenta una serie di incongruenze e di stranezze che nessuno, sino ad oggi, sembra aver verificato sino in fondo. Elenchiamo qui di seguito a titolo di esempio alcune di queste evidenti incongruenze:

  • I numeri riportati nell’ordine di servizio sono scritti con almeno tre o addirittura quattro caratteri diversi per font e per dimensione.
  • Le due date presenti sono espresse in modalità differenti (una volta il mese è scritto per esteso – 2 marzo 1978 -, un’altra lo è in forma numerica – 06.03.1978).
  • Il testo stesso si presenta come costituito da due parti nettamente distinte tra loro per tipo di carattere e per forma (l’oggetto è in maiuscolo grassetto, il corpo del documento usa un carattere minuscolo e di font sicuramente differente). Si tratta di un originale o di un prodotto di copia-incolla su carta dell’epoca?
  • L’oggetto presenta poi un ulteriore elemento di ambiguità: alla seconda riga è presente uno spazio apposito in cui è stato scritto – posizionando manualmente la testina della macchina da scrivere – un numero (-3°-), come se si trattasse di un testo prestampato predisposto ad accogliere un inserto di volta in volta diverso. Ciò contrasta con la specificità dell’oggetto che anziché essere un richiamo sintetico ai contenuti della missiva, come ragionevolmente dovrebbe, è di fatto l’ordine stesso (testuale «ottenere informazioni… con gruppi del terrorismo M.O.»).

I dubbi e le perplessità che abbiamo richiamato in questo articolo dovrebbero cogliere tutti coloro (soprattutto giornalisti) che prendono visione di documenti quali quelli prodotti da Arconte. Fra i tanti, uno degli aspetti più sospetti e inspiegabili concerne la reazione di Arconte dopo aver ricevuto le domande per l’intervista. Una reazione violenta, sproporzionata, che si è prolungata per giorni attraverso una serie di messaggi di posta elettronica indirizzati a Pelizzaro al quale Arconte ha rivolto parole offensive, ingiuriose e diffamatorie, anche nei confronti di terzi che sono stati (arbitrariamente) messi in indirizzo da Arconte (a partire da una email del 28 maggio 2008) nelle sue comunicazioni con Pelizzaro. Questi materiali, così come le copie delle lettere attribuite all’ammiraglio Martini, sono sin da ora a disposizione dell’autorità giudiziaria competente, per ogni verifica e controllo si rendesse necessario.

Speriamo che questa nostra denuncia serva a stimolare, da parte delle autorità competenti e nelle sedi opportune, ogni utile riscontro e le verifiche del caso, tenuto conto che i temi e le vicende sollevate da Arconte rimandano a pagine tragiche della storia recente, con una scia di gravissimi lutti, a partire dai cinque agenti della scorta di Aldo Moro (ripetiamo i nomi di questi servitori dello Stato che hanno sacrificato la loro vita mentre svolgevano il loro servizio: Domenico Ricci, Oreste Leonardi, Giulio Rivera, Francesco Zizzi e Raffaele Jozzino) e che ha avuto come epilogo l’omicidio dello statista Dc. Gli argomenti trattati e i fatti così come accreditati da Arconte meritano una indagine serrata e una altrettanto accurata attività peritale sul materiale sino ad oggi prodotto (anche in sede giudiziaria), proprio al fine di diradare i dubbi, fare chiarezza e accertare la verità dei fatti. Riteniamo che si debba fare piena luce, sia in un verso che nell’altro (devastanti le responsabilità istituzionali se tali fatti fossero veri, gravissime le responsabilità del diretto interessato se ciò che afferma e scrive risultasse falso), poiché le circostanze denunciate da Arconte sono troppo inquietanti e gravi per essere lasciate nel limbo dell’incertezza.

Occorre ribadire che il risvolto di maggiore gravità, emergente dalle affermazioni di Arconte, è quello legato alla presunta conoscenza anticipata da parte del ministero della Difesa o dei vertici degli allora servizi di informazione e sicurezza militare del progetto di rapimento di Moro da parte delle Brigate rosse e, quindi, di oscuri e preoccupanti collegamenti tra la Direzione strategica di Mario Moretti ed emissari della nostra intelligence. Se tutto ciò fosse vero, non solo sarebbe un colpo ferale alla credibilità dello Stato, delle istituzioni e della politica, ma sarebbe addirittura necessario riscrivere un intero capitolo della storia italiana del dopoguerra. Ma se invece tutto ciò dovesse essere una questione inventata di sana pianta, allora l’autorità giudiziaria dovrebbe correre ai ripari e porre fine a questa disgustosa opera di sciacallaggio.

NOTA DEI REDATTORI

Nel corso della corrispondenza tenuta da Gian Paolo Pelizzaro con Antonino Arconte, dal 23 maggio al 4 giugno scorso, via via che le richieste di approfondimento e di chiarimento del giornalista venivano eluse, i toni si facevano sempre più aspri e minacciosi. Le domande poste da Pelizzaro sono state da Arconte ritenute, di volta in volta, «pretestuose», «insulse», «non serie». Fra le tante curiosità, in una email (sempre indirizzata a Pelizzaro) Arconte lasciava erroneamente nel testo un precedente messaggio di un suo amico?, conoscente? suggeritore occulto? (del quale tacciamo il nome per rispetto delle norme sulla privacy) nel quale si legge: «Che tipo, ma dove lo hai pescato ??? [riferendosi a Pelizzaro, ndr] A parte che Ulisse [si riferisce all'ammiraglio Martini, che ha utilizzato questo nickname come titolo per il suo libro autobiografico Nome in codice Ulisse, pubblicato per i tipi della Rizzoli nel 1999, otto anni dopo la presunta lettera indirizzata ad Arconte, ndr] non parla del libro ma di autobiografia… e comunque non è da escludere che già pensava di farne un libro… se non ti vuoi esporre più di tanto, potresti darmi delle risposte ai suoi quesiti facendo in modo che siano le mie senza il tuo coinvolgimento. Vedi tu».

Che significa tutto questo? Qual è il vero ruolo di Arconte e dei suoi “suggeritori occulti”? Perché tutto questo strano giro di messaggi di posta elettronica, dietro una banale richiesta di intervista con domande e risposte scritte? Perché le offese, le ingiurie, le minacce e i toni diffamatori?

Ripetiamo: da un certo giorno in poi, senza alcun motivo, Arconte ha iniziato a divulgare a terze persone queste missive, nelle quali ha usato termini ed espressioni ingiuriose, offensive e diffamatorie nei confronti di varie persone (come Gironda) e personalità (fra cui il senatore Andreotti e il presidente emerito della Repubblica Cossiga), ma in modo particolare contro Pelizzaro e – pertanto – questi materiali sono stati conservati, raccolti e ordinati e sono fin da ora a disposizione delle autorità competenti.

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(*) Falco Accame lo troviamo citato anche in un report del materiale Impedian meglio noto come “dossier Mitrokhin”, il n° 182, ritenuto come «tramite» di una «misura attiva» da parte dell’agente “MAVR”, ovvero Libero Lizzadri. (link)

(**) Antonino Arconte, “L’ultima missione. G-71 e la verità negata. Quando tutto è menzogna, dire la verità è un atto… rivoluzionario”, Cabras, CA, 589 pp. + 1 cd-rom (L’archivio superstite dell’organizzazione gladio) [volume autoprodotto senza indicazione dell'editore, anno di edizione non indicato]. Esiste anche un sito internet (link)



38 Responses to “Gladio e i misteri dei documenti G-71. Veri o Falsi? Originali o patacche?”

  1. Franky® scrive:

    Gran lavoro, ottima e scorrevole l’esposizione nel pezzo.
    Immagino che l’asserita disponibilità dei documenti sia una reale trasmissione alle autorità competenti perchè chi di dovere indaghi e faccia luce sul caso, di così rilevante importanza storica e giudiziaria se la cosa avesse una base di verità.

    Alla prossima lettura, grazie.

    Franky® – Vicenza

  2. selva scrive:

    Mi piacerebbe che l’amico G-71 Antonino Stefano Arconte di Cabras (Marinaio Servizio Macchine o Fuochista) , senza astio e con chiarezza, raccontasse meglio i sui rapporti con il capitano “Otelo il Rosso”.
    Grazie
    Selva

  3. Marco Destino scrive:

    E’ proprio un genio questo Arconte, oltre a sperare nella pensione come fanno i falsi invalidi o chi si becca la pensione dei morti, è riuscito per anni a far parlare di se, una sorta di John Titor all’italiana. Che vigliacco, peggio di Beppe Grillo, sfruttare l’ignoranza di tanta gente solo per fare soldi !!! Bravi comprate i suoi libri e CD (chissà perche li vende in Usa.. poteva usare Ebay ! ahahah). Quasi quasi lo ammiro, uno sciacallo dell’informazione falsata, ci credo che non sa come rispondere alla domande, chi tace acconsente !!! Se era vero che motivo avrebbe di scappare come un CONIGLIO alle interviste?!!! Me lo dite?!
    Bisogna emarginare certi personaggi, prima che diventino famosi e magari “povere vittime” alle spalle della gente onesta. DENUNCIATE LE SUE MILLANTERIE !!!! IN GALERA e BUTTATE LA CHIAVE ! Anche se poi in galera lo mantiene sempre lo stato italiano.. che delusione che esista certa gente !

  4. Silvia Ferrari scrive:

    Ma quale genio !!! è proprio patetico questo Arconte ! ha pensato di farsi visitare dallo psicologo? ho visto il video che gira su youtube , fa venire i brividi.. pare un thriller.. tutto un susseguirsi di suspance come merita un vero giallo :-) addirittura si fa riprendere in viso oscurando il volto ! che ridere ! ma di chi ha paura? delle mosche? ha paura che lo uccidono per spargimento indiscriminato di stupidaggini? pensate che se uno vuole trovarlo ci mette molto? Secondo me gli piace un mondo attirare attorno a se tutta un aria di misteri, dice fandonie sapendo che tanto le persone di cui parla sono morte, non solo ! Sicuramente qualcuno lo usa pure come un burattino.. fatemi sapere chi è il suo burattinaio ! :-) Poveretto non ha pensato neppure di andare a Chi l’Ha visto, a Matix, da Costanzo !!! Manca Linea di Confine e qualche altra trasmissione tipo quelle di Lucarelli che mischiano di tutto di più.. partono da milano e arrivano al polo nord passando per canicattì…sembrano i discorsi comici di Zuzzurro e Gaspare ai tempi dell’acquario e dei pesci…al Drive In ! one-man show ! altro che protagonisco chiunque che prenderebbe volentieri un personaggio di questo livello demenziale :-) Che diamine !!! un soggetto così fantasioso merita un bel palcoscenico , aiutiamolo vi prego, mi fa troppo ridere ! volevo dire che mi fa pena, ma meglio riderci sopra! :-)
    Tenetemi aggiornata ! sono curiosa di comprare il suo prossimo CD ! :-) ))))
    Vi prego dategli la pensione e almeno non lo sentiamo più ! ma quella di invalidità !!!! :-)

  5. AbuAli scrive:

    …la marca da bollo su un documento interno a “distruzione immediata”… ma vai a cagare, va!

  6. A. Arconte scrive:

    Credo che il tenopre di questo articolo e di questo blog sia la migliore giustificazione alla mia decisione di non concedere interviste a Pellizzaro. Cosa che non ho fatto! pertanto anche questa pubblicazione è abusiva.
    Per ciò che concerne le menzogne che ho potuto leggere sul sito indicato da terzi, ho provveduto a presentare denuncia per l’ipotesi di associazione a delinquere finalizzata alla diffamazione e alla calunnia. Naturalmente documentando come sempre le menzogne pubblicate dai responsabili del blog. Purtroppo i tempi della nostra magistratura non mi lasciano ben sperare circa la possibilità che finisca tutto in prescrizione, ma a quel punto esiste pur sempre il procedimento civile per danni da diffusione di notizie false e diffamatorie. Vedrete a quel punto che gli unci a diffondere notizie false, in tutta questa vicenda siete proprio voi e ne pagherete le conseguenze. Una sola precisazione che le vale tutte: Dove avete mai pescato la notizia che diffondete che io abbia chiesto pensioni al Governo? Ci sarebbe da ridere anche per me a ciò che scrivete, ma non siete riusciti a farmi ridere, per questo ho presentato un documentato e circostanziato esposto a dimostrazione delle falsità che pubblicate. Libertà di informazione non deve mai divenire libertà di diffamazione.
    Antonino Arconte

  7. selva scrive:

    Sono d’accordo con Arconte: viva la libertà d’informazione.
    Ma facciamola sul serio questa informazione !!
    Dunque, per cortesia, come già precedente chiesto, potrebbe rispondere a questo mio quesito ?
    Grazie
    Selva
    <>.

  8. Pier Francesco Cancedda scrive:

    Ho letto le dichiarazioni del tutto false che pubblicate. Sono uno dei dichiarati “suggeritori occulti” e penso che avrei motivo anch’io di sporgere querela per diffamazione nei vostri confronti. Infatti dite che nelle lettere inviate a Pellizzaro e ai suoi “suggeritori occulti” ci sono offese e diffamazioni??? …Non lo farò perchè penso che sarà sufficiente quella presentata, e in maniera oltremodo documentata, da Nino Arconte. Credo che non sarà nemmeno necessaria la mia testimonianza per provare i fatti che si dimostrano da se con la lettura di queste dichiarazioni e i presunti commenti allegati che sospetto siano in realtà degli stessi autori del blog. Lo dimostrerebbero le stesse stupidagini che ho avuto modo di leggere nello scambio di email tra Nino Arconte e Pellizzaro e che per questo motivo, e non per altro, hanno convinto Nino a non concedere l’intervista. Sono di sicuro testimone anche io, con gli altri “suggeritori occulti”, tra cui lo stesso Marco Gregoretti (che conosco anch’io personalmente) che nelle email di Nino Arconte non c’erano insulti per nessuno, ma semmai la ferma volontà di rifiutare un intervista a Pellizzaro perchè con l’intuito e l’intelligenza di cui ha dato prova più volte, aveva ben compreso con chi aveva a che fare. Credo che libertà di stampa sia anche rispettare la volontà degli “intervistati” e che dichiarare il falso in un giornale o blog o qualsivoglia luogo pubblico, configuri appieno il reato di diffamazione a mezzo stampa. Un commento voglio farlo anch’io, però, a una delle affermazioni seguite da insulti che qualificano chi li fa e non chi li riceve: Gli originali dei documenti in questione sono stati periziati in maniera scientifica e sono risultati autentici e per questo l’inchiesta per falso promossa nel 2000 contro A. Arconte è stata archiviata per infondatezza della notizia di reato e Nino Arconte è stato riconosciuto parte offesa da “ignoti”, perchè nessuno di coloro che aveva promosso quell’inchiesta, di fronte ai chiari risultati ha confermato di aver mosso accuse in tal senso, o sarebbe stato perseguito d’ufficio per calunnia. Notizie queste pubblicate da giornali seri e Tv che ne hanno dato correttamente notizia anche in America. Negli originali non ci sono bolli. Com’è facile capire per chi ha letto l’Ultima Missione, i bolli sono quelli che hanno messo i notai che hanno eseguito copie conformi all’originale a loro esibito di tutta le documentazione necessariamente prodotta in quattro ricorsi contro la Corte Europea, conclusi a suo favore nel maggio 1998 e alcuni davanti ai Tribunali Italiani, tra i quali quelli della Procura Militare e penale di Roma conclusi con l’archiviazione per infondatezza, art. 408 C.p.p. Con queste affermazioni dimostrate solo di parlare di cose che non conoscete, ma che sono nelle norme dei codici civili e penali in vigore in Italia e prassi comune di ogni studio Notarile Italiano che procede con l’autentica di copie conformi all’originale. Oltre al fatto che non avete nemmeno letto il libro che pretendete di criticare.
    Finchè lo stato dell’illegalità in Italia continuerà ad essere quello che permette simili comportamenti per noi non ci sarà speranza, andremo sempre più verso la barbarie del diritto.
    Pier Francesco Candedda

  9. FdQdT scrive:

    Riceviamo e ringraziamo, per le ennesime minacce da lor signori.
    Attendiamo con ansia la verifica giudiziaria e il passaggio in tribunale.
    Sapranno i giudici come trattare e valutare tutto quello che sino ad oggi è stato detto e scritto.

    Gabriele Paradisi, Gian Paolo Pelizzaro, François de Quengo de Tonquédec.

  10. Pier Francesco Cancedda scrive:

    ah ah ah! Siete davvero incredibili. Non ci avrei creduto se non l’avessi letto personalmente. Ma di quali minacce parlate? Ho riletto la mia lettera qui pubblicata e davvero non saprei dire dove avete letto le minacce, a meno che non consideriate minacce il fatto che Nino si è rivolto con un esposto, peraltro legittimo, documentato e molto corretto, all’autorità giudiziaria competente che sta già valutando la diffamazione a mezzo stampa relativa a false notizie pubblicate in merito all’inchiesta sulla DSSA del 2 luglio 2005 (sic!) in cui sono stato diffamato anch’io. Peraltro, la stessa procura di Genova ha certificato la falsità di quegli articoli che ci coinvolgevano in modo diffamatorio in un icìnchiesta con la quale non avevamo assolutamente niente a che fare e possiamo ipotizzare che la provenienza delle diffamazioni sia la stessa, si può farlo senza che questo sia una minaccia? Io credo di si. Così come gli “ignoti” che parlarono di falsità in un inchiesta archiviata per infondatezza nel maggio 2004 (ignoti perchè per evitare un procedimento d’ufficio per calunnia negarono di aver mai fatto quelle accuse) non dissero cose poi così diverse da queste. Chiunque abbia letto le pubblicazioni di Nino Arconte e gli articoli d’intervista rilasciate a giornalisti seri e pubblicate su giornali veri, nonchè le diverse inchieste Tv a cui ho partecipato anch’io, “ma senza suggerire niente a nessuno”, tantomeno a Nino e ancor meno in maniera occulta, può rendersi conto del tenore delle diffamazioni lette in questo blog. Infatti sono per legge diffamazioni anche le notizie non corrispondenti al vero, in altre parole false, non necessariamente insulti, ma in questo blog a me pare di aver letto anche parecchi insulti gratuiti, ma non da parte di Nino e tantomeno da parte mia. La cosa che mi ha spinto a scrivere di nuovo, dopo aver voluto verificare se è stata pubblicata la mia lettera, è proprio questa malafede che dimostrate nel voler ad ogni costo addebitare ad altri comportamenti che sono solo vostri. Alla fine creo che sia solo questo il punto, che vedete il prossimo così come siete voi, ma non siamo tutti uguali al mondo. Per fortuna cè dell’altro. E smettete di lamentare minacce inesistenti …Minacce e diffamazioni sono le armi degli stupidi. Io mi sono sentito offeso da voi, per essere stato considerato un “suggeritore occulto” in maniera volutamente malevola, eppure non avete ricevuto da parte mia in replica ne minacce e ne insulti! ma una risposta era doverosa e l’avete avuta. Unitamente ad una lezione di stile che spero sappiate utilizzare per il futuro. Con tanti saluti e auguri dal Dr. Franz P. Cancedda

  11. Salvatore scrive:

    Salvatore, 14 Novembre 2008.
    Gentili lettori buongiono.
    Mi sembra doveroso propormi con un intervento secondo il “mio punto di vista”.
    Sono uno dei “SUGGERITORI OCCULTI” di Nino Arconte citati dal Dottor Gian Paolo Pellizzaro.
    Con lo stesso Dottor Pellizzaro ho chiarito la mia posizione e oggi intervengo sui Vs commenti per poter dire la mia .
    Premetto che conosco personalmente sia il Cap.Arconte e sia il dottor Franz.
    Con Arconte è vero ci scambiamo opinioni sempre condivise inerenti alla sua vicenda che ancora ad oggi per opportunità lo Stato Italiano rifiuta.
    Ho letto tutti i Vs interventi e, dai contenuto riportati , ho la certezza che nessuno degli intervenuti abbia approfondito l’argomento facendo le opportune ricerche nella rete Internet e nessuno di Voi ha letto “L’Ultima Missione”dello stesso Nino Arconte. Sempre secondo il mio punto di vista, a seguito della formazione personale sull’argomento trattato, mi permetto di darVi alcune risposte (ripeto: secondo il mio punto di vista):
    -Per Franky: Il suo è un ottimo ed equilibrato intervento . Le indagini sono da sempre in corso. Speriamo che la vicenda si concluda quanto prima . Tutti saremo interessati a rileggere la “Storia d’Italia” relativa ai periodi e fatti citati da Nino Arconte.
    -Per Selva: Se Lei si documentase meglio o leggesse “L’Ultima Missione” si renderebbe conto da sola (solo) che l’organizzazione Gladio o Nuclei Gamma ai quali Arconte apparteneva, non aveva niente a che fare con l’organizzazione Gladio che operava in Italia , quella dei 622 nominativi (?) oggi diventata associazione.
    Otelo Il Rosso a quale delle 2 organizzazioni apparteneva?
    Sicuramente a quella dei 622 e pertanto Otelo e Arconte non si saranno mai incrociati e chiaramente uno non conosce l’altro come pure le attività “operative”erano sicuramente differenti.
    -Per Marco Destino: Ne ha sparato tante senza un minimo di ritegno e cognizione. La invito a documentarsi e pubblicare un Suo prossimo intervento.
    -Per Silvia Ferrari: Come sopra. Sono disponibile a ribattere e pertanto attendo un suo prossimo intervento con le idee più chiare.
    -Per AbuAli: Come sopra. Intervento infantile e senza cognizione.
    Domanda: se Lei avesse un documento di una certa importanza lo consegnerebbe a terzi ? Se la risposta dovesse essere NO allora è giusto il comportamento di Arconte di fare dello stesso delle copie autentiche per le quali non poteva obbligare il Notaio di eliminare i bolli originale per fare soltanto un piacere a Lei.
    Il fatto che Arconte metta in circolazione documenti autenticati da un Notaio e non semplici fotocopie avvalora che gli stessi non sono patacche . Attendo una Sua controrisposta.
    -Per il Dottor Franz: il Tuo intervento no fà una grinza. Senza grinze, detto da un “suggeritore occulto” ,quale anche io sono stato reputato , non poteva essere altrimenti . Ah Ah AHAAA.
    CONCLUSIONI: tutta la vicenda e lo scambio di pareri alle volte accesi fra il Dottor Pellizzaro e Arconte mi ha lasciato perplesso. La conosco fin dall’inizio, ero sempre in copia nello scambio di e-mail.
    A mio avviso, conoscendo Nino, il Dottor Pellizaro nel richiedere l’intervista (negata da Arconte) non si è proposto nel miglior modo. Voleva a tutti costi ottenere l’intervista.
    Anche Pellizzaro nel porre le domande ha dimostrato, come molti di Voi intervenuti nel blog, di non conoscere la storia e di aver letto poco sullo stesso Arconte.
    Pellizzaro ha messo in discussione diversi passaggi elementari e oramai chiari a tutti gli appassionati e interessati alle gicende del caso. Un giornalista della caratura del dottor Pellizzaro, secondo la mia interpretazione derivante dalla rilettura delle citate mail, non doveva proporsi senza essersi prima documentato. E’ stata la mancanza di cognizione del Dottor Pellizzaro a convincere Arconte di negare l’ennesima intervista (ne ha concesso a centinaia che troverete sempre su Internet). Batti e ribatti alla fine vengono fuori delle conlusioni poco consone che si potevano evitare fin dall’inizio. Questo è quanto secondo la mia personale e modesta opinione.
    In attesa di rileggerVi , porgo i cordiali saluti a tutti gli intervenuti a al Dottor Pellizaro.
    Salvatore

  12. Salvatore scrive:

    Da Salvatore , 28 Novembre 2008.
    Scivo per testare se il blog è ancora attivo.
    Se è attivo mi sorprende che nessuno degli intervenuti abbia replicato alla mia precedente.
    Probabilmente sono stato esaustivo e pertando ritengo che sicuramente non ci saranno ulteriori sviluppi.
    Nel frattempo ho fatto altre ricerche e mi sentro pronto a sviluppare ulteriormente gli argomenti trattati.
    A Vs disposizione.
    Saluti.
    Salvatore

  13. Gabriele Paradisi scrive:

    Caro Sig. Salvatore
    il blog è attivissimo e nei prossimi giorni sicuramente usciranno articoli e studi sugli argomenti che da ormai tre anni trattiamo con serietà, impegno e onestà intellettuale.
    Agli interventi del Sig. Arconte, del Sig. Cancedda e suo, a mio avviso c’è poco da replicare.
    E’ sempre stata mia abitudine, e ne ho fatto una questione di metodo, dare la parola ai protagonisti delle vicende che per puro interesse e passione ho cercato qui di indagare ed approfondire.
    Così, a mio avviso, ma potrei sbagliarmi, è stato anche col signor Arconte, al quale è stata data l’opportunità di esprimere in questo luogo (che negli anni si è guadagnato una certa reputazione grazie proprio all’indipendenza e al rigore scientifico applicato alle inchieste condotte), le sue ragioni e soprattutto gli è stata data l’occasione (forse unica) di fornire tutti quegli elementi documentali e quei riscontri che comunque ritengo siano necessari, qui o altrove, per validare qualsiasi affermazione, tanto più quando si tratta di affermazioni che, se appurata la loro autenticità, farebbero riscrivere per intero la storia degli ultimi trentanni del nostro disgraziato paese.
    Nel momento stesso in cui si antepone un qualsiasi (e comunque motivato) diniego ad esporre e spiegare ciò che si sostiene, o addirittura si passa alle carte bollate e ai tribunali, ogni possibilità di fare chiarezza e di giungere ad una verità condivisa tristemente svanisce o perlomeno se ne rimanda a tempo indeterminato ogni possibile soluzione.
    Credo che tutto ciò sia un peccato, un’occasione mancata, ma questo è quanto.
    Grazie comunque del suo intervento
    Gabriele Paradisi

  14. Gian Paolo Pelizzaro scrive:

    Avuto riguardo alle affermazioni del sig. Salvatore, desidero sottolineare quanto segue:
    1. Falsa è l’affermazione secondo la quale avrei “preteso” una intervista dal sig. Arconte. La vicenda è di segno completamente opposto ed è rassegnata nelle decine di email scambiate con il diretto interessato, messe – da parte di Arconte – in lettura a terze persone. Arconte prima aveva aderito alla richiesta di intervista (con domande e risposte scritte – nessuna intervista x telefono), ma poi ha cambiato non solo idea, ma anche tono. Ripeto: tutto questo è documentato nelle decine di messaggi di posta elettronica ricevuti da Arconte.
    2. Contrariamente a quanto sostenuto dal sig. Salvatore, ho letto con estrema attenzione le centinaia di pagine del libro di Arconte “L’ultima missione” e questo sforzo ha confermato la mia opinione su tutta la vicenda che lo vede protagonista. Le domande proposte per iscritto tenevano conto di tutti questi aspetti, per la maggior parte di natura tecnica, ma Arconte – forse abituato ad altri interlocutori – alla fine ha preferito evitare di rispondere ai vari quesiti posti ed inerenti proprio ai documenti da lui messi in circolazione nel tempo e attribuiti a persone decedute. Su questi documenti poggia tutta la versione propalata da Arconte. Se dovessero venire meno le credenziali di queste carte, crollerebbe tutto il castello.
    3. Nel corso della sua corrispondenza sempre condivisa con terze persone (e ciò dovrebbe far riflettere sulla buona fede del mittente), Arconte ha fatto salire – in modo del tutto unilaterale e immotivato – il tono delle sue comunicazioni, arrivando ad esplicite minacce, offese e ingiurie, anche queste condivise con terze persone.
    4. Per dovere di correttezza nei confronti dei tanti lettori del blog e, soprattutto, per confutare le troppe versioni mistificatorie di questa vicenda, rimando all’esame della corrispondenza scambiata con Arconte. Questa documentazione, tuttavia, per la gravità delle affermazioni in essa contenute non può essere diffusa su Internet, ma è – sin dal primo momento – a disposizione dell’Autorità giudiziaria, la quale potrà valutare con serenità e severità quanto sino ad oggi accaduto.
    5. Rivolgo nuovamente appello alla magistratura affinché disponga un rapido accertamento dei fatti sin qui narrati, nella speranza che una indagine rigorosa, seria e approfondita ponga finalmente fine a questa vergognosa vicenda.
    6. Confermo che il sig. Salvatore (come da egli stesso dichiarato) è uno dei consiglieri occulti del sig. Arconte, così come dimostrano le loro email a me pervenute solo per un loro errore di trasmissione. Nulla ho chiarito con il sig. Salvatore: ho solo ascoltato quanto egli aveva da dire, ma la sua versione dei fatti così come le varie richieste di mediazione avanzate per interposta persona, sono state da me lasciate cadere. C’era ben poco da aggiungere. Il sig. Salvatore, come peraltro si evince dal suo messaggio, sembra non solo parlare in nome e per conto del diretto interessato, ma appare sempre più una sorta di “avvocato difensore” del sig. Arconte, il quale – per ragioni che ignoro – da una parte reitera le sue minacce, mentre dall’altra sembra voler pervenire ad una sorta di tregua con chi ha firmato l’articolo che tanto sembra aver dato fastidio. C’era ben poco su cui documentarsi, e il testo delle domande rivolte ad Arconte ben spiegano tutta la questione.
    7. L’inserimento nel dibattito (con i soliti toni minacciosi) di tale dott. Franz, senza che costui sia mai stato coinvolto nel nostro ragionamento alla base dell’articolo, apre ulteriori interrogativi su tutta la questione: sembra quasi che si sia creato una sorta di “gruppo” che – di volta in volta – entra in azione attraverso una serie di manovre orchestrate e finalizzate a mettere sotto pressione il malcapitato di turno che si trova ad occuparsi del loro caso. Un caso, lo ribadisco, tutt’altro che chiaro, trasparente e convincente.
    8. Concludo con tre quesiti, ai quali chiedo a tutti di cercare una valida e logica risposta: perché Arconte non ha voluto rispondere alle nostre domande sui documenti da egli divulgati e attribuiti allo scomparso ammiraglio Fulvio Martini, già direttore del SISMI? Perché Arconte metteva in lettura tutta la mia corrispondenza con terze persone, fra i quali questo signor Salvatore? Perché, se i documenti da egli esibiti sono effettivamente veritieri e originali, sente l’esigenza di autenticarli da un notaio? (attenzione: il notaio autentica ciò che gli viene esibito, non fa perizie tecniche sulla provenienza e sulla originalità degli atti – questa, semmai, è materia del perito del Tribunale).
    Gian Paolo Pelizzaro

  15. Gabriele Paradisi scrive:

    Interpellanza

    Atto n. 2-00054

    Pubblicato il 21 gennaio 2009
    Seduta n. 129

    COSSIGA – Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri degli affari esteri e della difesa. –
    Premesso che l’interpellante ha ricoperto anche gli uffici di sottosegretario di Stato per la difesa delegato per l’Arma dei Carabinieri e per la Polizia militare, nonché per il Servizio informazioni delle Forze Armate (SIFAR), poi modificato in Servizio informazioni della Difesa, nonché per l’Organizzazione italiana delle Rete “atlantica” Stay Behind (nota con il nome di “Gladio”), di Ministro dell’interno, di Presidente del Consiglio dei ministri e di Ministro degli affari esteri ad interim nonché di Presidente della Repubblica,

    l’interpellante, nella propria qualità di senatore a vita, chiede di sapere se il Presidente del Consiglio dei ministri ed i Ministri in indirizzo considerati gli almeno nominali, profondi e sostanziali cambiamenti annunciati dal nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America nel suo discorso di insediamento, soprattutto sul piano della politica estera, militare e della sicurezza e preso atto che in questo campo gli interessi politico-militari e di concerto economico preminenti della nuova Amministrazione americana non saranno più quelli attinenti alla difesa e alla sicurezza del mondo occidentale e del comparto euro-atlantico, non ritengano necessario ed opportuno, anche per rafforzare l’unità nazionale, più volte minacciata sul piano morale, politico e sociale da fatti e misure anche militari legate ai diversi indirizzi delle precedenti amministrazioni americane, ed anche al fine di sostenere la nuova politica pacifista, filo-islamica e di colloquio positivo con Stati ed entità antisioniste, antiebree e soprattutto antisraeliane, anche al fine di aiutare l’amministrazione di Barak Hussein Obama, di dovere dichiarare chiusa l’era americano-atlantica della nostra politica nazionale, ed in particolare di quella estera, militare e di sicurezza, e quindi di adottare le seguenti misure:

    1) considerato il potere attribuito dalla Convenzione di Vienna e dagli usi e costumi internazionali al nostro Stato di non concedere il gradimento del nostro Governo, richiedere che l’Amministrazione americana accrediti presso la Repubblica italiana quale ambasciatore non una personalità politica o ex-politica, ma un diplomatico di carriera o un ufficiale generale o ammiraglio in ruolo, non di origine italiana o di religione cristiana o ebraica;

    2) denunziare, quale superato, inutile e non “paritario” a danno dell’Italia, il trattato bilaterale di cooperazione politico-militare stipulato tra l’Italia e gli Stati Uniti d’America, con decadenza dei collegati protocolli politici, militari e in materia di giustizia;

    3) dichiarare decaduti i diritti di uso di basi militari americane sul territorio nazionale e quindi i particolari diritti di esenzione dalla giurisdizione italiana del personale militare e civile ad essi assegnato;

    4) disporre la chiusura entro tempi brevi e certi delle basi militari terrestri, aeree e navali americane in Italia, e per intanto la loro immediata presa di controllo da parte della Polizia militare italiana e da altre forze nazionali militari e di polizia, con il divieto di procedere ad operazioni militari: terrestri, aeree e navali o anche solo logistiche senza il preventivo nulla-osta dell’Autorità politico-militare nazionale;

    5) assumere una forte iniziativa politico-diplomatica per una, se possibile radicale, revisione o altrimenti abrogazione del Trattato del Nord Atlantico, il cui governo è di fatto egemonizzato dagli Stati Uniti d’America, e per la sua sostituzione con un patto multilaterale militare e di sicurezza tra i Paesi dell’Unione europea, in vista di una loro reale integrazione militare, patto che sia aperto alla Federazione Russa;

    6) disporre l’immediato ritiro delle nostre unità militari dalle zone di intervento di esclusivo o preminente interesse americano: Bosnia-Erzegovina, Kossovo albanese e Afghanistan;

    7) incrementare le nostre relazioni politiche e diplomatiche, anche in vista di collaborazioni politiche, economiche e militari, con l’Iran, Siria, Cuba, Ecuador, Perù, Argentina, Brasile ed altri stati del fronte del “socialismo sud americano”;

    8 ) sviluppare contatti con il governo di Gaza e con le forze di Hamas, nonché, anche a tutela delle nostre unità militari in Libano, con il movimento degli Hezbollah in Libano;

    9) formulare dichiarazioni unilaterali indirizzate al movimento di Al Qaeda ed ai movimenti jihadisti in generale, compresa la confraternita egiziana dei Fratelli Musulmani, con le quali si danno ad essi assicurazioni che l’Italia non intraprenderà, non parteciperà né darà alcuna cooperazione e assistenza ad operazioni militari e di polizia contro di esse, e che ai suoi elementi concederà comunque rifugio e, se richiesto, lo status di “rifugiato politico”, nonché assistenza per trasferirsi in modo sicuro e segreto in destinazioni di loro scelta.

  16. Andrea scrive:

    In riferimento alla precedente discussione in merito al caso Arconte se posso dire la mia, dopo letto tutti gli interventi nel blog e le vostre risposte, bhè mi avete aperto gli occhi da uno che acquistò il libro del sedicente G71 e l’ultima missione con relativo CD rom con i documenti che lui dice di essere veri e inconfutabili.
    Ho avuto sempre la passione per la storia ed i misteri d’Italia, e tempo fà, anzi diversi anni fà, credo tre o quattro comprai il libro in internet e lo lessi con molto stupore sui fatti raccontati nel libro e mi feci un mia opinione del sign. Arconte come uomo perseguitato dallo stato e dalle ingiustizie della vita e soprattutto quello che mi stupì per aver fatto il suo dovere.

    Bhè ad oggi e per caso mi sono imbattuto sul vostro blog, sempre perchè mi documento molto in internet sui fatti di mio interesse ed avendo letto queste risposte del sign. Arconte e dei suoi amici a delle semplici domande di verificare l’autenticità dei documenti da lui posseduti e poter leggere i fatti cosi’ come sono stati scritti, ad oggi posso dire che mi è caduto un mito, strano che ancora non sia stato chiamato porta a porta
    o Matrix perchè se quello che dice il sign. Arconte fosse vero sarebbe da riscrivere tutta la storia dell’Italia dal 78 in poi!!

    Grazie e spero da lettore del suo libro mi risponda il sign. Arconte visto che ho provato a cercarlo in internet per scrivergli dopo che lessi il suo libro ma non esiste nessuna e-mail .

    Andrea Di Donato classe 73

  17. Nino Arconte scrive:

    Gent.mo Andrea di Donato, mi meraviglia che tu non riesca a entrare in contatto con me attraverso internet visto che ti basta digitare il mio nome su Google o su altri motori di ricerca per poter avere email e numero di telefono, ma con questo non dico che non sia possibile, solo che è improbabile. Riprova e vedrai. Altrimenti vai su http://www.geocities.com/pentagon/4031 e nella seconda pagina trovi anche li email e numero di telefono. Io ricevo decine di email al giorno, ma cerco di rispondere a tutte. dovrai solo attendere qualche giorno.
    Ora lasciami informare i responsabili di questo blog che ci sono altre brutte notizie per loro. Le menzogne hanno sempre le gambe corte e finiscono sempre per ritorcersi contro coloro che le usano. Una brutta notizia anche per il sig. Marco Destino, che ha scritto quelle porcate su di me in questo blog: sempre che esista e non sia uno pseudonimo degli stessi responsabili del blog: C’è stata un altra sentenza riguardante la mia vertenza contro lo Stato Italiano, dopo le quattro già ottenute, compresa la condanna al risarcimento danni (già riscossi da dieci anni) in sede Europea. Si tratta di una Sentenza definitiva della Corte dei Conti che, purtroppo per loro, dà indubitabilmente atto che “Antonino Arconte NON HA MAI CHIESTO AL MINISTERO ALCUNA PENSIONE!”. Una dichiarazione chiara e inconfutabile che non lascia adito a dubbi circa gli intenti diffamatori dei personaggi che mi hanno insultato in questo blog! Sig. Gabriele Paradisi, la magistratura si interessa come ho fatto io, presentando un esposto querela con allegati probatori e le ipotesi di reato ben precise, rendendosi nel contempo, in caso si tratti di calunnie com’è questo il caso, passibili di procedimento d’ufficio per calunnia. Non blaterando sciocchezze su un blog e inventandosi minacce inesistenti. Io non vi sto certo minacciando quando affermo e ribadisco di avervi denunciati per diffamazione e assicurandovi che, nella malaugurata ipotesi che il tutto dovesse finire in prescrizione, per la diffamazione il termine è abbastanza breve, vi citerò in giudizio civile per vedervi condannati a pagare i danni materiali e morali delle vostre azioni e certamente avrete modo di vedere e far vedere ai vostri legali, tutte le prove necessarie a ottenere la vostra giusta condanna. Non ritengo di avere altro da dire a nessuno di voi. La libertà, anche quella su internet, è troppo importante perchè io possa cambiare idea circa la mancata censura anche di siti che agiscono come voi agite. Scrivete pure tutto quel che vi pare, l’importante è che poi se ne risponda nelle giuste sedi e certo ci vedremo in Tribunale. Il vostro blog, per la parte che mi riguarda è stato stampato con tanto di data e testimoni e depositato in cancelleria penale con allegati autenticati. Autenticati perchè io sono una persona seria e non faccio uso di fotocopie, facilmente modificabili, ma solo di documenti autentici o almeno autenticati da notaio. Informatevi dal vostro legale di fiducia cosa significa utilizzare ai sensi di legge documenti autenticati da notaio in base ai nostri codici civile e penale. Vi saprà certamente spiegare perchè ci sono i bolli notarili sopra. Riguardo poi alle dichiarazioni della Dott.ssa Gabella che fece la perizia scientifica, risponderete anche di queste altre falsità. Le dichiarazioni della Dr.ssa Gabella sono già in Tribunale per una causa civile per danni da inadempienza contro la RAI, unitamente alle testimonianze giurate di molti altri testimoni presenti a quella relazione peritale di cui esiste anche registrazione filmata di 30 minuti e non diceva affatto quel che avete scritto voi! Le ritireremo in copia conforme all’originale “in bollo” dalla cancelleria di Oristano, per depositarle nella causa che instaureremo contro di voi a suo tempo. In bollo della cancelleria del tribunale per evitare il dubbio che possano essere state modificate da buontemponi nel tragitto! Le cause civili durano un pò, ma non vanno in prescrizione. Se poi il Ministro Alfano e questo Governo riusciranno a sveltire un pò le procedure non passerà molto tempo che vedremo fatta luce anche su queste vostre dichiarazioni. Mi piacerà anche vedere cosa può avere aggiunto alle mie email il sig. Pellizzaro che dice di aver letto un libro, L’ultima Missione di A. Arconte, che ha effettivamente ordinato, ma non ritirato e che è stato rispedito al mittente dall’Ufficio Postale della sua zona. Anche quel plico postale, con i timbri postali e le dichiarazioni del postino sarà depositato in causa …a me sbugiardare i bugiardi da un piacere che vale molto, ancor più quando li vedrò costretti a pagare i danni del loro operato. Sconsiglio vivamente, però, di aggiungere testo a lettere di mia provenienza perchè è un reato grave e come ricordate bene anche voi, io che certo non sono tipo da farsi infinocchiare da gente come voi, le mie email a Pellizzaro le ho inviate per conoscenza a diversi amici: non suggeritori occulti, non ne ho certo bisogno, quelli li avete voi e so bene anche chi sono …;0) e sono stati informati di conservarle proprio prevedendo quello che poi avete fatto. Come potete leggere vi conosco benissimo e vi ho trovato fin da subito prevedibilissimi! e, certamente, proprio per questo, mi guarderei bene dal minacciarvi e perchè mai? Io, invece, vi auguro fortuna, felicità e grandi successi negli affari, perchè i danni che vi presenterò, in maniera ben documentata, non saranno spiccioli, ve l’assicuro. Vogliate gradire i miei più distinti saluti.
    Antonino Arconte
    Per conoscenza a tutti coloro che hanno ricevuto le mie email a Pellizzaro e le sue repliche …ah ah ah!

  18. Nino Arconte scrive:

    Gent.mo Andrea di Donato, mi permetto un’aggiunta alle tue dichiarazioni circa partecipazioni a Matrix e Porta a Porta. Si tratta di trasmissioni che fanno spettacolo, anche in maniera interessante, ma è spettacolo ed a me non interessa. Inoltre prevedono la presenza in studio, a Roma, una cosa questa che non ho mai concesso a nessuno. Sono stato invitato molte volte, infatti, anche dalla RAI e ultimamente da Mediaset, ma non ho mai accettato. Però, ci sono stati circa 17 speciali TV di rai 1, Speciale TG1 di Pino Scaccia, di rai 3 Primo piano del 10 maggio 2002 e poi del 12 Marzo 2003 ed ancora nel 2004. Oltre ad una dozzina di Speciali Mediaset, tutti molto interessanti, a cui ho partecipato volentieri. Ma sono venuti qui con le loro troupe ed hanno accettato le mie condizioni su contratto, per consentire la trasmissione di documenti d’epoca e le mie interviste. In un caso la RAI non le ha rispettate e siamo in causa civile, quasi conclusa. le condizioni erano semplici, citazione dell’opera da cui erano tratte le informazioni e rispetto delle dichiarazioni rilasciate, senza modificarle o travisarle. Molto difficile questo per RAI 3. L’Ultimo speciale a cui ho partecipato personalmente, sempre qui in sardegna, è andato in onda su Rete 4 Top Secret il 1 Maggio 2008 e poi l’ultimo il 10 Gennaio 2009. Due speciale molto interessanti dedicati all’on. Moro ed entrambi sono stati reclamizzati per una settimana prima mandando in onda la documentazione in oggetto pubblicata in allegato all’Ultima Missione. Ti pare che l’avrebbero fatta se ci fossero stati dubbi sull’autenticità? Quello che questi signori non dicono è che c’è stata più di un inchiesta per falso avviata contro di me e conclusasi con l’archiviazioone per infondatezza e riconoscendo Antonino Arconte Parte Offesa, però da IGNOTI …!?! Perchè i cialtroni che mi accusarono di falsità inesistenti di fronte all’eventualità di un procedimento d’ufficio per calunnia hanno negato di avermi mai accusato di alcunchè. La situazione ora è che ho richiesto le scuse ufficiali del Governo, ma nessuno me la ha presentate. Solo il Presidente del Senato mi ha scritto per dirmi che le scuse a cui ritengo di aver diritto mi devono essere rese da coloro che mi hanno offeso e che lui non ha il potere di imporle, ma tutta la documentazione è agli atti del senato! …Questa è l’Italia. Tutta questa documentazione ulteriore la pubblico regolarmente nel CD Rom in allegato al libro, che aggiorna la situazione, proprio per evitare che i lettori dell’Ultima Missione possano essere ingannati da cialtronate che non mancano mai. Io documento sempre ciò che affermo e ti scrivo perchè ti do credito che dietro il tuo nome non ci siano sempre “i soliti ignoti”.
    Visita il sito http://www.shar.net.com ci troverai altre informazioni se t’interessano.
    Cordialmente
    Antonino Arconte

  19. selva scrive:

    Gentile Sig. Arconte,

    su questo sito il 13 giugno 2008 (alcuni centimetri più in alto) di questo mio ennesimo intervento posi la domanda che di seguito, integralmente, le pongo nuovamente. Mi piacerebbe che lei rispondesse. Grazie
    Selva

    —- Mi piacerebbe che l’amico G-71 Antonino Stefano Arconte di Cabras (Marinaio Servizio Macchine o Fuochista) , senza astio e con chiarezza, raccontasse meglio i sui rapporti con il capitano “Otelo il Rosso”.
    Grazie
    Selva ————

  20. Nino Arconte scrive:

    Gent.mo Selva,
    niente in contrario a rispondere a una sua email con la quale mi chiede spiegazioni e chiarimenti su ciò che preferisce, ma non attraverso questo blog, dove l’uso di pesudonimi e la mistificazione sembrano essere la regola. Tanto per dirne una il signore precedente, tale Andrea di Donato, dopo aver dichiarato di aver letto il mio libro (…anche lui!) aggiunge che non sa come entrare in contatto con me perchè non esiste un email!!!
    Oltre al fatto che basta digitare il mio nome su un qualsiasi motore di ricerca per avere link ed email che sono collegate direttamente a me, a pagina 2 del mio libro, che “anche” Andrea di Donato avrebbe letto (come quelli che mi fanno domande stupide che se avessero letto il mio libro non avrebbero fatto perchè sono davvero sciocchezze terra terra! …Vere idiozie, che mi fanno sentire idiota anche solo a leggerle) c’è da dire che a pagina 2 dell’ultima Missione fa bella mostra di se il link a tutti i collegamenti che mi riguardano, compresa l’email e il numero di telefono da cui ricevo ordinativi da singoli e librerie e domande di chi lo ha letto e a cui rispondo volentieri, perchè si tratta di domande intelligenti. Ma visto il tenore di questo blog (..questa è l’ultima volta che lo visito perchè mi si informa, da parte di miei veri lettori, delle cialtronate che vi sono scritte e non vi è certamente altro da dire in merito) non posso non dubitare che anche lei sia solo un altro pseudonimo dei soliti ignoti.
    Dovrà solo attendere perchè ricevo molte email e cerco di rispondere a tutte nei limiti del possibile. Certo, però, non ho tempo da perdere con le scemenze.
    Cordialmente

  21. Gabriele Paradisi scrive:

    «Come direbbe quel grandissimo filosofo che ricordiamo tutti col nome di Cappuccetto Rosso: “gridano al lupo, essendo il lupo!”».
    (da “Periodista, di la verdad!”)

  22. selva scrive:

    Gentile Sig. Arconte,

    probabilmente del suo libro il documento di cui mi piacerebbe discutere è quello datato 2 marzo 1978 con riferito a G-219 con l’intestazione – Ministero della Difesa- .

    Nessuna mistificazione. Sto citando il suo libro ISBN 88 – 9000678

    Grazie
    Selva

  23. Nino Arconte scrive:

    Bene, sig. Selva, alias “Cappuccetto rosso”, allora mi scriva all’indirizzo che ci trova sopra, risponderò volentieri alle sue domande. …Anche se quel codice ISBN 88-9000678 non indica l’Ultima Missione …ah ah ah! …;0)

    Il codice ISBN dell’Ultima Missione stampato bene in vista sulla copertina anche in codice a barre e nell’interno in prima pagina è 88-678900-2-9
    Voi continuate a dimostrami pochezza intellettuale e mancanza di serietà sopratutto continuando a cercare di dimostrarmi di aver letto un libro che avete criticato così ferocemente, senza sapere nemmeno di cosa state parlando. Il perchè si possa decidere di agire così, il perchè lo si faccia su commissione è una risposta che lascio ai vostri lettori occasionali che spero sappiano capire che la libertà di internet dev’essere un valore democratico comunque e sempre, ma la nostra capacità di discernimento lo è altrettanto e gli auguro di riuscire sempre a capire quando si trovano davanti a cialtroni e cialtronate e si deve passare oltre! Altre cattive notizie per i responsabili di questo Blog, il libro che loro non hanno letto e lo dimostrano inequivocabilmente le domande e i commenti che ne fanno, è a dispetto di tutti i loro “suggeritori occulti” un best seller su internet e a distanza di nove anni dalla pubblicazione e 13 dalla sua prima versione del 1996, continua a essere letto da migliaia di persone che, presto, ne vedranno anche un film realista e non fiction, quelle le lasciamo a questo genere di personaggi.
    Siete davvero divertentissimi, grazie di queste risate, non fanno mai male.

    P.S: Caro Tore, evita di informarmi di prossime scritture su questo blog. Apprezzo la tua collaborazione, ma non c’è altro da dire ne di interessante da sentire e per me la serietà è d’obbligo per interessarmi, questi sono macchiettisti. Hai letto il tentativo di riabilitazione di Scaramella? ah ah ah …tutto un programma.
    Patteggiare non è un ammissione di responsabilità …;0) …Sottili non trovi? Come poteva non naufragare nel ridicolo una Commissione Mitrokhin organizzata in questo modo? …Missione compiuta, perchè mi sono fatto convinto che lo scopo vero era proprio quello di rendere ridicole insulsagini le rivelazioni dell’archivista Mitrokhin, neutralizzandole. La stessa cosa che hanno tentato di fare con me, rendendosi ridicoli da soli a chiunque abbia davvero letto L’Ultima Missione …ah ah ah.
    Ciao

  24. Gabriele Paradisi scrive:

    Non gioco più me ne vado. Non gioco più davvero.
    Non gioco più… Non gioco più… Non gioco più…
    (Mina, 1975)

    Vado, questa volta ho deciso che vado…
    Giuro che.. Vado via
    (Drupi, 1973)

    Clap, clap, clap, clap…

  25. selva scrive:

    Caro Arconte,

    scusa se non ti ho risposto prima. Probabilmente mi stai confondendo con qualcun altro. Qui a fianco ho il tuo libro. Se non mi credi riporto ciò che trovo scritto in alcune parti.
    – Ricorsi Arconte contro Italia n° 22873/1993, 32326/96 Proc I° – Proc III° (….)
    - Copia di – Movimento d’imbarco e sbarco – Imbarcato a Aden il 16/8/75 in qualità di fuochista (….)
    - Foto del capplennano militare capo Batazzi Don Alceo
    - Squadra mobile di Oristano . Verbale di arresto
    - Ministero della Difesa, 2 ottobre 1982, Presentarsi La Spezia Pronto imbarco Tripoli, Raccomanda a mano (…)

    Credo di averti dimostrato (anche se non ne vedo motivo) che ho il tuo testo al mio fianco

    Saluti

    Grazie

    Selva

  26. selva scrive:

    Caro Arconte,

    mi sembra che lISBN che ho citato il 7 marzo 2008, corrisponda al suo libro. Di seguito ciò che ho trovato con il motore di ricerca dell’ISBN inglese.
    Grazie
    SEeva

    Appendice all’Ultima Missione; L’Archivio superstite dell’Organizzazione Gladio
    by Antonino Arconte
    Paperback, 126 Pages, Published 2002

    List Price: $15.00
    ISBN-10: 88-900678-3-7 (8890067837)
    ISBN-13: 978-88-900678-3-9 (9788890067839)

  27. Corrado scrive:

    Per Selva
    L’ultima Missione, Cap XV, pag.247
    _ prese a dirmi il Generale Miceli -
    ci si riferisce al maggio del 1977, ma all’epoca il Capo del Servizio era l’Amm. Casardi e Miceli era un Senatore dell’MSI.

  28. Nino Arconte scrive:

    Gent.mo Selva,
    non posso purtroppo non rispondere ancora alle stesse domande, ma è diventato noioso perciò passo e chiudo. nella prima pagina dell’Ultima Missione è pubblicato chiaramente quanto segue, si tratta di un copia e incolla dal quale si evince che il libro è stato pubblicato il 27 Novembre 2001 e che il codice ISBN è questo e non quello che mi indica lei. Certo, potete seminare dubbi anche su questo, ma chi se ne frega? Per una replica alle sue domande, usi il mezzo che le ho indicato e avrà risposta. Purchè non si tratti di idiozie che avrebbero già risposta nel libro che dice di aver letto.
    Non ho idea di cosa sia il libro che mi indica al costo di 15 euro. Non certo L’Ultima Missione che costa, compreso il CD, 35 Euro, come dovrebbe aver letto sul retro della copertina del libro che dice di avere, anche in codice a barre.

    “Finita di scrivere il 27 Novembre 2001, in formato 7×10” composta di pagine 589; finita di preparare in formato ebook il 20 Dicembre 2001 ed ha il numero di ISBN 88-900678 – 2 – 9″
    Copyright © 2001 ARCONTE Antonino. Tutti i diritti riservati.
    “L’Ultima Missione” è l’upgrade, scritto in aggiornamento del primo Volume della serie, del libro elettronico “The Real History of Gladio” che raccoglieva i fatti esposti alla Commissione Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo (primo grado) presentati con il Ricorso numero 22873/93 Arconte contro Italia, del 23 Luglio 1993 e giunto nella cancelleria della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo (secondo grado) il 18 Agosto 1997.
    Pubblicato su internet, nel sito http://www.geocities.com/Pentagon/4031 nel Giugno 1996, aggiornato nel febbraio 1997 con le ultime Sentenze di condanna dell’Italia, da parte della Corte Europea, emesse successivamente alla pubblicazione.
    N.B: Anche lo Stato Italiano è stato condannato a risarcirmi danni e lo ha fatto per quattro ricorsi, tutti vinti, nel maggio 1998. Anche questo è ben descritto nel libro.
    Passo e chiudo.

  29. Nino Arconte scrive:

    Un ultima cosa: non ho mai avuto a che fare col Generale Casardi e infatti non lo nomino ne cito. Mi riferisco sempre e solo a che ci dava gli ordini, a noi del Nuvcleo G dell’O.Gladio. E in quella data era il Generale Miceli, anche se era stato dimesso da Direttore del SID, in seguito agli scandali mediatici organizzati dalla propaganda sovietica in Italia. Fu sostituito, in seguito, dall’Ammiraglio Fulvio Martini e il nome in codice di colui che comamndava il Nucleo G era ed è sempre rimasto Ulisse, a cui dedicai la home page del mio sito nel 1996. Ma faceva parte dei ricorsi alla Corte Europea contro lo Stato Italiano dal 23 Luglio 1993, come risulta ben documentato anche dagli atti della corte europea di Strasburgo, oltre che dalle pubblicazioni che mi riguardano. Lo stesso Ammiraglio Fulvio Martini, confermò parzialmente i fatti descritti nel capitolo Akbar Maghreb col suo libro autobiografico, pubblicato nel 1999! e intitolato: Nome in codice Ulisse! Lo stesso Ammiraglio che era ben vivo e vegeto quando pubblicavo le sue lettere a me indirizzate e come è ben dimostrato in sede giudiziaria contro gli autori di questo blog.
    Ora, se vuole prosdeguire questa conversazione, lo faccia attraverso la mia email. Non rifiuto mai risposta a domande intelligenti e informate dei lettori del mio libro, ma lo rilegga prima di farmele.
    Cordialmente
    Antonino Arconte

  30. Corrado scrive:

    Ciò significa che nel 1977 la struttura era ancora affidata all’On. (ex Generale) Vito Miceli, parlamentare dell’MSI (Partito allora considerato fuori dell’arco costituzionale) con la complicità del Presidente del Consiglio dei Ministri che, come risulta dagli atti, veniva sempre messo al corrente dell’esistenza della Gladio (Stay behind).
    E questa situazione sarebbe durata fino all’anno in cui l’Amm. Martini assunse la Direzione del SISMI (circa sette anni dopo).
    Significa anche che il direttore del SID in carica (Ammiraglio, e non Generale, Casardi) non deteneva il controllo della Gladio!!!
    Mi si permetta di avere qualche dubbio.

  31. selva scrive:

    Gentile Arconte,

    ciò che ho riferito riguardo i codici ISBN del suo libro è il semplice frutto di un taglia-incolla dal motore di ricerca internazionale degli ISBN.

    Però, mi perdoni, tanto abbiamo discusso dei codici che alla fine non ha risposto alla mia domanda: trovo “sconvolgente” il documento che si trova nel suo libro datato 2 marzo 1978 vergato su carta intestata del Ministero della Difesa. Mi piacerebbe che lei mi aiutasse a meglio comprendere il significato di tale documento.

    Non dimentichiamoci che oggi è il 16 marzo, triste anniversario. Una preghiera per l’Onorevole Aldo Moro e per gli uomini della scorta.

    Grazie per la risposta

    Selva

  32. Corrado scrive:

    Per Selva
    il nome di codice Ulisse é sempre stato riservato al Direttore del Servizio in carica!
    Un ex-direttore non é abilitato ad usarlo per evidenti motivi, altrimenti si creerebbe una enorme confusione e le responsabilità all’interno di un Servizio Informazioni non sarebbero chiaramente definite. Inoltre tale codice può essere utilizzato solo in sistemi di trasmissione criptati e riservati.
    Credo che dal tempo dell’uscita del libro dell’Amm. Martini sia stato cambiato.

  33. Nino Arconte scrive:

    A rieccomi, ma come si può chiedermi continuamente di rispondere a domande così?
    Il nome in codice era riferito solo e unicamente al comandante di Gladio, per quanto ne so io al Nucleo G. Perchè si trattava di un organizzazione sottocopertura. Il direttore del SISMi e prima del SID non aveva alcun nome in codice, sarebbe idiota affidare un codice a chi era pubblico. Mai è stato segreto il Direttore del servizio informazioni difesa e tantomeno quello del Servizio informazioni sicurezza militare. Li eleggono per nomina pubblica e politica i governi in carica. Che senso avrebbe dargli un nome in codice? Non diciamo ne scriviamo sciocchezze. La nomina del comandante del Nucelo G, non sempre coincideva col Direttore del SISMI o prima del SID, in almeno due occasioni è stato così e specificatamente, per decisione dell’On. Moro, quello del Generale Miceli, almeno dal 1970 (per quanto posso saperne. In seguito al 30 Settembre 1977 è stato nominato un altro. Per ciò che ne so l’Ammiraglio Martini, ma questo lo so per certo solo dal 1983, prima non ne ho mai parlato proprio perchè non erano notizie certe ma certamente, si trattava sempre di Ulisse. E quando ne ho scritto io di questo codice, il libro dell’Amm. Martini era lontano dall’essere e pubblicato (1999) e con quello confermava anche le operazioni estere, sia pure in maniera ermetica quelle in Nord Africa. Quello che scrive sulle vicissitudini del Generale Miceli è vero. Fu Almirante a offrirgli la candidatura per evitare l’arresto. Erano gli anni delle persecuzioni per il Golpe mediatico (e solo mediatico, cioè costruito dai giornali) Borghese e le inchieste pilotate dalla propaganda sovietica in Italia sulle “stragi di Stato”. Lo stesso Generale Miceli all’udienza del processo del 14 Dicembre 1977 davanti ai Giudici della prima sezione della Corte d’Assise di Roma dichiarò, testualmente, da pagina 46, 47, 48 dell’Ultima Missione: La testimonianza del generale Vito Miceli, già direttore del SID (Servizio Informazioni della Difesa) apre uno squarcio in un impenetrabile muro di silenzio. Ammette infatti pubblicamente l’esistenza di una struttura occulta legata al servizio segreto militare.
    Rispondendo ai giudici dice: “in sostanza volete sapere se esiste un organismo segretissimo nell’ambito del Servizio Informazioni della Difesa.
    Io finora ho parlato delle dodici branche in cui si divide il nostro servizio. Ognuna di esse ha, come appendici, altri organismi, altre organizzazioni operative, ma sempre per scopi istituzionali”.
    Continua la testimonianza di Miceli: “C’è, ed è sempre esistita, una particolare organizzazione segretissima, della quale sono a conoscenza le massime autorità dello Stato. (N.d.R: Nuclei G)
    Vista dall’esterno, da un profano, questa organizzazione può essere interpretata in modo non corretto. Potrebbe apparire come qualcosa di estraneo alla linea ufficiale. Invece si tratta di un organismo inserito nell’ambito del SID”.
    Miceli, insomma, ammette l’esistenza di una struttura segretissima, costituita in ambito Nato, svincolata dal servizio “I” (Informazioni) del SID.
    “Se mi chiedete dettagli particolareggiati – continua l’allora Direttore del Servizio Segreto Militare appena dimesso – io dico: non posso rispondere, chiedete alle massime autorità dello Stato, in modo che possa esserci un chiarimento definitivo”.
    Una rivelazione che conferma un antico sospetto: nei servizi segreti Italiani sono esistite per decenni strutture riservatissime, sconosciute al Parlamento e, addirittura, a molti ministri della Repubblica.
    xxx omesso xxx segue da pagina 266, 267, 268 dell’Ultima Missione, testualmente: costringendo i vertici al continuo ruolo di imputati nei tribunali e sui media, fino al 30 Settembre 1977.
    Data in cui, come detto, il SID veniva smembrato ed i nuovi servizi segreti messi sotto tutela dei partiti politici!
    Poco meno di tre mesi dopo, nell’udienza del 14 Dicembre 1977, chiamato a deporre in quel processo, il Generale Miceli fece la dichiarazione che vi ho allegato, con la quale ammetteva la nostra esistenza, ed il ruolo istituzionale che avevamo nell’ambito del SID.
    Peraltro dichiarava di non poter dire di più, essendo vincolato dal segreto militare, e rimandava i giudici ai vertici dello Stato, che avevano il potere di scioglierlo da quel vincolo.
    Ai vertici dello Stato, all’epoca, c’era l’On. Aldo Moro, il quale fu chiamato a deporre a sua volta e, poco prima del suo sequestro, (N.D.R: quindi non meno di sessanta giorni dopo, si presume, visti i tempi delle normali notifiche a testimoniare, cioè circa un mese prima di essere rapito dalle “BR”) in maniera ironica e sprezzante verso quel tribunale dichiarò: “Escludo che nelle strutture dello Stato esista un’organizzazione che cospira contro lo Stato!”
    L’On. Moro, tra l’altro, rifiutò di sciogliere il Generale Miceli dal vincolo del segreto e ribadì la sua fiducia nell’ex capo del SID, definendolo apertamente un fedele servitore dello Stato!
    A questo punto, l’On. Moro, era davvero rimasto solo e il suo progetto di unire le forze del cattolicesimo liberale, con quelle della sinistra riformista del PCI di Berlinguer, (che cercava di staccarsi da Mosca ed a questo scopo aveva già allontanato dalla segreteria del PCI elementi dichiaratamente filosovietici come Cossutta), aveva avuto troncate di netto le gambe.
    Non m’intendo di politica, mi sono sempre limitato ad andare a votare secondo coscienza, come ogni vero democratico dovrebbe fare, compresi, però, moltissimi anni dopo quei fatti, che quello di Moro e Berlinguer, altro non era che un progetto di democrazia compiuta, da anni nei loro piani e che, la realizzazione di questo, era il vero pericolo per il potere di chi tramava contro la democrazia Italiana, all’est, come …in casa!
    Non era tollerabile dai Sovietici, sia Italiani che Russi, che il più grande partito comunista d’occidente si sottraesse al controllo del Cremlino trasformandosi in una social democrazia come quella tedesca di Willy Brandt e, contemporaneamente, la fitta rete di corruttele tessute in tutto il Paese dagli uomini dei partiti che appoggiavano le maggioranze a guida di una certa DC, avrebbe visto, da un compromesso storico di questa portata, la perdita di ogni potere contrattuale e d’ogni influenza e controllo sulla vita del Paese.
    Un altro tassello al quadro generale viene dalla situazione in URSS ed all’interno del PCUS e del Comintern che, nel 1976, vivevano una grave crisi che Breznev era chiamato a risolvere. XXX segue sul libro l’Ultima Missione xxx
    Le ho risposto con molta pazienza Selva o chi per lei. Ma in maniera dl tutto cordiale le rendo noto che l’ho fatto solo perchè la stampa di questi botta e risposta costituirà prova che ne lei, ne coloro che mi hanno insultato da questo blog avete mai letto il libro che avete criticato. Sempre altrettanto cordialmente vi assicuro, che ne risponderete in tribunale. Questa come comprenderete non è certo una minaccia, tantomeno un insulto, ma solo un cordialissimo preavviso
    . Tutto quello che è scrittò in questo blog merita di essere sanzionato. la libertà di stampa è una cosa seria e abusarne e sicuramente antidemocratico.
    Insisto a dire che non so quale sia la matrice del libro e delle ricerche ISBN che dice di aver fatto, non ci sono miei libri di 126 pagine in commercio a 15 euro. Cion un pò di tempo farò una ricerca per valutare se è il caso di fare querela per plagio. E’ già accaduto che si siano estrapolati brani di miei testi per ricavarne pagliacciate e fiction. Ma chi lo ha fatto ne risponde. Certamente, però, quanto le ho allegato le dimostra che LEI NON HA LETTO IL MIO LIBRO e cosa pretenderebbe che glielo allego a rate su questo blog per rispondere a delle sciocchezze?
    Riguardo alla tragedia del 16 marzo 1978, io ritengo di aver fatto tutto il mio dovere per la ricerca della verità. Non mi sono certo limitato a preghiere e cerimonie che alla luce dei fatti assumono tutt’altri toni che il rispetto. SE avesse visto l’ultima trasmissione realizzata anche qui, in sardegna, con la mia piena collaborazione, dedicata all’anniversario trentennale della strage di Via Fani e della morte dell’on. Moro. Mandata in replica il 10 gennaio 2009 saprebbe di cosa parlo. Certo io non le posso riassumere anche quelle, le pare? Ma non si adonti, i responsabili di questo blog, sono meno informati di lei.
    Ho preparato la sceneggiatura, interamente tratta dall’Ultima Missione per un film in preparazione, rigorosamente neorealista, la produzione conta di realizzarlo entro il 2010, mi auguro che per quel tempo abbia la possibilità di andarselo a vedere prima di criticarlo o di voler fare domande che avrebbero già una risposta nella visione della pellicola.
    Distinti saluti.
    Antonino Arconte

  34. Nino Arconte scrive:

    Corrado, si informi meglio di chi era il Vice Direttore del Sismi, prima di divernirne Direttore col Governo Craxi, 1983-1986 … Ogni branca del SID, anche Gladio, almeno quella di cui parlo io e della quale esiste ampia documentazione, ma anche prove concrete, sia pure negate in maniera a volte persino ridicola, aveva un suo proprio Direttore, il Nucleo G tra queste. Io non posso sapere, e tantomeno può saperlo lei, perchè a volte, almeno in due occasioni, Il Comandante del Nucleo G è coinciso col Direttore del SISMI, ma non ho trovato mai interessante cercare di scoprirlo, specie in considerazione degli anni trascorsi. Di sicuro è certamente vero che Ulisse, alias Amm. di Sq. Fulvio Martini, ha visto bene e non li ha mai contestati, documenti da me pubblicati a partire dal 1996 e fino al 2000 e in ultimo nel 2002, a sua firma e ripresi anche da diversi giornali a grande tiratura. Le pare e vi pare che un Amm. ex Direttore del Servizio segreto militare Viene a sapere che qualcuno ha pubblicato lettere e ordini d’epoca a sua firma non sporge denuncia? L’Ammiraglio Martini, vivo e vegeto e venuto anche ad Alghero ad incontrarmi nel 1999, in occasione dellla presentazione del suo libro, non lo ha mai fatto e se nel suo “Nome in codice Ulisse”, ha solo accennato alle nostre operazioni estere, mi disse personalmente, ma lo ripetè più volte anche in pubblico, che per la carica che ha ricoperto, non poteva dire di più. Sono queste mie dichiarazioni, come tutte le altre ben comprovate da articoli di stampa e da documenti autenticati che sono già depositati nelle giuste sedi per l’ipotesi di diffamazione a mezzo stampa. Non sono certo argomenti da discutere su un blog. Se anche lei è uno di quelli che millanta di avere letto il mio libro si astenga, o si troverà nella stessa situazione a suo tempo. Se invece l’ha letto davvero e vuole esprimere la sua giusta opinione o chiedere ulteriori chiarimenti, mi scriva all’indirizzo che trova nel libro, con qualche ritardo, ma le risponderò senz’altro.
    Cordialmente
    Antonino Arconte

  35. selva scrive:

    Gentile Sig. Arconte,
    con grande stupore leggo che mi vuole trascinare in Tribunale. Per cortesia, se ciò corrisponde al vero, potrebbe per cortesia spiegarmi le ragioni di tanto astio nei miei confronti? Che cosa averi commesso? Che cosa ho scritto da irritarla tanto?
    Attendo una sua esauriente risposta

    Selva

  36. Nino Arconte scrive:

    Ha senz’altro frainteso Selva, non vedo motivo per citarla in giudizio. Mi riferivo a quello che mi ha detto e di cui non ho motivo di dubitare, cioè che lei ha trovato un libro L’Ultima Missione che sarebbe mio, da 126 pagine ed al costo di 15 euro e di cui non so nulla. Certamente mi pare che le sia ormai chiaro, che lei non ha letto L’Ultima Missione, visto che mi fa anche lei, come altri da questo blog, domande la cui risposta è già nel libro ben spiegata e documentata. Anzi, nonostante mi sia evidente che lei non l’ha letto, l’ho invitata a contattarmi all’email, che trova anche nel sito che le ho indicato, per farmi le sue domande, ma beninteso, a patto che non mi costringano a riprodurre via email brani interi del libro che non ha letto per rispondere ai suoi quesiti. Perchè questo sarebbe davvero sciocco da parte mia ed un inutile perdita di tempo: una volta capita pagina 266 ne resterebbero sempre altre 590 da spiegare. Mi pare eccessivo da richiedere le pare?
    Per concludere, appena avrò un pò di tempo farò la stessa ricerca che ha fatto lei e se risulteranno esserci fenomeni di plagio da parte di chi ha spacciato per una mia pubblicazione quel libro con un codice ISBN che non mi risulta, applicato a nessuna pubblicazione davvero collegata o autorizzata da me, farò ovviamente un azione legale per plagio. Non certo contro di lei che me l’ha eventualmente segnalata. E’ già successo e il mio avvocato sa richiedere i danni in Italia o all’estero se sarà il caso.
    La saluto.
    Nino Arconte

  37. selva scrive:

    Caro Arconte,

    ecco cosa si trova inserendo il codice ISBN in un motore di ricerca:

    – Appendice all’Ultima Missione; L’Archivio superstite dell’Organizzazione Gladio
    Antonino Arconte
    ISBN-10 88-900678-3-7 • ISBN-13 978-88-900678-3-9
    Paperback – 2002, Arconte Publisher

    Grazie
    Selva

  38. selva scrive:

    Caro Arconte,

    altri risultati della ricerca:

    Appendice all’Ultima Missione; L’Archivio superstite dell’Organizzazione Gladio
    by Antonino Arconte
    Paperback, 126 Pages, Published 2002

    List Price: $15.00
    ISBN-10: 88-900678-3-7 (8890067837)
    ISBN-13: 978-88-900678-3-9 (9788890067839)
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    Saluti
    Selva

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