Una miscela esplosiva composta da pressapochismo, superficialità, incompetenza e (forse) malafede. Soprattutto su temi delicati come la storia del caso Moro nel contesto delle relazioni internazionali l’ignoranza non dovrebbe avere dimora. Ma, visto quello che è accaduto il 25 giugno, c’è da temere il peggio. Le principali agenzie di stampa (nazionali e internazionali, perfino la prestigiosa Reuters) hanno battuto la seguente notizia:
AGI (CRO) – 25/06/2008 – 16.14.00
= MORO: COPASIR ASCOLTERA’ HENRY KISSINGER =
ANSA (POL) – 25/06/2008 – 16.32.00
MORO: COPASIR ASCOLTERA’ KISSINGER, DA LUI DATI IMPORTANTI
ASCA (POL) – 25/06/2008 – 17.36.00
MORO: COPASIR ASCOLTERA’ KISSINGER IL 30 GIUGNO
“Il Comitato per la sicurezza ascolterà la prossima settimana Henry Kissinger, segretario di stato americano all’epoca del caso Moro. Lo ha annunciato oggi il presidente del Copasir, Francesco Rutelli”.
Peccato che segretario di Stato americano durante il sequestro dell’on. Aldo Moro era Cyrus Vance, nominato con l’arrivo alla Casa Bianca di Jimmy Carter, il quale è stato presidente degli Stati Uniti dal 20 gennaio 1977 al 20 gennaio 1981. Henry Kissinger, nato a 27 maggio 1923 a Furth (in Baviera) poi naturalizzato negli Stati Uniti dove risiede dal 1938, ha rappresentato uno dei principali protagonisti della politica estera degli Usa (di lui si ricorderà la cosiddetta realpolitk, e cioè quell’approccio pragmatico, realistico-pratico, un po’ machiavellico, nei confronti dei grandi temi mondiali e nei rapporti internazionali), avendo ricoperto gli incarichi di National Security Advisor e segretario di Stato sotto le presidenze di Richard Nixon e Gerald Ford. Poi, con l’uscita di scena del repubblicano Ford (che aveva preso il posto di Nixon, dopo che questi, a seguito dello scandalo Watergate e dell’avvio della procedura di impeachment, rassegnò le dimissioni l’8 agosto del 1974), dal 20 gennaio del 1977 Kissinger si è ritirato dalla scena politica e dagli incarichi istituzionali, dedicandosi alla sua grande passione, la diplomazia e le relazioni internazionali. Il primo incarico non istituzionale fu proprio quello di membro del “board of trustees” del Center for Strategic and International Studies della Georgetown University (uno dei più accreditati e influenti think-tank di politica internazionale al mondo).
Dunque, al momento in cui venne compiuta la strage di via Fani e il sequestro dell’ex ministro degli Esteri Moro (16 marzo 1978), Kissinger era da oltre un anno fuori dal Dipartimento di Stato americano. Ciò dimostra, più di ogni altra cosa, la magnitudine della “bufala” che è stata propalata. Una notizia di carattere istituzionale (poiché riferita ad un organo, quale il Copasir, del Parlamento e quindi centrale nell’ordinamento costituzionale) totalmente destituita di fondamento.
Sorprende negativamente (e preoccupa) sia il fatto che Francesco Rutelli abbia dato un annuncio così impreciso sia la circostanza che nelle redazioni delle grandi testate giornalistiche, non vi sia stato nessuno che abbia raccolto la notizia e l’abbia verificata. In sostanza, è stata passata così come è stata diffusa dall’ex ministro della Cultura in qualità di presidente del Copasir, senza precisare la reale posizione di Kissinger durante il sequestro Moro. Solo un grave errore, o c’è dell’altro?
Da ultimo, l’audizione di oggi al Copasir di Kissinger – incontrato nel 2005 da Francesco Rutelli, durante un giro di colloqui all’estero finalizzati a cercare alleanze per la Margherita, in quanto «il miglior analista» della situazione internazionale – sarebbe in qualche modo “concordata”: allo statista statunitense sarebbe stato inviato un questionario con le domande alle quali dovrebbe dare risposta durante l’audizione.
AGGIORNAMENTO DEL 1° LUGLIO 2008
L’audizione di Henry Kissinger al Copasir si è svolta nel pomeriggio di ieri (lunedì 30 giugno), ma contrariamente quanto annunciato dal presidente dell’organismo parlamentare, Francesco Rutelli, il caso Moro non è stato toccato. Kissinger, infatti, ha fatto sapere di non voler entrare nel merito di questioni storiche né di voler entrare nel merito dei tra Italia e Stati Uniti, e questo secondo quanto riferito al termine dell’audizione dal senatore Achille Passoni (Pd) il quale ha tenuto ad aggiungere che «la questione non è stata neanche menzionata».
Ebbene, durante l’audizione – alla quale hanno partecipato anche alti dirigenti di Eni, Enel e Finmeccanica – Kissinger ha affrontato molti temi dell’attuale situazione politica internazionale, precisando di parlare a titolo personale non a titolo del governo statunitense. Sull’Iran, l’ex segretario di Stato con le amministrazioni Nixon e Ford, dopo aver escluso l’eventualità di un attacco militare sia nei restanti mesi dell’amministrzione Bush sia da parte del futuro presidente, ha spiegato che il vero interrogativo è se l’Iran puoò o meno diventare un partner con cui negoziare, senza però dimenticare, più in generale, che se il “club” dei Paesi dotati di armi nucleari si allargasse, la situazione rischierebbe di andare fuori controllo. Secondo quanto riferito sempre dal senatore Passoni, Kissinger avrebbe parlato di una situazione non rosea in Medio Oriente, ma non per questo pessimistica. Mentre sull’Iraq lo statista americano avrebbe dichiarato che se le attuali problematiche dovessero persistere si arriverà presto ad una conferenza dei ministri degli Esteri dei Paesi limitrofi.
Kissinger ha infine fatto riferimento anche agli attentati dell’11 settembre del 2001, definendo quell’episodio come il più grave fallimento nelle capacità di previsione dei servizi di informazione statunitensi, sottolineando tuttavia che negli anni seguenti questa capacità è stata recuperata, come è reso evidente dal fatto che non vi sono stati altri gravi attentati terroristici contro gli Usa.
Questo è il Muppet-show, e l’ospite di questa sera è….
…il segretario di stato…no…Miss Piggy…quegli appunti…
sospetti di un possibile avvelenamento, ma fonti governative smentiscono
Gb: superspia finisce in coma, è giallo
Alex Allan, 56 anni, presidente del Joint Intelligence Committee, rinvenuto in fin di vita in casa
Il Corriere della Sera
LONDRA (GRAN BRETAGNA) – Il funzionario più alto in grado nei servizi segreti britannici è stato trovato in fin di vita a casa sua a Londra. Alex Allan, 56 anni, presidente del Joint Intelligence Committee (JIC) che controlla MI5 (controspionaggio), MI6 (spionaggio all’estero) e GCHQ (il centro comunicazioni, ascolto e intercettazioni) è stato portato in un ospedale londinese lunedì notte, ma la notizia è filtrata solo giovedì sera.
Alex Allan (dal sito del Daily Mail)
E il Sun, potente giornale popolare che ha ottimi contatti nell’establishment della sicurezza e della polizia, ha presentato la storia sotto il titolo inquietante: «Superspy in coma mistery».
IPOTESI – Il tabloid ha speculato sul fatto che dopo l’assassinio a Londra nel 2006 dell’ex colonnello del Kgb Alexander Litvinenko, un altro caso di avvelenamento è sempre possibile. Chi potrebbe aver avuto interesse di colpire il chairmain del responsabile dei servizi segreti? Il Sun indica Al Qaeda e i russi, perchè in un Paese come la Gran Bretagna, affascinato e ossessionato dalle spy stories, la teoria del complotto è uno sport nazionale. Ma anche la Bbc ha dato spazio al mistero. Dopo la fuga di notizie sulla stampa, fonti governative hanno escluso che Allan possa essere stato vittima di un attentato: «era troppo elevato in grado, troppo di alto profilo per essere un bersaglio realistico. È un funzionario statale, non può avere nemici nel mondo delle spie». Anche Scotland Yard conferma di non trattare al momento il caso come «sospetto». Qualche mese fa Allan aveva perso la moglie, uccisa da un tumore: qualcuno ora ipotizza che il funzionario possa essere entrato in coma per abuso di tranquillanti. Eppure qualche circostanza misteriosa non manca. Perchè gli amici dicono che ultimamente era parso di ottimo umore. E perchè, se come è vero, Alex Allan è un alto burocrate statale, un grand commis, ci sono voluti tre giorni per scoprire che si era sentito male? A quanto pare la polizia ha saputo «casualmente» del suo ricovero, perchè lunedì notte due agenti erano «di passaggio» nell’ospedale. Così la Special Branch anti-terrorismo di Scotland Yard è stata avvisata e ha steso un cordone di sicurezza intorno alla stanza di terapia intensiva.
CHI E’ – Alex Allan è un uomo molto potente. Guida il Joint Intelligence Committee da un anno: il comitato riceve e analizza tutti i rapporti dei «servizi» e li filtra per il governo. Durante la Guerra Fredda il JIC aggiornava Downing Street sulla forza militare sovietica; nel 2003 fu al centro della crisi irachena e produsse i dossier che inchiodarono Saddam Hussein (e che erano tutt’altro che accurati). Allan in passato è stato segretario privato del primo ministro conservatore John Major e del laburista Tony Blair: un uomo per tutte le stagioni. E anche un uomo estroverso, brillante. Anche troppo brillante secondo alcuni. Da ragazzo era maniaco di musica rock: capelli lunghi, cotonati e riccissimi, chitarra sempre in mano. Ma anche dopo essere entrato nelle stanze del potere, non ha perso il gusto per la vita: sportivo, sportivissimo. Pratica il ciclismo, la corsa, gli sport d’acqua. Durante uno sciopero dei trasporti si fece fotografare in vestito gessato, valigetta dei documenti, ombrello, bombetta: aggrappato al windsurf mentre discendeva il Tamigi diretto a Whitehall. Informazioni e foto sulle sue prodezze le aveva messe sul suo sito web: secondo gli esperti di intelligence forse il capo del JIC aveva esagerato nel fornire tutti quei dettagli sulla sua vita privata.
Guido Santevecchi
04 luglio 2008