Uno Spettro s’aggira…

Il senatore Paolo Guzzanti, gentilmente, ci ha chiesto di intervenire in questo blog, definito amabilmente ”palestra di democrazia e tempio della correttezza dell’informazione“ per denunciare un complotto. Un soppruso del quale, egli, ma con lui tutta la destra e lo stesso Berlusconi Silvio, pare siano vittime. Tutta l’informazione nazionale infatti, sembra aver preso sottogamba le brucianti accuse rivolte dal presidente della Commissione Mitrokhin (e dallo stesso Berlusconi in quel di Bari), a Romano Prodi circa una seduta spiritica (orrore, noi seguaci della ragione e della scienza), avvenuta esattamente (oggi 2 aprile!) ben ventotto anni fa… Non capiamo come un tycoon, anzi il Tycoon più potente al mondo, politicamente parlando (escluso forse Shinawatra), possa lamentare difficoltà di comunicazione (!?). Un signore padrone di tre televisioni nazionali, con una enorme “moral sausion” sulle altre tre reti nazional-statali, un signore che può permettersi il lusso di arrivare nelle case di tutti gli italiani con riviste patinate in cui si tessono le lodi della sua inarrivabile carriera imprenditorial-politica… ebbene questo signore, e i suoi amici, sostengono di essere “censurati”, “oscurati”… A noi sembra incredibile, ma loro sostengono che le notizie non arrivano… Noi, nel nostro piccolo ci fregiamo dell’onore di aver pubblicato sempre in anteprima quanto il senatore Guzzanti ci faceva avere, anche se, quasi sempre, s’era in disaccordo con le sue tesi. Abbiamo già spiegato come le accuse su Gradoli-paese e Gradoli-via siano per noi inconsistenti e forse altri, la pensano allo stesso modo…
Chiedo agli amici del blog (Dicke, Michele, Spartaus, Franceschito, Bunkr e tutti gli altri) di intevenire perchè chiamati in causa direttamente da Paolo Guzzanti. Oggi, io sarò all “Cà de Sanzves” (in quel di Predappio Alta) a bermi un buon bicchiere di rosso col mitico Nicholas Farrell, se verrà… Un simpatico giornalista su cui torneremo nei prossimi giorni…
Caro Paradisi,
Accade un fenomeno curioso che lei certamente segnalerà anche sul suo blog, che è una palestra di democrazia e un tempio della correttezza dell’informazione.
Accade cioè che da due giorni Berlusconi, l’odiato, si sia permesso di citare i risultati di una accolita di noti mascalzoni che si chiama Commissione Bicamerale Parlamentare d’Inchiesta sul dossier Mitrokhin e l’Intelligence italiana, e abbia spinto la sua arroganza fino a indicare come dubbia e meritevole finalmente di spiegazioni la storia della famosa seduta spiritica in conseguenza della quale (lasciamo perdere la volontà, restiamo alla consequenzialità) lo stato maggiore dei brigatisti rossi tagliò la corda quando capì dalla perlustrazione nel paese di Gradoli che l’indirizzo del loro covo di via Gradoli a Roma era scoperto.
L’evidente arroganza di questo presidente del Consiglio che utilizza risultanze emerse dagli interrogatori della magistratura e persino da quel secchio della spazzatura che si chiama Parlamento della Repubblica, ovvero della Commissione Moro e della Commissione Mitrokhin, non ha evidentemente limiti.
E hanno ragione i suoi amici del suo blog (e la prego di pubblicare là anche questa lettera per vedere l’effetto che fa) quando la lodano perché lei aveva visto lungo: lei, caro Paradisi, aveva addirittura previsto, predetto, profetizzato che quel porco avrebbe usato per la campagna elettorale gli elementi di verità che emergono dall’inchiesta del Parlamento e che sono all’attenzione del Tribunale dei ministri. Lei deve veramente avere le palle di cristallo.
Ora si dà tuttavia, come le dicevo all’inizio, un fenomeno curioso: per quanto io abbia scartabellato sulla stampa nazionale tutta schierata con Prodi, forse a causa del recente abbassamento di vista, non riesco a trovare traccia dello scambio duro e preciso che c’è stato anche fra me e lo staff di Prodi, e le accuse di Berlusconi.
Come dobbiamo interpretare questa censura sulle notizie?
Le notizie sono: Berlusconi che attacca sul piattino e io che dichiaro nella mia veste di pubblico ufficiale (quale sono) e di figura istituzionale (quale sono come Presidente di un ramo del Parlamento della repubblica italiana) che Prodi è davanti al tribunale dei ministri, l’ufficio stampa di prodi che nega, io che li smentisco con certezza. Nulla. Buco. Silenzio. Censura.
Ieri sera, prima che i giornali di oggi uscissero, Paolo Bonaiuti che è in contatto diretto con tutti i giornali e giornalisti, ha dichiarato che c’è stato un summit telefonico fra i direttori e che tutti insieme hanno deciso di oscurare la vicenda del piattino, della seduta spiritica e di via Gradoli.
Pettegolezzi?
Mah, saperlo.
Poi uno apre i giornali, io l’ho fatto per ora solo on line, e vede che effettivamente non c’è una parola.
Eppure ieri il Corriere mi ha chiesto tutti gli elementi, la ricostruzione, il dossier ed ha avuto da me tutto.
E poi?
Che pensa? Paradisi, ce lo dica.
Lo so, lei è scandalizzato, lei sa che così facendo – abolendo le notizie che ci imbarazzano e non ci piacciono – Freedom House ci porrà più della già magra classifica fra Ghana e Benin.
E allora caro Paradisi, qua bisogna che proprio lei e i suoi amici protestiate.
Che diamine, sia come sia, qui si tratta di notizie, mica bruscolini: il presidente in carica accusa l’aspirante presidente di non aver spiegato il mistero del perché Prodi sapeva dove era il QG delle brigate rosse, perché fece fare tutto a un piattino suo amico, perché non si attaccò al telefono, perché non corse alla polizia, perché non chiamò il ministro Cossiga, i servizi eccetera. Perché non salvò Moro, chi gli dette l’informazione, perché tace dopo quasi trent’anni.
Io non sto nella pelle, caro Paradisi, aspettando la sua imminente fulminea azione sulla stampa imbavagliata, la stampa che nasconde ai suoi lettori ciò che dà fastidio: la seduta spiritica tallone d’Achille di Prodi.
Paradisi: ci aiuti a far risalire l’Italia nel novero delle nazioni civili, quelle i cui giornali pubblicano le notizie e non le nascondo.
Forza, con i suoi amici del blog ci dia una lezione di etica.
Grazie.
Paolo Guzzanti
ELEZIONI: UFFICIO STAMPA PRODI, MAI DEFERITO A TRIBUNALE MINISTRI =
REPLICA A guzzanti Roma, 1 apr. (Adnkronos) – ”Il presidente Romano prodi
non e’ mai stato deferito al Tribunale dei ministri. L’unico tentativo di
deferimento del presidente prodi e’ stato fatto da parte della destra con
l’inganno ‘Telekom Serbia’ ed e’ finito con il rinvio a giudizio per
calunnia degli accusatori”. Lo precisa una nota dell’ufficio stampa del
leader dell’Unione, replicando alle affermazioni del senatore di Fi e
presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sul dossier mitrokhin
Paolo guzzanti.
GUZZANTI, DEFERIMENTO PRODI A TRIBUNALE MINISTRI ATTO DOVUTO
SIRACUSA-BATTELLI INDAGATI DA PROCURA MILITARE SU CASO mitrokhin (ANSA) -
ROMA, 1 apr – ”L’ufficio stampa del professor Romano prodi nega la norma e
la legge quando, con una serafica nota, afferma che il candidato dell’Unione
non e’ stato deferito al Tribunale dei ministri”. E’ quanto si legge in una
nota del presidente della commissione mitrokhin Paolo guzzanti (FI), che fa
riferimento alla polemica riaperta dal centrodestra sulla vicenda della
’seduta spiritica’ nei giorni del sequestro Moro.
”Evidentemente – aggiunge – lo staff del candidato ignora che in forza di
una legge costituzionale ogni Procura della Repubblica che riceva un esposto
denuncia nei confronti di ministri o primi ministri e’ obbligata, senza
facolta’ di scelta, a trasmettere al tribunale dei Ministri che provvede ad
iscrivere nel registro degli indagati. Il Procuratore capo di Roma, dottor
Giovanni Ferrara ricette dalle mie mani il dossier d’accusa redatto dal
consigliere Agostino Cordova il 20 dicembre 2005 e lo ha regolarmente
trasmesso, anche se con cospicuo ritardo dovuto forse alle festivita’, al
Tribunale dei Ministri come impone la legge”.
”I due ex direttori del Sismi coinvolti con prodi nello scandalo mitrokhin,
generale Sergio Siracusa e ammiraglio Gianfranco Battelli – afferma ancora
guzzanti – sono stati invece iscritti nel registro degli indagati dalla
Procura militare di Roma”.(ANSA).
A Bologna Prodi lo conosciamo bene… votare Prodi è votare il meno peggio, indi per cui, se vince Prodi vincerà il meno peggio e l’Italia avrà il meno peggio. Purtroppo è da 40 anni che in Italia la gente vota il meno peggio, quindi a furia di votare il meno peggio si arriverà GRADUALMENTE al peggio… finalmente ci siamo. Chi è intelligente nel 2006 non va a votare. Saluti da Bologna
non intendo essere disturbato sulla mia mai… e ricevere blateramenti di Guzzanti
al programma di Lucia Annunziata Prodi ha risposto. Rinvio il senatore a guardarsi al registrazione della puntata odierna
Vladimir
Quanto a Maso:non dubito della sua intelligenza, ma nemmeno della mia. Io vado a votare e voto Prodi.
il senatore Guzzanti spieghi, in quanto paladino della trasparenza:
1.quanto è costata al contribuente l’attività della sua commissione-farsa;
2.dal 1978 (anno del aequestro Moro) al 2006 (anno del contatto?) perchè non abbia mai sfoderato tante certezze su mediume tavolini;
3.dove erano nel 1978 gli amici piduisti del suo datore di lavoro e come si sono mossi nell’ambito del sequestro Moro;
4.Tolga il dubbio che se avesse una, dico UNA, prova concreta di quello che scrive -un pezzo di carta, una ricebuta, un assegno- e non semplici supposizioni, avremmo visto i manifesti 6×3 in tutte le piazze d’Italia
Per quanto mi riguarda, ritengo che la sua qualità migliore siano i suoi figli…
Caro Gabriele, caro senatore Guzzanti,
a me non pare che ci sia stata censura. Una veloce ricerca su Google News Italia con le parole-chiave “Prodi”, “Berlusconi” e “seduta” ha prodotto ben 73 risultati. Provare per credere.
Se i più importanti quotidiani non hanno dato risalto alla notizia è forse perché si tratta di una non-notizia, in quanto i fatti risalirebbero a 30 anni fa. Per quanto riguarda l’autorevolezza della fonte, mi spiace rammentare che la Commissione parlamentare non ha votato alcun documento. Pertanto, si tratta sia sostanzialmente che formalmente di accuse “di parte”. E siamo in campagna elettorale, caro senatore. Una campagna elettorale in cui stiamo vedendo di più e di peggio.
Un esempio? Lo sciacallaggio che alcuni compagni (oops, pardon) di coalizione del senatore Guzzanti stanno compiendo sulla morte del piccolo Tommaso. Calderoli, Mussolini, Gasparri, Castelli e Romagnoli uber alles. Tutti noti giureconsulti esperti di diritto e procedura penale. Invocano la pena di morte e la certezza della pena. Cavalcano senza vergogna l’onda del dolore e dell’indignazione. Per qualche voto in più. Che tristezza.
Cari saluti.
Vedere la home del Corriere con la foto.
Oggetto: Questo è lo stadio di Firenze.
¦ Video: quando si dicevano estranei
——————————————————————————–
Striscioni per Tommy negli stadi
«Date a noi i suoi assassini»
A proposito di tristezza.
la vigliaccata di rutelli
AGI) – Ancona, 2 apr . – Duro attacco del presidente della Margherita Francesco Rutelli al centrodestra, all’indomani della “vicenda terrificante” del piccolo Tommaso. Per Rutelli, la Cdl “non ha mosso un dito” per introdurre pene piu’ severe contro chi si macchia di gravi reati come quello di Parma, nonostante avesse una larga maggioranza in Parlamento. La Cdl, ha detto il leader della Margherita, “si e’ ben guardata dal fare leggi a tutela dei piu’ deboli. Hanno fatto solo una serie infinita di leggi a tutela di Berlusconi e dei suoi amici in materia di giustizia .
osservazione:
anche con rito abbreviato per rapimento ed omicidio è previsto l’ergastolo – rispetto al rito normale col rito abbreviato non viene applicato l’isolamento diurno.
a meno che,come dichiara castelli, rutelli non sia diventato un sostenitore della pena capitale, a quali pene più severe si riferisce questo ignorante?
“ma con lui tutta la destra e lo stesso Berlusconi Silvio, pare siano vittime”
Frasi ironiche di questo genere e allusioni di poco gusto,Gabriele,puoi anche tenertele per te.
Ti rispondo io ,perchè non ti rivolgi solo al Senatore Guzzanti ma anche alle altre “vittime” Forse non hai capito niente,anzi senza forse.
qui ti stiamo dando un grande esempio di amore per la verità,la nostra forse e non la tua,ma non per questo meno meritoria di rispetto.
Amiamo talmemte tanto la verità e quello in cui crediamo che chiediamo a te,avversario, di rendere visibili il più possibile le nostre idee,questa è libertà.
Questo tuo tono sarcastico è del tutto fuori luogo.
Se vuoi pubblica,se non lo vuoi fare libero,ma la presa in giro che metti in atto con il tuo modo di scrivere in questa mail a cui rispondo non lo tollero.
Crediamo fermamente in quello che facciamo e diciamo,e solo per questo lo facciamo e lo diciamo,non per far prendere aria alla lingua.
Il Senatore ci è portavoce quindi se tu deridi il suo operato deridi
automticamente anche noi e questo, almeno io,non lo accetto.
Esigo rispetto per le mie idee,come ho sempre avuto per le tue non
ridicolizzandoti mai, criticando cercando di costruire,ma non altro.
Qui non si aggira uno spettro,mi dispiace dirtelo,ma un irrispettoso.
Eli
Cara Eli
Tu dici che state dando un grande esempio di “amore per la verità”.
A me sembra che per voi esista “Una Verità” (e il senatore avrà
certo le sue buone ragioni per crederlo) che volete affermare. Tutto
ciò è legittimo, ma dovete capire che dalla parte opposta ci sono
altrettante persone che credono ad una Verità diversa…
Amore per la Verità vuol dire ragionare sulle cose, documentarsi,
cercare riscontri, etc… etc…
Questo è ciò che sto cercando di fare io. O almeno credo.
Sono mesi che chiedo qualche pezza giustificativa, qualche
documento, che possa avvalorare senza alcun dubbio, la tesi di
Guzzanti su Prodi e la sua connivenza con le BR…
Se l’unica “prova” resta una supposizione circa il messaggio
cifrato “Gradoli”, ho già scritto che mi sembra esile e
inconsistente. Se Prodi era un informatore delle BR e aveva saputo
dagli investigatori che il cerchio si stava stringendo attorno al
loro quartier generale ubicato in Via Gradoli a Roma, non credo che
avrebbe utilizzato un metodo tanto pericoloso e contorto (indicare
il paese omonimo) paese per comunicarglelo. O no? Se esisteva questa
vicinanza operativa non credi che esistessero canali privilegiati di
comunicazione?
Insomma è una tesi che oltre a non configurare nessun reato penale
sostenibile in qualunque processo, secondo me, non configura nemmeno
una “responsabilità morale”…
Dov’è in tutto questo ragionamento il mio “Odio per la Verità”
contrapposto al vostro “Amore per la Verità”?
Sul tono, Eli, perdonami, ma ti prego di rileggerti il pezzo del
Senatore (acuto, ironico, simpaticissimo, come sempre del resto…
mi ha persino detto che ho le “palle di cristallo”… sto ancora
cercando di capire, analizzando il doppio senso dell’affermazione,
se si tratti, tutto sommato come credo, di un complimento…
L’ironia, se riesce a essere intelligente o simpatica ci sta sempre.
Ciao, alla prossima
Gabriele
Riportiamo questa “lettera aperta” al Senatore giuntaci via email. Lo facciamo per completezza d’informazione non avendoo elementi per confermare o smentirne i contenuti.
Gentile senatore,
purtroppo la sua commissione (e non ho problemi a dire che su molte cose ha lavorato egregiamente…) è andata a sollevare un problema piuttosto serio, troppo serio: l’infiltrazione del KGB in Italia.
In effetti però – al contrario di quanto lei pensa – i servizi sovietici non avevano tanto la necessità di infiltrare il PCI; lì avevano già i vari Secchia, prima, e Cossutta, poi, quanto piuttosto quello di infiltrare i partiti di maggioranza. E’ all’interno del PCI che loro mantenevano una “V colonna”, ma il resto del partito, Berlinguer in testa, questo gruppo lo ha sempre temuto e tenuto alla larga.
I nomi che non sono saltati fuori dal lavoro della sua commissione, e dall’archivio che il buon Vassilij portò in occidente, sono altri, e per ora ben celati. Le faccio un paio di esempi.
Molti sanno, ma nessuno dice apertamente, che il sig. Giuliano Ferrara prima di diventare un confidente della CIA (cosa che ha ammesso candidamente… ma con un secondo fine…) era un agente del KGB. Il fatto di aver ammesso la prima cosa è stata solo un modo per sviare l’attenzione dalla seconda e ben più grave verità. Giuliano era proprio un agente dei sovietici, poi ha saltato il fosso. Il motivo? Credo sia stato solo quello di saltare sul carro del vincitore, ma ovviamente potrei sbagliare. La verità però resta intatta. Lo è stato.
La cosa però non deve essere resa nota, ne verrebbe meno, ed in modo irrimediabile, la credibilità di Giulianone…
Vuole un altro esempio?
Molti di nuovo sanno, ma di nuovo in pochi dicono, che il padre dell’attuale direttore del Corriere Paolo Mieli, Renato, è stato anch’egli un agente doppio. Durante la guerra era a servizio degli inglesi, poi andò all’interno del PCI, poi uscì dal PCI e con i soldi della CIA mise sù una sorta di fondazione/centro studi.
Il figlio Paolo, militante di Potere Operaio, chissà cosa raccontava a cena intorno al desco familiare… Anche su questa storia è piombato il silenzio. E il buon Paolo ora svolge la funzione di “Tappo culturale” su certe questioni…non devono emergere. Ecco perchè boicotta con tutto il peso del suo ruolo in RCS e non solo libri come quello scritti dall’ex BR Franceschini…
Insomma, egregio senatore, la “sua”
commissione è stata sì sabotata, ma non solo dalla sinistra…
Si guardi bene dagli amici oltre che dai nemici… è un consiglio spassionato
saluti cordiali
Onekenoby
caro Gabriele, mi chiedi di rispondere a questa richiesta di Etica da parte del senatore Guzzanti.
A parte sorridere, che dovrei fare esattamente?
Tu conosci bene le mie idee di etica e morale in tema di politica e dei nostri rappresentanti.Tema che dovrebbe essere prepolitico e che si limita ad essere preelettorale e con le elezioni si chiude.
Dunque cosa si insinua su Prodi? che il piattino non sia vero e che nasconda un nome.
Possibile, certo, chi di noi non l’ha pensato?D’altra parte non è che Prodi e la “vecchia politica” mi entusiasmino,ma mi pare che in Italia non siam capaci di partorire altro.
Ma che si profonda in critiche etiche e moraleggianti chi sostiene elementi condannati da sentenze e condannabili dalla morale pubblica, se le cose fossero note,davvero più che sorridere, caro Gabriele che effetto mi dovrebbe fare?
Il senatore che tanto si prodiga a dimostrare che Prodi mente, perchè non si limita a denunciare, per esempio,che il suo leader di riferimento, lo fai in continuazione?Tipo quando dice di essere stato assolto e non è vero?la menzogna aperta e dichiarata, non dovrebbe essere forse fonte di “condanna” ancor più delle supposizioni?
Io c’ero con il caso Moro e fu una ferita insabile il terrorismo di quegli anni.Ma forse non andrebbe condannato anche L’esimio presidente Cossiga, che adesso per Bologna parla di terrorismo internazionale o che apertamente parla di inciuci visti e mai denunciati?
Vedi Gabriele, io sono ipercritica prima verso i miei leader di riferimento che verso un berlusconi qualsiasi e tu lo sai perchè diverse volte abbiamo discusso.
l’ideologia politica resta salda(e la mia e la tua non coincidono su diversi punti)e chi la rappresenta, per me , dovrebbe cambiare domani. Ho sempre invitato nelle mie discussioni gli elettori di questa destra a fare altrettanto, perchè sono convinta che un paese dove il 70% dei cittadini orgogliosamente dichiara di non occuparsi di politica, non sia un paese democraticamente sano.
Ma da qui a chiedermi una condanna etica per un uomo che ha sempre risposto chiaramente ai dubbi su di lui, tanto da pubblicare le sentenze che lo riguardano o a rispondere a domande scomode anche in sedi come la commissione di cui si parla,sinceramente non me la sento proprio.
Fino a quando, almeno, si pretenderà in alternativa di affidare il paese a tangentisti, corrotti, collusi mafiosi , estorsori e bugiardi, io resterò dalla parte di Prodi.Almeno, diversamente da berlusconi,mi tratta da adulta e non da missionaria o legionaria.
un caro saluto
Dicke
Una domanda al Senatore Guzzanti, dettata da pura curiosità: usa la stessa acrimonia (mi scusi, ma non le leggo su “Il Giornale”) anche nei confronti del sottosegretario Baldassarri di AN (quindi, alta carica dello Stato, suo alleato di governo e maggioranza) e ne ha mai chiesto -negli atti parlamentari non ho trovato traccia- le dimissioni dall’incarico per le stesse ragioni per cui attacca, dopo 28 anni, il professor Prodi?
O devo pensare che i bicchierini servono solo per agitare le acque in esso contenuti per nascondere le nefandezze della parte politica in cui lei milita (ora, le do atto che nel 78 lei stava da un’altra parte), dal 1978 ad oggi?
Cosa fecero, all’epoca, i piduisto che oggi le siedono allegramente a fianco?