Se questi son uomini (e donne)

Se questi son uomini (e donne)

Aggiornamento del 15 marzo 2006:

Non è bastata la vergogna. Ora i soliti noti fanno capire che si trattava di una vera e propria trappola. I cosiddetti ministri Castelli e Maroni chiedono a gran voce l’espulsione degli immigrati che hanno presentato domanda e non rientreranno nei 170.000 previsti. Ho saputo di uffici postali in cui i computer si sono bloccati e i poveretti che aspettavano in fila hanno visto azzerarsi anche quell’esigua speranza di poter rientrare nelle quote e che li ha fatti stare al freddo per 3 giorni e 3 notti… Una VERGOGNA senza appello. Le parole dei suddetti cosiddetti ministri spero restino nella memoria di ciascuno:

(ANSA) – ROMA, 15 MAR – ore 14:16 – ‘Sono in attesa della risposta del ministro Pisanu’. Cosi’ il guardasigilli Castelli sui clandestini in coda ieri alle poste. ‘Se si fa una legge, la Bossi-Fini, bisogna farla rispettare’.Castelli boccia anche la consulta islamica voluta da Pisanu:’e’ un mostro giuridico’.Anche Maroni interviene sull’immigrazione.‘Pisanu – dice – ha l’obbligo di procedere con le espulsioni dei clandestini che hanno presentato la domanda per il permesso di soggiorno. Non si tratta di una sanatoria’.

 

"6.244 uffici postali abilitati accetteranno le domande a partire dalle ore 14.30 di martedì 14 marzo".

Ma ieri, domenica 12 marzo, già migliaia di uomini e donne erano in fila al freddo pungente davanti ai portoni e alle serrande abbassate.

Alcuni sono lì davanti già da venerdì. Questa sarà la terza notte e non basterà.

Le liste improvvisate occupano diversi fogli e si allungano e si modificano. Ogni due – tre ore qualcuno ripete un appello.

Decine di nomi scanditi, nomi che tradiscono ogni provenienza: Filippine, Pakistan, Marocco, Romania…

Chi non risponde viene cancellato dalla lista… sarà andato in un altro ufficio postale a rispondere ad un altro appello… o forse non ce l’ha più fatta a resistere al gelo…

Qualcuno porta un thermos di acqua calda. Ci si fa un the per scaldarsi in questo pomeriggio di ghiaccio (temperatura percepita 2° sotto zero).

Alcuni hanno costruito un riparo con delle scatole di cartone. Il vento non risparmia, s’infila nelle ossa. Cade anche qualche fiocco di neve.

Si parla con rassegnazione ma si riesce anche a sorridere.

Molti sono qui per non perdere l’occasione, ma domani dovranno andare a lavorare e non sanno ancora come faranno a restare in lista, a non perdere posizioni. Però intanto sono qui coi loro compagni, con le loro donne, a condividere.

Un vecchio italiano fa pure lui la coda, è cardiopatico ma deve presentare la richiesta per la badante di sua moglie…

Questo è un ordinario pomeriggio italiano di follia. I cittadini di serie A, in casa al caldo davanti alle TV e gli altri, donne e uomini di serie C, al gelo.

In un paese approdato con ottimismo al terzo millennio dell’era cristiana, che si vanta di aver informatizzato la pubblica amministrazione, nessuno che sia riuscito a pensare un sistema più umano ed efficiente.

Quanto tempo avranno dedicato, mi chiedo, gli attuatori della “Bossi-Fini” a questo problema? A cercare soluzioni dignitose o almeno pietose per l’accoglimento delle richieste?

In questo paese, tra i più industrializzati e ricchi del mondo, i nuovi schiavi, necessari al suo sostentamento e sviluppo, sono costretti all’addiaccio per cinque giorni di fila.

Per cercare di regolarizzare situazioni spesso acclarate.

C’è anche ipocrisia infatti in tutto ciò. Disumanità e ipocrisia. Chi non ha utilizzato in piena emergenza qualche clandestino, ultima spiaggia, per accudire una persona cara e terminale?

Oggi, davanti a 6.244 uffici postali, sono centinaia di migliaia, una moltitudine dolente, che sperano di finire tra i primi 170.000 (è la quota programmata dei flussi d’ingresso per il 2006)… ma la stragrande maggioranza di loro resterà fuori anche quest’anno. Tornerà ad essere “invisibile”. Un qualcosa (essere umano ci sembra improprio) di utile e funzionale alla società, ma senza alcun diritto e nessuna tutela.

Come se non bastasse c’è chi teme, che martedì pomeriggio, all’apertura degli uffici, le liste non vengano nemmeno prese in considerazione. Che questa fatica disumana non sia servita a nulla… C’è chi teme anche che esploderà la rabbia degli esclusi… si temono incidenti…

Sarebbe l’ennesima trasformazione di un’emergenza umana in un problema di ordine pubblico…




4 Responses to “Se questi son uomini (e donne)”

  1. spartaus scrive:

    E’ una porcheria!

    Oggetti, merce, non esseri umani..

    Che rabbia

  2. Masso57 scrive:

    Del resto, quando si ha l’incoscienza di vantarsi di una legge che parla di “numeri” e non di “persone”….la vigilia di natale ho visto civilissimi nativi fare a botte per comperare a prezzo stracciato un superfluo Ipod; qui c’è in ballo una certficazione di esistenza in vita, e mi chiedo dove sia la civiltà. Ah, si, dorme il sonno della ragione.

  3. GabrielParadisi scrive:

    15 Marzo 2006

    Lavoratori scelti come ai tempi della schiavitù

    Modena City Ramblers

    «Un appunto sull’immigrazione: vorrei ricordarvi che se c’è un paese che affonda le radici nel cristianesimo, un paese generoso, aperto a chi ha di meno e a chi soffre, questo paese, ho l’orgoglio di dire, questo paese è l’Italia».

    Con queste parole populiste e retoriche “el presidente” liquidò la questione immigrazione al parlamento europeo il primo giorno del suo mandato. Questo era ieri. La realtà invece è l’oggi, con le centinaia di migliaia di donne e uomini in coda davanti agli uffici postali, tutta la notte, con gli appelli ogni due ore, perché chi esce dalla coda, è fuori. Stretti nella morsa del gelo, fuori, ma con il gelo più grosso dentro, la paura di essere fuori dai quei 175.000 che avranno la fortuna (perché di fortuna si tratta… ). Abbozzano tutti un sorriso di speranza. Una squallida rappresentazione, come nei telefilm in bianco e nero “ai confini della realtà”». Non c’era bisogno di mettere in moto questa gigantesca e immorale lotteria per dare la speranza di poter avere questo stramaledetto permesso di lavoro. Siamo nel terzo millennio, internet ci porta in tutto il modo con un click, e i lavoratori sono scelti come ai tempi della schiavitù. Noi non vogliamo un paese così. Le cronache ormai ogni giorno ci parlano di furti, omicidi, di bande a delinquere di “extracomunitari” (ma uno svizzero, in tv, viene chiamato svizzero o extracomunitario?), ma non ci parlano delle storie dei milioni, ormai, di persone dalla pelle e dagli occhi diversi dai nostri che si fanno un culo così nei peggiori lavori che sono rimasti nel terzo millennio. Non ci parlano delle difficoltà, anzi, dell’impossibilità degli imprenditori onesti di poter assumere lavoratori stranieri. Noi abbiamo però la speranza che fra pochi mesi possa cambiare qualcosa. E forse è più di una speranza, è una pretesa, sì, è una pretesa, perché noi ci vergogniamo a tal punto, di vedere quella gente in coda per la vita, che ormai rischiamo di pensare ad altro e non vediamo l’ora che il telegiornale finisca e cominci Beautiful. Dove tutto va bene, qualsiasi cosa succeda.

  4. GabrielParadisi scrive:

    da La Repubblica on line

    I ministri Castelli e Maroni attaccano dopo le code alle poste

    “Non era una sanatoria, via chi ha fatto domanda irregolare”

    Immigrazione, Lega contro Pisanu

    “Ora espellere tutti i clandestini”

    Immigrati in coda alla posta

    ROMA – “Sono in attesa della risposta”. E’ tutt’altro che chiusa la polemica tra la Lega e il ministro degli Interni Giuseppe Pisanu sull’immigrazione. Ieri, in occasione delle lunghe file alle poste per presentare le domande di assunzione di lavoratori extracomunitari, il ministro della Giustizia Roberto Castelli aveva attaccato il collega del Viminale. “In fila davanti agli uffici postali – aveva accusato il guardasigilli – c’erano anche molti clandestini”.

    Oggi Castelli è tornato a pungolare Pisanu. “Sono in attesa della risposta”, ha ribadito. “Era del tutto ovvio”, ha aggiunto, che tra gli immigrati in coda “la stragrande maggioranza erano clandestini”. “Sono ancora una persona ingenua – ha proseguito il ministro della Giustizia – Mi hanno insegnato che le leggi vanno rispettate. Alla tenera età di 60 anni sono ancora convinto che se si fa una legge poi bisogna anche farla rispettare. Invece sembra che le persone più sofisticate pensino che si possano anche scrivere le leggi e poi non farle rispettare”.

    A dare manforte a Castelli è intervenuto anche il ministro del Welfare Roberto Maroni. “Il ministero degli Interni – ha sottolineato l’esponente leghista – ha l’obbligo di procedere con le espulsioni” degli extracomunitari presenti in Italia clandestinamente che ieri hanno presentato la domanda per il permesso di soggiorno. “Strumentali”, invece, secondo Maroni, le polemiche sollevate dal centrosinistra per l’inciviltà delle code.

    “Il vero scandalo – ha tagliato corto il ministro – è che siano stati indotte a mettersi in fila persone che non hanno alcuna speranza di vedere accolta la loro domanda. E’ stata una messa in scena fatta ad arte da alcune associazioni per ottenere ciò che non è possibile ottenere, cioè una nuova sanatoria”. “Spero almeno – ha concluso Maroni – che la presentazione di queste domande consenta al ministero degli Interni di procedere con le espulsioni previste dalla legge Bossi-Fini. Questo sarà alla fine il risultato, se c’è la notizia di un reato non vedo come si possa fare finta di non vederlo. Se si tratta di irregolari devono essere espulsi, questo dice la legge”.

    (15 marzo 2006)

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