PREMESSA
Cari lettori di questo blog, tenetevi forte.
Qui si parla di treni, e probabilmente non è una “coincidenza”, perché credo si possa dire di essere giunti al “capolinea”.
Quanto sarà ora esposto è a nostro avviso di una tale gravità, che ciò che dovrebbe conseguirne non può essere più di competenza di semplici bloggers, ma debba per forza di cose essere seguito dalla magistratura e dagli organi del parlamento.
Dallo scorso mese di novembre, una certa informazione nazionale ed internazionale ha compiuto un enorme sforzo per rappresentare le attività in seno alla Commissione Parlamentare “Mitrokhin”, come attività principalmente illegittime e finalizzate alla realizzazione di “falsi dossier” e di “false prove” da usare come strumento politico.
Noi ci siamo battuti con ogni forza contro queste accuse rivolte alla Commissione, non ravvisando solide prove o solidi indizi a conferma di tali accuse.
Ci sbagliavamo…
Oggi sappiamo che almeno una manipolazione, una manomissione, ed in verità di eccezionale gravità, c’è effettivamente stata.
Però non commessa da Paolo Guzzanti, o da Mario Scaramella, ma, udite udite, dai Commissari di minoranza nel “Documento conclusivo” (23 marzo 2006).
È stata individuata una manipolazione, confrontando la trascrizione di un telex riportata in virgolettato nella Relazione di Minoranza, con il contenuto del medesimo telex così come citato in forma TESTUALE ed INTEGRALE nel documento “RELAZIONE sul gruppo Separat e il contesto dell’attentato del 2 agosto 1980” di Lorenzo Matassa e Gian Paolo Pelizzaro, depositata agli archivi della Commissione.
Quanto ne risulta, è agghiacciante, ed in un paese civile e che funziona, potrebbe sortire a conseguenze clamorose.
Partiamo dal “reperto”: il Telex della polizia di Frontiera di Ponte Chiasso, del 1° agosto 1980.
Questo è il solo documento (insieme alle allegate pezze giustificative in originale, tipo la fotocopia del biglietto ferroviario acquistato da Thomas Kram in Germania in cui si vede che è salito esattamente sull’Espresso 201 diretto in Italia), al quale tutti si devono per forza di cose riferire. E quindi anche i Commissari dell’allora minoranza.
Il Telex della Polizia di Frontiera di Ponte Chiasso del 1° agosto 1980, trasmesso per competenza a Roma alle varie articolazioni del ministero dell’Interno e alle Questure di Milano e Como, riferisce testuale:
“Con treno 307 delle ore 12,08 legali odierne entrato Italia diretto Milano cittadino tedesco KRAM Thomas Michael nato 18.7.1948 Berlino et residente Bochum (Germania), Pilgrimstrasse 44, munito carta identità tedesca n° G7008331, rilasciata Bochum il 25 marzo 1975. Predetto iscritto R.F. formula 5 et 6/R est stato sottoposto at perquisizione sotto aspetto doganale con esito negativo. Medesimo est qui giunto con treno n° 201 delle ore 10,30 proveniente da Karlsrhue”.
Firmato: dirigente Ufficio Sicurezza Chiasso Frontiera MAROTTA.
Corretta interpretazione:
Il funzionario di polizia italiano, Marotta, avverte in tempo reale che Kram sta entrando in Italia col treno 307 delle 12,08 (orario di partenza da Chiasso, stazione Internazionale attraversata dal confine italo/svizzero), diretto a Milano (dove arriverà se il treno è in orario alle 12,57). Il Telex dichiara anche che Kram era stato precedentemente sottoposto a perquisizione sotto aspetto doganale, appena giunto a Chiasso col treno 201 delle 10,30 proveniente da Karlsruhe.
La frase iniziale (“Con treno 307 delle ore 12,08 legali odierne entrato Italia diretto Milano”) se usata asetticamente avulsa dal resto del Telex e non ragionando su dove ci si trova, sembrerebbe da sola dimostrare che Kram arrivando dopo mezzogiorno in Italia, trattenuto per ore dalle autorità; non sarebbe riuscito a giungere a Firenze prima della mezzanotte. Con questo stratagemma, dunque, si avvalla il suo alibi laddove egli sostiene di essersi “dovuto” fermare a Bologna la notte precedente la strage solo a causa di quel “contrattempo” a Chiasso.
E infatti nella Relazione di minoranza (pag. 231) si riporta:
«Secondo quanto riferito nel telegramma datato 1°agosto 1980 e nella raccomandata datata 2 agosto 1980 dal dirigente dell’ufficio sicurezza Chiasso Frontiera, Thomas Kram entra in territorio italiano il 1° agosto 1980, alle ore 12,08, proveniente da Karlsruhe e diretto a Milano».
Gli autori della Relazione di minoranza (commissari e consulenti) possono decidere “legittimamente” (e lo faranno) di ignorare il riscontro e l’analisi degli orari ferroviari, dai quali facilmente si poteva ricostruire – senza alcun dubbio – la cronologia esatta degli eventi. Noi viceversa questa verifica la facciamo.
Analisi dell’Orario Ferroviario.
Il Telex cita due treni: il 201 e il 307.
Il 201 (Holland-Italien Express) parte da Amsterdam, transita da Colonia e da Karlsruhe e arriva a Chiasso (Versante Svizzero) intorno alle 10,12 del 1° agosto 1980; alle 10,30 dopo i controlli doganali, il treno entra nel versante italiano della stazione. Il treno 307 (Diretto) parte da Chiasso (Versante italiano della stazione) alle 12,13 dopo esserci arrivato alle 12,08 e giunge a Milano alle 12,57.
È dunque vero che alle ore 12,08 Kram “entra in Italia diretto a Milano”, ma solo perché a Chiasso (che ripetiamo è attraversata dal confine) è stato fatto salire dagli agenti della Polizia di Frontiera, sul treno 307 che entra in territorio italiano (il versante italiano della stazione) alle 12,08, treno che lo farà giungere a Milano alle 12,57.
In realtà, da Karlsruhe Kram è arrivato col treno 201 e, infatti, giustamente Marotta scrive sul Telex: “Medesimo est qui giunto con treno n° 201 delle ore 10,30 proveniente da Karlsrhue”, dove “qui” sta ovviamente per Chiasso ed è dunque in quel momento (alle ore 10,30) che viene fermato e sottoposto a perquisizione.
Invece nella Relazione di minoranza si legge (pag. 230) [il virgolettato è attribuito al telegramma,del tutto privo di puntini di sospensione, quindi da considerare trascrizione letterale, Ndr]:
«1° agosto 1980. Il capo dell’ Ufficio sicurezza Chiasso Frontiera, Emanuele Marotta, a mezzo telegramma, informa Polintemi, Polzona, questure di Roma, Milano, Como che Kram è entrato in territorio italiano. Il dirigente riferisce che “con il treno n. 307, alle ore 12,08 legali, Kram è entrato in Italia diretto a Milano; è munito di Carta d’identità tedesca nr. G7008331 rilasciata a Bochum 25.3.75; è stato sottoposto a perquisizione con esito negativo. È giunto a Milano con treno nr. 201 delle ore 10,30 legali proveniente da Karlsruhe”. Kram, quindi, proveniente da Karlsruhe, varca la frontiera italiana alle “12,08 legali” del 1° agosto, diretto a Milano, ed è identificato e sottoposto a perquisizione come prevede l’iscrizione del suo nominativo in Rubrica di frontiera».
Da notare il “ed è identificato” che suppone una ben precisa sequenza temporale rispetto alla precedente azione di ingresso in Italia; facendo così intendere che se Kram viene perquisito per ore dopo le 12,08 orario d’ingresso in Italia, non era di certo in grado di giungere a Firenze.
Ora, come si fa a depotenziare la frase (“Medesimo est qui giunto con treno n° 201 delle ore 10,30 proveniente da Karlsrhue”), che inequivocabilmente fissa alle 10,30 l’arrivo di Kram al posto di frontiera e che quindi fissa alle 10,30 (e non alle 12,08!) l’inizio del suo fermo e perquisizione?
Semplice.
La frase la si modifica, ignorando (o premeditando) le gravi implicazioni che ciò innesca, ma che sono spiegabili solo consultando gli orari dei treni.
La frase del Telex:
“Medesimo est qui [Chiasso, Ndr] giunto con treno n° 201 delle ore 10,30 proveniente da Karlsrhue”,
pertanto diventa:
“È giunto a Milano [Sic] con treno n. 201 delle ore 10,30 legali proveniente da Karlsruhe“.
Gli aspetti inquietanti della vicenda riguardano anche, e soprattutto, due interviste comparse, rispettivamente, prima e dopo la pubblicazione della Relazione di minoranza (23 marzo 2006).
La prima sembra preparare il terreno a ciò che verrà scritto.
La seconda “interpreta” in maniera palese ciò che si voleva far credere.
1) – Il 1° dicembre 2005, Primo Di Nicola in un suo articolo su L’espresso dal titolo “Teorema Mitrokhin” (http://www.archivio900.it/it/articoli/art.aspx?id=6803), intervistando Fedora Raugei (che ha contribuito alla stesura della Relazione di Minoranza), scrive:
«Il 1° agosto 1980, il posto di frontiera di Chiasso informa il Ministero che con treno 307, alle 12,08 Kram entra in Italia diretto a Milano. Viene anche perquisito con esito negativo».
Anche in questo caso, si dichiara ciò che verrà lasciato intendere nella Relazione e cioè che Kram viene perquisito dopo le 12,08.
2) – Il 1° agosto 2007, Guido Ambrosino da Berlino in un suo articolo-intervista su il manifesto dal titolo “L’ultimo depistaggio”
(http://www.errenews.altervista.org/modules.php?name=News&file=article&sid=611), intervistando lo stesso Kram, scrive:
«Arrivato a Chiasso il primo agosto “alle ore 12,08 legali”, secondo le note della polizia riportate dalla relazione di minoranza della Mitrokhin [strano peraltro che Kram per rievocare ciò che accadde si senta in obbligo di citare la Relazione di minoranza con le stesse parole, Ndr], mi fecero scendere dal treno. Dovevano avere avuto una segnalazione dalla Germania»… «Mi trattennero per ore. Mi sequestrarono una lettera dell’amica, che spiega il motivo del viaggio. L’appuntamento con lei a Milano saltò. Non riusciì a rintracciarla. Ripresi il treno per Firenze, ma sarei arrivato troppo tardi per trovare un albergo. Decisi di fermarmi a Bologna».
Ciò che nella Relazione i commissari non potevano scrivere apertamente, viene fatto dire a Kram di persona.
Il Kram (come ha ben spiegato il funzionario di polizia Marotta) arriva a Milano col treno 307, dunque intorno alle ore 13.
Dalle 13,20 in poi abbiamo riscontrato almeno 16 (sedici) treni che avrebbero permesso al terrorista tedesco di giungere a Bologna prima dell’una di notte (ore 0,57, orario d’arrivo dell’ultimo treno); con ben 9 (nove) coincidenze utili da Bologna per giungere a Firenze entro le 23,08 del 1° agosto.
CONCLUSIONI
1) Nella relazione finale di minoranza della Commissione Parlamentare “Mitrokhin” è riportato in virgolettato (e quindi con presunzione di fedele testualità) un telex (erroneamente definito telegramma) proveniente dalla polizia di frontiera di Chiasso GRAVEMENTE MANIPOLATO rispetto al testo originale.
2) La manipolazione inquina gravemente la narrazione dei fatti. Si attribuisce a Kram il trasferimento da Chiasso a Milano con treno 201 da Karlsruhe ed arrivo a Milano ad orario imprecisato, mentre invece Kram è giunto a Milano alle 12,57 con treno diretto ITALIANO n° 307.
3) Tra le 12,57 del 1° agosto (ora di arrivo in Milano) e le 00,57 (ora presumibile di arrivo in albergo a Bologna) intercorrono esattamente 12 ore.
4) Kram nell’intervista al Manifesto mente, basandosi sul testo del telex così come trascritto nella relazione di minoranza della Commissione Parlamentare (cui infatti egli, guarda caso, si richiama esplicitamente), e smentito invece dal telex originale, cioè nella sua narrazione fedele e priva di manomissioni. Egli afferma di essere stato perquisito alla dogana dopo le 12,08 e di essere stato ivi trattenuto alcune ore, non riuscendo successivamente a fare di meglio che raggiungere Bologna dopo la mezzanotte, ove avrebbe dovuto per forza sostare allo scopo di dormire in albergo. Si tratta di una clamorosa bugia perché in realtà “12,08” rappresenta l’orario di partenza da Chiasso del diretto 307, giunto a Milano alle 12,57.
PS
Merita un’attenta lettura il commento #65 di Sextus. Nella sua “Filologia non classica applicata”, tra le altre cose, egli evidenzia una “sostituzione” di preposizioni che altera in maniera eclatante il significato dell’intero testo:
“Se si prescinde dalle intenzioni che hanno mosso i commissari di minoranza (mi è venuto di pensare anche ad una sorta di “autoinganno quasi inconsapevole”) e da tutte le numerose alterazioni classificabili come “minuzie”, che non alterano il contenuto sostanziale del telex, sta di fatto che rimangono due punti fondamentali. A me pare che l’ “alterazione” più significativa, forse anche di più della “pesante” sostituzione di “Medesimo est qui giunto” di [1=testo del telex] con “È giunto a Milano” di [2a=“trascrizione” dei commissari di minoranza], sia l’intervento nella prima riga di [2a], vale a dire la “creazione” (qui il termine mi sembra appropriato) dell’inciso “, alle ore 12,08 legali,”, mediante l’introduzione di due virgole (dopo “
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